Elon Musk ha appena fatto un passo decisivo: SpaceX si prepara a sbarcare a Wall Street. Negli ultimi giorni, la società ha presentato alla Securities and Exchange Commission, l’ente che controlla i mercati finanziari americani, una documentazione riservata che ha acceso i riflettori su un debutto ormai imminente. L’appuntamento è previsto per giugno 2024, ma non sarà una quotazione qualsiasi. Questa IPO potrebbe stabilire nuovi record, sia per la valutazione della società sia per la partecipazione del piccolo investitore. Nel frattempo, altre grandi realtà tecnologiche come OpenAI e Anthropic stanno valutando mosse simili, pronte a sfidare la scena finanziaria nello stesso periodo.
Secondo fonti riservate a Bloomberg, SpaceX ha depositato alla SEC tutta la documentazione necessaria per l’IPO. Un passaggio obbligato per poter procedere con la quotazione sui mercati americani. Tra i documenti ci sono la bozza di registrazione, i dati finanziari, la struttura dell’offerta e i dettagli sull’azienda. La presentazione è avvenuta “in via riservata”, una prassi comune per testare la regolarità della domanda e permettere all’ente regolatore di richiedere eventuali integrazioni prima dell’annuncio ufficiale. Il debutto a Wall Street è previsto per metà anno, con la chiusura del collocamento entro giugno.
La scelta del momento non è casuale. Negli ultimi mesi SpaceX ha rafforzato il proprio ruolo nel settore spaziale e tecnologico, ottenendo contratti decisivi e lanciando nuovi progetti, tra cui la fusione con xAI, la startup dedicata all’intelligenza artificiale acquisita a febbraio 2024. Questo mix tra tecnologia spaziale e AI fa di SpaceX una realtà unica, all’avanguardia nella ricerca e capace di attirare investimenti su vasta scala. L’IPO sarà quindi una prova importante, non solo per le prospettive di crescita, ma anche per la struttura finanziaria messa a punto da Musk e dal suo team.
SpaceX punta a una valutazione superiore a 1.750 miliardi di dollari con la sua quotazione. In questa cifra è inclusa anche la startup xAI, che da sola vale circa 1.250 miliardi di dollari. Numeri che non hanno eguali: il record precedente per un’IPO era detenuto da Saudi Aramco, la compagnia petrolifera saudita, che nel 2019 raccolse 29 miliardi di dollari con una valutazione molto più bassa rispetto a quella che si profila per SpaceX.
La capitalizzazione generata dall’offerta pubblica dovrebbe aggirarsi intorno ai 75 miliardi di dollari, rendendo questa la più grande IPO della storia. Un’operazione che segna una svolta nel settore tecnologico e apre un’opportunità senza precedenti per il mercato azionario di New York.
Non si tratta solo di numeri: la portata dell’IPO è enorme anche dal punto di vista finanziario e strategico. L’offerta arriva in un momento in cui gli investitori guardano con interesse alle aziende innovative e in rapida crescita. Per SpaceX significa mettere a disposizione nuova liquidità per finanziare progetti ambiziosi, dallo sviluppo di nuovi razzi agli investimenti in robotica e intelligenza artificiale.
Uno degli aspetti più sorprendenti dell’IPO di SpaceX riguarda il coinvolgimento diretto dei piccoli risparmiatori. Negli Stati Uniti, di solito solo una piccola parte delle azioni, tra il 5% e il 10%, è riservata ai singoli investitori. SpaceX invece intende destinare circa il 30% del collocamento al pubblico retail. Una quota decisamente sopra la media, pensata per includere appassionati, fan di Musk e piccoli investitori, offrendo loro una rara occasione di entrare nel capitale di una delle aziende tecnologiche più all’avanguardia.
Per gestire l’operazione, SpaceX si è affidata a alcune tra le principali banche d’affari mondiali: Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs, JP Morgan Chase e Morgan Stanley saranno protagoniste nel collocamento azionario. Sarà loro compito distribuire le azioni seguendo linee guida precise, sia per il tipo di clientela sia per l’area geografica di provenienza degli investimenti.
Inoltre, SpaceX sta valutando di adottare una struttura azionaria a doppia classe. Questo sistema permetterebbe a Musk e ai principali insider di mantenere un controllo maggiore sull’azienda, grazie a diritti di voto più forti rispetto agli azionisti ordinari. Una scelta non rara tra le società tech quotate, che serve a garantire stabilità nella gestione durante la crescita, ma che richiede trasparenza e tutela degli interessi dei nuovi investitori.
L’accesso diretto al pubblico retail rappresenta un modello più aperto e innovativo rispetto al passato, quando le IPO erano dominate dagli investitori istituzionali. Per il mercato americano, la mossa di SpaceX potrebbe diventare un punto di riferimento, cambiando il modo in cui si affrontano le grandi offerte pubbliche nel settore tecnologico.
Mai prima d’ora l’Italia aveva recuperato così tanto dall’evasione fiscale: 36,2 miliardi di euro nel…
Le piogge torrenziali non danno tregua al Basso Fortore, dove l’allerta rossa è scattata di…
Il tempo per decidere è scaduto. Nei momenti più critici, quando tutto sembra crollare, non…
«È un’ingiustizia clamorosa». L’annuncio dell’esclusione dall’Europeo ha acceso una miccia pronta a esplodere. Le critiche…
“Fiasco”, “tragedia”, “vergogna”: sono queste le parole che dominano i titoli in Spagna e Argentina,…
Il rendimento del 4% lordo su un conto deposito non si vedeva da anni. A…