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Palestina. Siglato l'accordo con i prigionieri politici, le "pance vuote" conquistano la dignità

Nella notte in cui ricorre il 64° anniversario della Naqba arriva l’annuncio dell’accordo: Bilal Diab e Thaer Halahla, dopo 76 giorni di digiuno, accettano di interrompere lo sciopero della fame a determinate condizioni, ma i detenuti ancora in carcere sono 4.700, e la loro lotta non si ferma. 

Palestina, se "il loro destino è nelle nostre mani"

Il 17 maggio tutto il mondo è chiamato a uno sciopero della fame di 24 ore in solidarietà con gli oltre 2000 prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. Pubblichiamo l'appello lanciato dai Comitati popolari di resistenza nonviolenta.

Marocco: una nuova condanna per il rapper "arrabbiato"

Mouad Belghouat, alias L'haqed ("l'arrabbiato"), è di nuovo in carcere. La condanna ad un anno di prigione per "oltraggio a pubblico ufficiale" e "offesa ad un corpo costituito dello Stato" (la polizia) è stata emessa venerdì scorso dal tribunale di Casablanca. Mouad subisce l'accanimento del regime per i suoi testi militanti e irriverenti e per il suo sostegno al Movimento 20 febbraio.

 

 

Do you remember Baghdad?

Aprile 2012. Sì, certo. Baghdad, la capitale dell'impero musulmano durante il periodo Abbaside, certo l'ho studiato all'università, certo che me ne ricordo. O anche la Baghdad delle mille e una notte, i califfi, gli harem, certo che la ricordo. Baghdad ricorda qualcosa a tutti, ma oggi chi si ricorda di Baghdad?

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Egitto. Back to Square

Back to square. Ritorno alla piazza. E' successo qualche settimana fa a Firenze, nell’ambito del Festival “Middle East Now”. Il riferimento è all'ormai nota Piazza Tahrir, il cuore della protesta egiziana che ha portato alla caduta di Mubarak, al potere da più di 30 anni.

Iran. Fitna in Medio Oriente per isolare Teheran

È nota come la 'guerra degli otto anni', quella sanguinosa pagina di storia che travolse Iran e Iraq in un conflitto motivato, storiografia alla mano, più da interessi esterni che di confine. Dopo circa 24 anni, le dispute territoriali potrebbero ancora fare esplodere un conflitto interconfessionale nella regione, a favore dei soliti noti.

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Libano, in marcia per la laicità

Un migliaio libanesi hanno marciato a Beirut, in occasione dell'ormai annuale Laïque Pride, per denunciare il sistema politico confessionale e rivendicare uno Stato laico, che sia fondato sul principio di cittadinanza e non sull'appartenenza confessionale.

La Siria tra elezioni e attentati

Erano attesi per giovedì 10 maggio i risultati definitivi delle elezioni parlamentari tenutesi lunedì in tutta la Siria. Purtroppo il paese troneggia nelle prime pagine online della stampa internazionale per l'ennesimo sanguinoso attentato, che ha colpito nelle prime ore del mattino la capitale Damasco. La tornata elettorale si chiude con il terrore, esattamente come era stata inaugurata.

L'Afghanistan non è più il posto peggiore per essere madre

Negli ultimi due anni l'Afghanistan è stato il detentore di un triste primato, come posto peggiore al mondo in cui essere una madre. Oggi le cose sono cambiate, e lo scomodo testimone è passato alla Nigeria. 

Prigionieri palestinesi. L'Intifada della fame arriva anche in Italia

Si aggravano le condizioni di salute di Bilal Diab e Thaer Halahla che, giunti al 73° giorno di sciopero della fame, rischiano la vita. E mentre interviene l’Unione Europea chiedendo il “rispetto dei diritti umani”, le manifestazioni di solidarietà crescono e raggiungono anche Roma. 

Mediterraneo, un mare di schiave

Nell'incontro dal titolo “Mediterraneo, un mare di schiave”, in programma giovedì 10 maggio a Roma, egiziane, giordane, italiane e libanesi si incontreranno per una giornata dedicata alla protezione delle vittime della tratta, mettendo a confronto buone pratiche, legislazioni e soprattutto esperienze di vita.

Egitto. Questa non è la rivoluzione del 25 gennaio

E’ il distretto di Abassiya, ma sembra Piazza Tahrir. E' come aver riavvolto il nastro, a un anno fa: i militari picchiano i manifestanti, lacrimogeni, qualcuno resta ferito, mentre qualcun altro muore. Venti vittime e centinaia di feriti. Donne arrestate e uomini picchiati da decine di agenti di polizia.

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Israele/Palestina: chi crede ancora ai due Stati?

Il processo di pace ristagna ormai da tempo. Da Oslo in poi nulla è cambiato, ma tra israeliani e palestinesi da qualche tempo si fa largo un’idea fino a qualche anno fa impensabile: la soluzione “ad uno Stato”. Un unico paese quindi, dove israeliani e palestinesi dovrebbero avere pari diritti e dignità.

