«Il bollo auto sparisce, non solo per un anno, ma per sempre». Lo ha detto chiaro e tondo Giorgia Meloni, dopo la conferenza stampa sulla nuova legge di Bilancio. Una svolta che interessa milioni di automobilisti in Italia, pronta a cambiare davvero le regole del gioco dal 2028 in poi. Il Parlamento sembra ormai allineato, senza intoppi, verso l’addio definitivo a questa tassa. Ma quali veicoli rientrano in questa esenzione? Si parla di un ampio ventaglio di auto a bassa potenza e di molte motociclette, una boccata d’ossigeno concreta per le famiglie italiane che ogni anno affrontano questa spesa.
Il governo ha scelto un criterio tecnico e semplice da applicare per stabilire chi potrà dire addio al bollo: la potenza del veicolo. Non si parlerà più di reddito o di cilindrata, ma di kilowatt, una misura chiara e oggettiva. La soglia è 80 kW, circa 108 cavalli, e riguarda sia le auto che moto e ciclomotori.
Questo significa che circa il 70% delle auto circolanti in Italia saranno esentate. Si tratta soprattutto di utilitarie, citycar e moto di piccola cilindrata, mezzi molto diffusi e usati ogni giorno da famiglie, lavoratori pendolari e automobilisti singoli. Un numero importante: parliamo di circa 28 milioni di veicoli su un totale di 40 milioni.
Questa soluzione supera molte delle idee iniziali, che puntavano a legare l’esenzione al reddito o a fissare limiti più severi sulla potenza. Con la soglia a 80 kW, il governo allarga il raggio d’azione, escludendo solo i veicoli più potenti.
Guardando ai modelli più popolari nel nostro Paese, si capisce subito chi guadagnerà dall’esenzione permanente. Tra le auto più diffuse ci sono la Fiat Panda e la Lancia Ypsilon con motori ibridi da 70 cavalli, così come la famiglia Peugeot-Citroën con i motori 1.2 PureTech tra i 75 e i 100 cavalli.
Anche la Dacia Sandero, nelle versioni GPL e benzina sotto i 100 cavalli, rientra nella lista, così come la Toyota Yaris 1.0, la Volkswagen Polo e la Renault Clio nelle versioni più semplici. La celebre Fiat 500, nelle versioni mild-hybrid o con motori sotto i 95 cavalli, non è da meno.
Questi modelli sono il cuore del mercato italiano. Rimangono invece fuori le auto di fascia media e alta, i SUV più grandi e potenti, e tutte le sportive che superano i 108 cavalli.
Questa distinzione è chiara e netta: da una parte le vetture più comuni, dall’altra i mezzi di lusso o ad alte prestazioni, una scelta che punta a garantire una certa equità fiscale.
Cancellare il bollo a così tanti veicoli significa trovare i soldi da qualche parte. Nella Manovra 2024 il governo ha individuato diverse fonti per coprire questo mancato gettito, tra cui nuove entrate legate al settore auto, come i proventi dalla personalizzazione delle targhe.
In Parlamento si discute ancora su possibili ampliamenti. Tra le ipotesi sul tavolo c’è quella di alzare la soglia di potenza per i veicoli più grandi, quelli da 6 a 9 posti, che spesso usano le famiglie numerose.
Se questa estensione dovesse andare in porto, sarebbe un bel passo avanti per chi ha bisogno di auto più capienti ma finora escluso dall’agevolazione. Nei prossimi mesi vedremo se il Parlamento deciderà di rendere la misura ancora più inclusiva.
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