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Tregua dal caldo in Italia: ecco le città più fresche di oggi con temperature in calo

Il termometro segna ancora oltre 30 gradi in molte città italiane, ma il bollino rosso, quello che indica il caldo più intenso, oggi non compare su nessun capoluogo. Dopo settimane di afa che toglieva il respiro, finalmente si avverte un po’ di sollievo. I dati del ministero della Salute raccontano di un’Italia divisa: alcune località si sono finalmente calmate, mentre altre restano arroventate dal sole estivo, in attesa di un cambiamento più deciso.

Campobasso e Bolzano le più fresche: temperature sotto i 30 gradi

Il 17 agosto regala una tregua dal caldo intenso che ha segnato l’inizio del mese. Campobasso è la città più “fresca” tra le 27 monitorate, con un picco di 28 gradi previsto oggi e minime mattutine intorno ai 21 gradi. Una boccata d’aria, se si pensa che a metà agosto 28 gradi possono sembrare quasi autunnali, rispetto ai picchi di qualche giorno fa.

Anche Bolzano, Venezia, Trieste e Civitavecchia rimangono sotto i 30 gradi, con massime tra 29 e 30. Questo gruppo dimostra quanto il clima in Italia sia variegato: dai 28 di Campobasso ai 29 del Nord-Est e delle zone costiere, dove la brezza aiuta a stemperare il caldo.

Molte altre città si tengono intorno ai 30 gradi: Perugia, Pescara, Genova, Napoli, Bari, Palermo e altre ancora. Caldo, certo, ma niente più ondate estreme, come conferma l’assenza del bollino rosso. Restano però alcuni bollini gialli in alcune zone, un segnale chiaro di attenzione per anziani, bambini e chi è più vulnerabile.

Caldo a macchia di leopardo: le temperature massime e i livelli di rischio città per città

Il ministero della Salute ha diffuso un quadro dettagliato, con temperature minime e massime sulle 27 città italiane più rappresentative. Al mattino, intorno alle 8, si va dai 20 gradi di Bolzano e Trieste ai 29 di Palermo, a dimostrazione delle differenze tra nord e sud, pianura e costa.

Nel pomeriggio, alle 14, le massime confermano le diversità: dai 28 di Campobasso ai 34 di Cagliari, con Napoli e Roma che si aggirano tra 30 e 32 gradi. Per quasi tutte le città il bollino è verde , cioè nessun rischio significativo per la salute. Restano però ancora bollini gialli ad Ancona, Genova, Bari, Frosinone, Latina e Rieti, dove il caldo va tenuto d’occhio.

L’assenza di bollini arancioni e rossi, come accaduto nei giorni intorno a Ferragosto, conferma che il picco più intenso è ormai alle spalle. Ma la situazione resta sotto controllo, per evitare nuovi episodi di afa e disagio.

Temperatura percepita: quando il caldo si sente di più

Non basta guardare il termometro, bisogna considerare anche la temperatura percepita, cioè quella che tiene conto di umidità e calore reale, e che spesso ci fa sentire il caldo più intenso.

Oggi Campobasso si conferma la più “leggera” da questo punto di vista, con una temperatura percepita di 28 gradi, praticamente uguale a quella reale. Bolzano e Trieste si fermano intorno ai 30 gradi, mentre Venezia, nonostante una massima di 29, arriva a far percepire fino a 32 per l’umidità tipica della laguna.

In città come Perugia, Torino e Brescia la temperatura reale oscilla tra 30 e 32, ma la percezione arriva a 32 gradi, aumentando il disagio. In molte zone costiere e interne, come Napoli, Genova, Cagliari e Latina, la temperatura percepita supera i 34 gradi, rendendo l’afa ancora fastidiosa, soprattutto per chi lavora o vive all’aperto.

Questa differenza tra valore reale e percepito è fondamentale per capire il vero impatto del caldo sulla popolazione, dal punto di vista sociale e sanitario.

Il ministero della Salute non abbassa la guardia

Il ministero della Salute continua a monitorare con attenzione le temperature per prevenire rischi legati al caldo intenso. Il sistema dei bollini di allerta, da zero a tre, serve a identificare le zone più a rischio e a informare i cittadini.

Il bollino verde indica condizioni sicure per la salute, mentre il giallo segnala un rischio moderato, soprattutto per chi ha problemi di salute o fragilità. Oggi non ci sono bollini arancioni o rossi, segno che le misure di prevenzione stanno funzionando.

Questo controllo è essenziale soprattutto nelle grandi città e nelle aree con più persone vulnerabili. Le previsioni e i dati tempestivi aiutano a mettere in campo strategie per proteggere chi rischia di più, evitando problemi seri e sovraccarichi negli ospedali.

L’attenzione resta alta anche per le prossime settimane: l’estate meteorologica non è ancora finita e, anche se il caldo è meno intenso, può comunque pesare sul benessere di tanti italiani.

Redazione

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