La 'cura' per il paziente yemenita

A poco più di due mesi dal referendum che ha consegnato ad Abd Rabbu Mandour Hadi la guida dello Yemen ed estromesso Ali Abdullah Saleh dalla poltrona presidenziale, il nuovo governo di transizione ha ottenuto probabilmente il risultato più concreto nel suo processo di ristrutturazione nazionale.

Kuwait, tre suicidi in cinque giorni

7 maggio 2012 - Nei primi cinque giorni di maggio, in Kuwait si contano almeno tre suicidi o tentati suicidi di lavoratrici domestiche straniere. Lo denuncia Migrant Rights.org.

Conferenza internazionale sui rifugiati afghani, la 'parata' delle buone intenzioni

Un piano da 1,9 miliardi di dollari per aiutare i circa 9 milioni di rifugiati ed ex rifugiati afghani. E' il risultato della Conferenza internazionale promossa dall’Unhcr, tenutasi a Ginevra il 2 e il 3 maggio, a cui hanno partecipato rappresentanti di 60 governi e di 40 organizzazioni internazionali.

Gaza, nessuna giustizia per la famiglia al Samouni

Nessun colpevole. Questo è il verdetto per la strage della famiglia al Samouni, uno degli episodi più drammatici dell’offensiva 'Piombo Fuso'. Una decisione "inaccettabile" per B’Tselem, che ricorda i 1400 morti palestinesi di tre anni fa. 

Afghanistan. Il ritorno della virtù e del vizio

Arrivano in moschea il venerdì, giorno delle preghiere. In silenzio, si piazzano all'ultima fila e osservano. Una lunga tunica nera li copre dal collo ai piedi, sul viso delle maschere inquietanti, anch'esse nere.

Tunisia. Dall’antimperialismo all’unità nazionale: i molteplici volti di Avenue Habib Bourghiba

Il 24 aprile la Tunisia ha festeggiato per la prima volta nella sua storia post-indipendente la Giornata mondiale contro l’imperialismo. La manifestazione ha avuto luogo nella centrale Avenue Habib Bourghiba ed è stata organizzata dai diplomati dell’Istituto superiore delle arti drammatiche della capitale e dai partiti e movimenti dell’opposizione di sinistra.

L'Algeria di Waciny Laredj: letteratura, identità e memoria

Waciny Laredj, scrittore algerino "in diaspora" a Parigi, è una delle figure di spicco del panorama letterario maghrebino. Pressoché sconosciuto in Italia - un solo libro tradotto, "Don Chisciotte ad Algeri" - è autore di numerosi romanzi in lingua araba (essenzialmente) e francese che gli hanno valso il riconoscimento della critica internazionale. Ma è soprattutto la memoria 'nascosta' dell'Algeria post-indipendenza.

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Algeria. Nasce la Confederazione nazionale automa dei lavoratori algerini

3 maggio 2012 - E' nata ad Algeri la Confederazione nazionale automa dei lavoratori algerini (CNATA), che intende raggruppare una serie di sigle sindacali autonome con lo scopo di formare una
confederazione alternativa alla storica UGTA (Union général des travailleurs algériens).

Iraq. Competere con l’Arabia Saudita, in cinque anni

La produzione di petrolio dei giacimenti meridionali dell’Iraq raggiungerà i 2,75 milioni di barili al giorno entro la fine del 2012. E mentre il paese sembra destinato a diventare il maggior produttore del mondo (i dati sono impressionanti), diverse questioni interne, tra cui "l’affaire ExxonMobil", minacciano di intralciare la sua scalata alla vetta.

A Roma, l'anteprima nazionale di "Tahrir. Liberation square"

Cairo, febbraio 2011. Tahrir è un film scritto con i volti, le mani e le voci di chi stava in piazza. La prima cronaca in tempo reale della rivoluzione, al fianco dei suoi protagonisti. Uno spettacolo insieme tragico ed esaltante. Il racconto inedito e appassionato di una scoperta: la forza dirompente dell'agire in comune. Speciale David di Donatello 2012, venerdì 4 maggio Roma ospiterà l'anteprima nazionale del documentario di Stefano Savona.

Algeria. Agitazioni che stonano con una soporifera campagna elettorale

La campagna elettorale per le elezioni legislative che si terranno il prossimo 10 maggio sembra svolgersi in un clima di apparente indifferenza. Ma il paese è vivo. A dimostrarlo le numerose mobilitazioni sociali che rivendicano una più equa ridistribuzione degli enormi proventi che il regime trae dalla vendita delle risorse energetiche.

Siria. Una giornata nella Valle della Bekaa

L’eco dei rifugiati siriani arriva forte a Beirut, città abituata alle emergenze. Ma "la Siria è lontana, qui ci sono altri problemi. La benzina aumenta ogni giorno", osserva qualcuno. "Mica tanto lontana – precisano altri –, da sempre i due paesi si influenzano a vicenda".

Palestina. Il 28 aprile Angelo avrebbe compiuto trent'anni

E' stato ucciso a Gerusalemme il 10 agosto 2006, da un giovane palestinese di Nablus. Il ricordo di Luisa Morgantini.

Bahrein, HRW denuncia ancora violenze e torture

“In Bahrein il problema della tortura si è soltanto spostato dalle stazioni di polizia al momento dell'arresto”, denuncia Nadim Houry, direttore di HRW per l'area Medio Oriente.

   

 

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Nord Africa. Venti di una 'primavera berbera'

Il 2011 passerà probabilmente alla storia come l'anno delle "rivoluzioni arabe". Ma, nel caso dei paesi del Nord Africa, la definizione appare incompleta (oltre che discutibile sul piano dei reali cambiamenti ottenuti), poiché disconosce l'apporto alle contestazioni della componente amazigh (berbera), a lungo negata e repressa nel processo di edificazione degli Stati post-coloniali.

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Afghanistan. Quanto costa la svolta strategica degli Usa?

Il 22 aprile Washington e Kabul sono arrivate a un accordo per la definizione della Strategic partnership tra i due paesi. Una prima bozza del documento definirebbe il ruolo e gli impegni degli Stati Uniti nei dieci anni successivi al formale disimpegno delle forze militari internazionali, dunque dal 2014 al 2024.

Processo Arrigoni. Quando i social network sono più informati del governo italiano

Presentata alla Camera e al Senato un’interrogazione parlamentare scritta per chiedere al Governo di fare luce sui fatti che portarono al rapimento e all’assassinio di Vittorio Arrigoni a Gaza lo scorso anno, e sull’andamento del processo. La risposta non si fa attendere, e conferma il disinteresse e la vacuità della posizione italiana. Twitter 1 - Governo 0. 

Si scrive Iraq, ma si legge Siria. Hashimi atterra in Turchia

La tensione è altissima tra il premier sciita Maliki e il vicepresidente sunnita Hashimi, con il governo di Erbil che torna ad agitare lo spettro della disgregazione nazionale. Il confronto muscolare tra le potenze regionali rimabalza dalla Siria al vicino Iraq.

Iraq, se Bouazizi è il nuovo "Che Guevara"

"Dall'Atlantico al Golfo, ora questi giovani pensano con una sola mente, sono uniti da obiettivi comuni. Non è l'arabismo che li tiene uniti ma il desiderio di cambiamento". Cos'è accaduto in piazza Tahrir a Baghdad? Il giornalista Saad Salloum* racconta il vero spirito della 'primavera' irachena.

Iraq. Cosa accade nel campo profughi per siriani (curdi) di Domiz

Nei giorni scorsi abbiamo visitato Domiz, che dista circa 10 km da Dhouk (Kurdistan iracheno), il primo campo che in questa area ha accolto i profughi curdo-siriani dell’esodo del 2004. Ora quel campo non c’è più, perché nel 2007 il governo regionale (Krg) ha costruito delle case in muratura, dove oggi alloggiano 130 famiglie.

L’export militare italiano non conosce crisi, 'grazie' al Medio Oriente

Leggendo il nuovo rapporto sull’export militare italiano è impossibile non notare che i dati forniti risultano incompleti. Ciononostante appare comunque chiaro che il Medio Oriente continua ad essere la regione geopolitica, subito dopo i paesi Nato, verso la quale il nostro paese esporta più armi.

L'Iraq tra politica e petrolio

Il rapporto presentato ad aprile dall'International Crisis Group si concentra sul conflitto in corso tra le autorità del Kurdistan iracheno e il governo centrale. Sullo sfondo, la posizione geostrategica della Turchia nei confronti dell’importante vicino.

Egitto. Se Tahrir diventa 'barbuta' promette meno unità

Il 'venerdì dell’autodeterminazione' ha visto migliaia di persone confluire verso piazza Tahrir, simbolo della rivolta egiziana. Per la prima volta dalla celebrazione del 1° anniversario della rivoluzione, il 20 aprile, la piazza è tornata ad essere il fulcro di un fronte comune di protesta contro il potere della giunta militare e le ingerenze di quest’ultima nel processo di transizione.

Oltre Tahrir: la Biblioteca di Alessandria d'Egitto un anno dopo

“La storia della Biblioteca è, in piccolo, la storia dell'Egitto” scrive in un suo articolo Omar Hazek, specialista presso il dipartimento media della Biblioteca, poeta e sindacalista. Omar racconta ad OsservatorioIraq la risposta dei lavoratori al movimento di protesta che ha travolto il regime Mubarak.

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Israele. Quello che deve essere detto

Perché taccio, passo sotto silenzio troppo a lungo quanto è palese e si è praticato in giochi di guerra alla fine dei quali, da sopravvissuti, noi siamo tutt’al più le note a margine. E’ l’affermato diritto al decisivo attacco preventivo che potrebbe cancellare il popolo iraniano soggiogato da un fanfarone e spinto al giubilo organizzato, perché nella sfera di sua competenza si presume la costruzione di un’atomica.

Chi uccide i giornalisti? L'Iraq il paese più "impunito" del 2012

E' vero. Molti giornalisti sono rimasti uccisi durante la guerra. Ma ancora oggi la stampa si sente continuamente esposta a minacce e si autocensura. Baghdad al primo posto nell'Indice di Impunità.

Palestina. L'appello dei cittadini di Aqaba: "venite a vedere"

Questo è l'appello che il sindaco, Haj Sami Sadiq e i cittadini di Aqaba, hanno inviato alla comunità Internazionale per la distruzione, da parte dell'autorità israeliana, di due strade costruite dagli abitanti per collegare il loro villaggio.

“L’alternativa islamica”. Intervista a Massimo Campanini

La “Primavera araba” ha creato quel vacuum che ha inaugurato una nuova stagione dell’Islam politico, smentendo quanti avevano prematuramente descritto le rivolte arabe del 2011 come la fase del post-islamismo.

Dall'Italia un appello per il popolo curdo

A partire dal 15 febbraio, 400 prigionieri politici curdi hanno iniziato uno sciopero della fame ad oltranza per protestare contro l’isolamento del leader Ocalan. Altri 15 persone provenienti da tutta Europa stanno digiunando a Strasburgo dal primo marzo. Ecco l'appello*.

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Bahrein. Questa è politica, non sport. Se i piloti non riescono a vederlo, sono loro di legno

Supponendo che fosse Assad a tirar fuori 40 milioni di sterline per una corsa. Ecclestone sarebbe contento di coprire con lo sport la sua repressione?

Siria, l'UNHCR lancia l'allarme-fondi per i rifugiati

21 aprile 2012 - A un mese dal lancio dell'appello per raccogliere 84 milioni di dollari da parte delle Nazioni Unite e dei suoi partner in favore dei rifugiati siriani in Giordania, Libano, Turchia e Iraq, la quantità di contributi erogati sarebbe inferiore al 20%. Ad oggi solo 8 delle 34 organizzazioni che avevano richiesto finanziamenti nell'ambito del Piano regionale di risposta per la Siria hanno ricevuto contributi, che complessivamente ammonterebbero a 15,6 milioni di dollari.

Afghanistan, Iraq e il 'potere globale' degli Stati Uniti

Gli attacchi talebani in alcune zone strategiche di Kabul mettono in evidenza la difficile situazione degli Stati Uniti e dei suoi alleati Nato in Afghanistan. I segnali che si sono manifestati già una decina di anni fa rappresentano ora un'ombra sul presente e sul futuro del paese.

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Libano, 37 anni fa la guerra civile. Ricordare per non ripetere

Trentasette anni fa, gli scontri inter-confessionali trascinavano il Libano in 15 anni di violenze e devastazioni. Oggi molti dei leader di quegli stessi gruppi armati siedono in Parlamento o ricoprono cariche istituzionali. Sebbene la maggior parte dei libanesi preferisce non pensarci, alcune associazioni della società civile hanno provato a ricordarle.

Siria. Il piano-Annan non può funzionare

“Non credo che i nostri militari fermeranno gli scontri fino a quando non si placheranno le offensive dell'altra parte”. A parlare così è il capitano Avham al-Kurdi, del Free Syrian Army (Fsa). Appare ormai chiaro che mancano le premesse per rispettare il piano per il cessate il fuoco messo a punto da Kofi Annan.

Iraq. Il petrolio scorre ovunque, anche tra le rovine di Babilonia

Lo rivela un reportage della Bbc: presto le rovine dell’antica Babilonia saranno attraversate da tre oleodotti collegati al grande giacimento di Basra, nel sud del paese. Un altro scontro, quello tra i ministri del Turismo e del Petrolio, che riflette la crisi politica che sta lacerando il paese.

Libano, la tragedia si nasconde tra le mura di casa

Le immagini (che vedrete qui sotto) di Alem Dechasa Desisa, trascinata per i capelli in strada, non sono l’unico episodio di violenza sui lavoratori domestici migranti in Libano. Nel Paese dei Cedri si combatte una guerra nascosta tra le mura di casa, che ogni settimana fa almeno una vittima.

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Il successo della campagna “Benvenuti in Palestina”

La missione "Welcome to Palestine" infine ce l’ha fatta. Non sembri trionfalismo visionario, ce l’ha fatta non significa infatti che i circa 1500 attivisti siano riusciti a rompere il muro di complicità che consente a Israele di esercitare il suo illegale potere sul mondo. Oltre che sui Territori Palestinesi.

Iraq. Quando la guerra fa male anche dopo la guerra

Sono anni che Ali aspetta il suo momento, e come lui altre migliaia di iracheni che vivono in Giordania. Non posso fare altro che attendere il loro turno, se mai verrà. Una telefonata che tarda ad arrivare e che dovrebbe confermare la loro ‘idoneità’ a realizzare il sogno di ‘reinsediamento’ in un altro paese. Da adolescente, tra il 2007 e il 2010, Ali ha lavorato per le forze della coalizione che hanno invaso il suo paese, ed è per questo che lui e la sua famiglia sperano di avere più chance degli altri.

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Naufragi nel Mediterraneo, la Francia segue l'esempio italiano

La Francia è un paese a vocazione mediterranea, o almeno così la pensa Sarkozy, con la 'sua' Unione per il Mediterraneo e il suo attivismo ai tempi della 'Primavera araba'. Ma di fronte a barconi e immigrati, la grandeur lascia spazio all'indifferenza. Ora però l'Eliseo deve fare i conti con una tragedia evitabile, che si è consumata lo scorso marzo.  

Iraq. Le mine esplodono e i bambini perdono la vita

“Mi dico sempre che questo era il mio destino”. Karzan Mukhlis aveva sei anni quando è finito su un un ordigno rimasto inesploso dopo la guerra. Gambizzati, perdono gli occhi, le dita, le mani e le braccia. Sono gli effetti devastanti delle mine lasciate in eredità all'Iraq.

Ecco cosa accade ai cittadini italiani arrestati in Palestina

Negli ultimi 15 giorni sono stati 7 gli attivisti internazionali fermati, aggrediti, arrestati o espulsi da Israele. Tra i fermati anche Giorgio Catalan, arrestato lo scorso 11 aprile a Hebron, e che verrà rimpatriato oggi in Italia. Marco invece, rifiutando espulsione e rimpatrio, sarà processato domenica prossima. 

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Misteriose munizioni a grappolo in Libia. A Ginevra, il punto sulla Convenzione

Stati Uniti e Russia, con il placet dell'Italia, continuano a chiedere di usare le bombe a grappolo. A Ginevra, un importante meeting internazionale fa il punto sulla messa al bando di questi pericoli strumenti di morte, mentre il New York Times indaga sulle misteriose munizioni a grappolo trovate in Libia dai suoi giornalisti.

Bahrein: la F1 scalda i motori, ma gli attivisti occupano l'ambasciata a Londra

Siamo pacifici, ma non ci arrenderemo: ad una settimana dal Gran Premio, è ancora alta la tensione in Bahrein. E a Londra.

Giornata dei prigionieri politici palestinesi: 1.600 scioperi della fame a oltranza

In Palestina il 17 aprile di ogni anno si celebra la Giornata dei Prigionieri Politici. Per l’occasione, 1.600 detenuti hanno intrapreso uno sciopero della fame a oltranza per protestare contro le incarcerazioni illegali e le violazioni dei diritti umani. Tra manifestazioni e repressioni, si attende anche la liberazione di Khader Adnan. 

Afghanistan, è arrivata la "primavera talebana"

I mujaheddin dell’Emirato islamico hanno lanciato una serie di attacchi simultanei contro le forze di sicurezza a Kabul, Paktia, Nangarhar e Logar. I taliban appartenenti al gruppo Haqqani Network – un movimento semi-autonomo e fortemente ideologizzato – hanno guadagnato posizioni tatticamente vantaggiose collocandosi ai piani più alti degli edifici delle aree di Charahi Zanbaq e Wazir Akbar Khan, nel cuore di Kabul.

Turchia, "Non toccate il mio studente!"

Gli accademici turchi hanno lanciato una campagna per sostenere i loro studenti che vivono sotto la minaccia crescente di finire in prigione solo per aver esercitato la libertà d’espressione. Lo slogan, "Öğrencime dokunma!" (Non toccate il mio studente!), sta circolando in vari campus universitari dove gli studenti sono stati arbitrariamente arrestati sulla base di presunti legami con "organizzazioni terroristiche".

La lunga mano del Pakistan dietro agli attacchi di Kabul

“Siamo forti e possiamo colpire ovunque vogliamo”. Lo ha detto il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid, dopo gli spettacolari attacchi di domenica nella città di Kabul e nelle tre province di Nangarhar, Paktia e Logar. Nonostante il parziale fallimento dell'impresa, con quasi tutti i guerriglieri uccisi o arrestati, il messaggio al governo di Karzai e all'Occidente è comunque arrivato.

"Tafa'al!": Il volontariato nel mondo, secondo l'UNV

Che il volontariato sia una dimensione esclusiva del mondo occidentale, è quanto di più sbagliato si possa immaginare. E, con la Primavera araba, la volontà di partecipare spontaneamente al progresso sociale ha subito un notevole incremento. Ecco il report delle Nazioni Unite sullo stato del volontariato nel mondo, presentato a Roma.

La Turchia e l’elasticità europea sulla questione curda

Prosegue lo sciopero della fame delle quindici persone che a Strasburgo protestano da quasi due mesi per chiedere maggiori diritti per la popolazione curda in Turchia e per la libertà di Abdullah Ocalan. Sul versante interno, continua il processo al Kck, accusato di legami con i 'terroristi', e si rafforzano i timori per la sorte del Bdp. 

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Chi arma i ribelli anti-Assad?

Il presidente Bashar al-Assad ha accettato i sei punti dell’ex segretario delle Nazioni Unite, ma a condizione che l'Esercito Libero Siriano deponga le armi. Ma cosa è veramente l'Els? E chi lo arma?

La valle di Wadi Khaled, la zona d'ombra del conflitto siriano

Prima un kalashnikov AK47 valeva circa 850 dollari. In due soli mesi ha raggiunto una cifra che può variare dai 1,450 dollari, se acquistato nella zona di Beirut, ai 2000, se comprato nella zona di Tripoli.

"Benvenuti in Palestina": sette attivisti fermati a Fiumicino

15 aprile 2012 - Sette attivisti della delegazione italiana "Benvenuti in Palestina" in partenza per Tel Aviv sono stati fermati all'aeroporto di Fiumicino, dove si trovano ancora, questa mattina alle 8.00. Al momento del check-in, Alitalia ha negato loro l'imbarco consegnando una notifica in cui si spiega che il divieto a volare è dovuto a una "direttiva dell'autorità per l'immigrazione e la frontiera di Israele secondo la legge del 1952 che disciplina l'ingresso sul territorio israeliano".

"Benvenuti in Palestina". Un flottiglia nonviolenta in volo verso Tel Aviv

Il 15 aprile parte la missione internazionale “Benvenuti in Palestina”: 1.500 attivisti da tutto il mondo voleranno verso Tel Aviv con l’intenzione di dichiarare alle autorità israeliane il vero scopo del loro viaggio, senza mentire. Già recapitate alle compagnie aeree le “liste nere” dei passeggeri “non desiderati”, e gli organizzatori lanciano l’appello : “Facciamo noi le agenzie di stampa”. 

Corruzione e impunità, il cancro dell'Afghanistan

"E' come se stessimo buttando i nostri soldi al vento – spiega al Guardian l'ex ambasciatore inglese a Kabul William Patey – se gli afghani non provano nemmeno a fare uno sforzo, gli inglesi avranno buoni argomenti per non supportare più la missione”.

Nessuna resurrezione per l’Egitto. E la giustizia aspetta invano una seconda rivoluzione

Un generale giustifica l’attuazione forzata del test di verginità sulle donne incarcerate, e il medico che li aveva praticati viene assolto. In fondo "stavano con i maschi nelle tende di Piazza Tahrir, non sono donne come mia figlia". L'impunità dei militari e i processi farsa in un paese che attende una seconda rivoluzione.

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Resistenza nonviolenta in Palestina. Dalle terre liberate di Bil'in alla sopraffazione di Hebron

Si chiude con l’aggressione dell’esercito israeliano, arresti e feriti la seconda giornata di lavori della VI Conferenza Internazionale di Bil’in, organizzata dai Comitati Popolari palestinesi di Resistenza nonviolenta. La violenza è esplosa nel cuore della città vecchia di Hebron, portando all’attenzione ancora una volta la questione della colonizzazione israeliana dei Territori Palestinesi.

"Restiamo Umani - Parole, Voci, Musica e Immagini". A un anno dalla morte di Vittorio Arrigoni

Nel primo anniversario della morte di Vittorio Arrigoni, attivista italiano ucciso nella Striscia di Gaza nella notte tra il 14 e il 15 aprile 2011, numerose iniziative sono state organizzate in Palestina, in Europa e in Italia. Con "Restiamo Umani - con Vittorio per la Palestina" la Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese e la Comunità Palestinese di Roma e del Lazio ricordano Arrigoni in due giorni di iniziative pubbliche.

Iraq. E se la ExxonMobil stesse bluffando?

Negli ultimi giorni si susseguono voci su possibili sblocchi dell’affaire ExxonMobil, che da diversi mesi contribuisce a mantenere alta la tensione tra Baghdad ed Erbil. Tuttavia, l’incongruenza delle “versioni ufficiali” dimostra come la compagnia Usa sia diventata il nuovo terreno di scontro tra le forze politiche.

Arabia Saudita. Ora la schiavitù la chiamano Kafala

Un quinto della popolazione dell’Arabia Saudita, circa 28 milioni di abitanti, è costituito da immigrati. Sebbene la schiavitù sia stata abolita nel 1962, la kafala le assomiglia molto, troppo. 

Resistenza nonviolenta in Palestina. Al via a Bil'in la VII Conferenza dei Comitati Popolari

Inaugurata a Bil'in la VII Conferenza Internazionale dei Comitati Popolari di Resistenza nonviolenta. Un appuntamento annuale che è divenuto sempre più importante per il coordinamento delle strategie di lotta unitarie, locali ma anche internazionali. La novità è che la Conferenza toccherà i luoghi più colpiti da un'occupazione israeliana sempre più aggressiva.

 

Bahrein, nessuno parli al condannato. Ma crescono le proteste contro la Formula 1

Dopo il trasferimento in un ospedale militare, nessuna notizia di Abdulhadi al-Khawaja. A dieci giorni dall’inizio del Gran Premio in Bahrein.

Yalla Shebab Film Festival, a Lecce sei giorni con i giovani arabi

Sei giorni di film, cortometraggi, documentari, animazioni, mostre, musica e incontri con i registi. Succede da oggi fino al 15 aprile alle Manifatture Knos di Lecce, dove va in scena il progetto Yalla Shebab, promosso dall’Associazione Mille Eventi Nell’Aria (Mena).

Yemen, se la condanna la firma Obama

Che la libertà di stampa non venga rispettata in un paese con un solo candidato alle elezioni presidenziali non è una grande sorpresa. Meno scontato è invece (o dovrebbe esserlo) il fatto che dietro all’incarcerazione di un giornalista ci siano gli Stati Uniti e soprattutto l'America di Obama.

Tunisia e Shari'a, una riflessione per chi grida a un Califfato nel cuore del Mediterraneo

L’articolo del New York Times mostrava l'immagine-simbolo della rivolta tunisina, l’orologio della piazza 7 novembre 1987, di fatto presidiata da “oltranzisti di destra”, come vengono percepiti i salafiti. La fotografia non mentiva: chi scrive è rimasto tanto incuriosito da quella folla, da fermare il taxi sul quale era montato per ascoltare gli slogan e leggere gli striscioni.

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Afghanistan: la vendetta dell'acido

Lei aveva 12 anni, lui 15. Due bambini, di cui non si conoscono nemmeno i nomi. I loro corpi senza vita sono stati ritrovati alla fine di marzo in una discarica nella zona di Esfandi, provincia di Ghazni, nella parte meridionale dell'Afghanistan. “Erano completamente bruciati dall'acido” racconta all'Afp Zorawar Zahid, capo della polizia locale.

Lettera dalle carceri marocchine. Parla il detenuto n. 7000096

Ezedine Erroussi, studente all'università di Taza, è in carcere dal 1° dicembre scorso. Da oltre tre mesi ha avviato uno sciopero della fame per protestare contro la sentenza di condanna (5 mesi per appartenenza ad un gruppo illegale) e per denunciare gli abusi subiti al momento dell'arresto. "Sono poco più di un cadavere disteso giorno e notte", fa sapere il ragazzo nel corso di una lettera-choc in cui testimonia le violenze della "nuova era democratica".

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Il Medio Oriente si arma

In una stagione caratterizzata da un sostanziale riequilibrio delle forze, soprattutto in quei paesi protagonisti della primavera rivoluzionaria del 2011, la macroregione mediorientale risulta la più coinvolta nella corsa agli armamenti. A differenza dal passato però, le popolazioni dei paesi coinvolti stanno maturando una coscienza civile. 

Pena di morte: ecco la classifica dei paesi con più esecuzioni

Vengono impiccati su una gru edile, sotto gli occhi di tutti. Oppure le condanne vengono eseguite in segreto, in carcere. Spesso sono minorenni che non vengono perdonati dai parenti delle vittime. Succede in Iran, dove le esecuzioni capitali hanno subito un aumento del 99% nel 2011. Ma l'Arabia Saudita non è da meno. 

Cosa accadrebbe se l’Iraq venisse diviso in tre parti?

Cosa accadrebbe se l’Iraq venisse diviso in tre parti? E’ questo il tema di un recente sondaggio condotto dal Center of the information for research and development insieme all’Organizzazione per lo sviluppo sociale di Tamouz, su un campione di 1.808 partecipanti nelle provincie di Baghdad, Salah al-Din, Kirkuk, Diala, Anbar, Thi Qar, Bassora e Missan.

L'Iraq e i suoi tre mesi senza gli americani

L’Iraq taglia il traguardo dei primi 90 giorni senza la presenza americana con 315 attentati, contro i 414 degli ultimi tre mesi del 2011. Nonostante il relativo miglioramento della situazione, Baghdad resta teatro di una media di 1-2 attacchi al giorno, ma vista l’instabilità politica la situazione potrebbe degenerare nel corso di quest’anno.

 

Palestina. Juliano Mer-Khamis e il teatro della libertà un anno dopo il suo omicidio

Il 4 aprile del 2011, nel campo profughi di Jenin, cinque colpi di pistola uccidono Juliano Mer-Khamis, regista e fondatore del “Teatro della libertà”. Figlio di madre ebrea e padre palestinese, capace di far convivere le due identità nel suo intimo, credeva nell’arte come forma di resistenza: “La mia personale vendetta è ricostruire ciò che l’occupazione ha distrutto”.

 

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Siria, a Baghdad troppi "assenti". Perché?

La Lega Araba si è ritrovata giovedì 29 marzo in una Baghdad che non ospitava un'assemblea di importanza internazionale da oltre vent'anni. Dei 22 membri dell'organizzazione ce n'erano solo otto: Sudan, Tunisia, Palestina, Comore, Libia, Libano e Kuwait. Perché tanti assenti?

Iraq. Ergastolo a chi “minaccia la reputazione” del paese

Dopo averne testato le potenzialità, l'imperativo per molti governi è diventato regolamentare internet. In uno dei paesi più pericolosi al mondo per i giornalisti, si trema per un disegno di legge - l'Information technology crimes act - che propone l'ergastolo per chi “compromette l'unità dello Stato”. E la libertà di parola rischia di morire prima ancora che la rete araba possa nascere.

Bahrein, se il Gran Premio vale di più della vita di Abdulhadi al-Khawaja

Ogni volta che ti do la lista della spesa, tu sei così impegnato a combattere l’ingiustizia che ti dimentichi di andare al mercato (Zainab al-Khawaja, su twitter). Pubblichiamo il comunicato stampa di denuncia diffuso ieri da Front Line Defenders. 

Droga e Aids: una trappola mortale per le donne afghane

Shukofar soffriva già la dipendenza quando ha dato alla luce il primo figlio. Non riusciva a reggere lo stress, perciò l'oppio lo dava anche al suo bambino, affinché si calmasse e le permettesse di riposare.

Bagram e Guantanamo: il ruolo delle carceri nel processo politico e negoziale

Non sembra essere la sostanza a incidere sulle relazioni tra i due attori ufficiali, Stati Uniti e governo afghano, bensì la forma. Il ruolo delle carceri afghane rientra in questo instabile equilibrio di rapporti formali.

Siria, "Ho tre ragioni per difendere Assad: Afghanistan, Iraq e Libia"

Nella Beirut che conta, quella cristiana e sunnita che veste Prada e ancora studia in francese, nessuno ha voglia di parlarne. E' inutile girare per librerie: sulla Siria, neppure un libro. Ma non si discute d'altro, invece, a Dahiya, dieci minuti più a sud.

Processo Vittorio Arrigoni. Vicino l'anniversario della morte, lontane verità e giustizia

Si chiude con un altro nulla di fatto l’udienza del 2 aprile del processo per l’assassinio di Vittorio Arrigoni a Gaza City. È solo l’ultimo atto di quello che sembra ormai una farsa: il dibattimento, da settembre a oggi, non ha portato niente se non delusione in quanti cercano chiarezza. Il primo anniversario della morte si avvicina, ma verità e giustizia sono ancora lontane. 

Siria, profughi: ecco il piano d'emergenza dell'Onu

Dopo un anno di violenze, i siriani scappati in Giordania, Libano, Turchia e Iraq sarebbero almeno 40 mila. Sono i numeri dell’UNHCR (Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati), che avverte: 'se le condizioni di sicurezza non dovessero cambiare, l’esodo potrebbe diventare inarrestabile'. E sebbene si stia già intervenendo per rispondere ai bisogni primari delle persone in fuga, per affrontare l’emergenza l’Onu e le ong coinvolte hanno messo a punto una strategia comune e coordinata per assistere e proteggere soprattutto i più deboli.

Palestina. La morte o l’esilio: Hana espulsa dalla West Bank e trasferita a Gaza

Hana fu sottoposta a trattamenti umilianti, molestie verbali e percosse. E il destino di questa donna è ancora a rischio.

Bahrein. E' il suo 54esimo giorno

Continua lo sciopero della fame di Abdulhadi al-Khawaja per protestare contro le torture e le condizioni detentive, contro un processo ingiusto e un sistema che schiaccia l’uomo, accusando chiunque provi a protestare di lesa maestà o di attacco alla sicurezza nazionale. Al via la missione di Front Line Defenders.

Libano, Ain al-Hilwe: le ombre del passato tornano alla luce

La silente minaccia degli armamenti nei campi profughi palestinesi torna a scuotere il Libano. E le recenti proteste che hanno attraversato Ain al-Hilwe fanno riemergere i fantasmi del passato.

Iraq. Se il Kurdistan minaccia di interrompere la produzione di petrolio

Le esportazioni di greggio dalla regione semi-autonoma del Kurdistan sono scese a 50 mila barili al giorno e potrebbero interrompersi nel giro di un mese, se il governo centrale non pagherà il miliardo e mezzo miliardi di dollari che deve ai produttori locali. Parola delle autorità curde.

L'Egitto che ha paura

Che l’Egitto non fosse più il paese di prima lo avevo letto sui giornali. Che il Cairo fosse cambiata dovevo aspettarmelo. Erano quattro anni che mancavo dalla capitale.

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Libia: l'Italia colpevole di crimini contro l'umanità, stasera le prove a "Presadiretta"

Stasera Riccardo Jacona ospita tre dei nove migranti sopravvissuti a un viaggio su un gommone partito lo scorso marzo dalla Libia con a bordo 69 persone. Le altre sessanta sono tutte morte di fame e sete, donne e bambini compresi. Oggi sappiamo che erano stato avvistati da Italia, Malta, Libia, e persino dalla Nato. Ma nessuno è intervenuto.

Turchia: gravi condizioni per cinque detenuti in sciopero della fame

2 aprile 2012 - Cinque detenuti del carcere Osmaniye, che da 37 giorni hanno iniziato uno sciopero della fame a tempo indeterminato, stanno ora rischiando la vita a causa del deperimento fisico. Le famiglie si sono rivolte all'Human Rights Association (IHD) di Mersin, dichiarando che sia il ministero della Giustizia che l'amministrazione carceraria saranno ritenuti responsabili della morte dei loro cari.

Palestina, manifestazioni e repressione nella Giornata della Terra

Si chiude con un morto, oltre 70 feriti, 40 arresti e decine di intossicati dai gas lacrimogeni la giornata di mobilitazioni in tutta la Palestina occupata in occasione del 30 marzo. Manifestazioni anche in Libano, Giordania ed Egitto. Sit-in a Milano e Roma dove, davanti all’ambasciata israeliana, il presidio si è collegato con la Striscia di Gaza.