Fratelli d’Italia tocca il 27%, il punto più basso dall’inizio della legislatura. È un segnale che non passa inosservato, soprattutto dopo settimane di apparente calma. Nel frattempo, il centrodestra strappa un timido vantaggio sul centrosinistra, appena lo 0,3%, ma sufficiente a riaccendere il dibattito. Dietro questi numeri si nasconde una politica italiana in movimento, dove alcuni partiti guadagnano terreno mentre altri faticano a restare a galla. Il quadro, insomma, si fa più incerto e complicato.
Giorgia Meloni e il suo partito segnano un -0,6%, attestandosi al 27%, il punto più basso da inizio legislatura. Non è un crollo clamoroso, ma resta un segnale di tensione per i conservatori. Dietro questo calo ci sono due fattori: le tensioni interne e la perdita di voti verso Futuro Nazionale, guidato da Roberto Vannacci, che cresce dello 0,6% arrivando al 6,5%. Questo spostamento pesa direttamente su Fratelli d’Italia.
Nel centrodestra, Forza Italia si mantiene stabile all’8,1%, mentre la Lega perde qualche decimale, fermandosi al 5,9%. Così, la coalizione resta avanti, ma con meno margine di sicurezza rispetto a qualche settimana fa. Non passa inosservata la tensione tra Forza Italia e Fratelli d’Italia, che si riflette anche in Parlamento, soprattutto sulle leggi elettorali e sugli emendamenti sulle intercettazioni.
Il Partito Democratico resta stabile al 21,3%. Il Movimento 5 Stelle, invece, perde lo 0,6%, scendendo al 12,8%, una flessione che ricorda quella di FdI. Questo doppio calo lascia più spazio ai partiti minori, che cercano di ritagliarsi un ruolo.
L’Alleanza Verdi Sinistra cresce di poco, arrivando al 6,5%. Ma è il centro che si muove: Italia Viva di Matteo Renzi sale al 2,4%, Azione di Carlo Calenda raggiunge il 3,1%. Questi piccoli spostamenti fanno presagire nuove alleanze in vista delle prossime elezioni.
Luigi Marattin, del Partito Liberaldemocratico, ha recentemente sottolineato l’importanza di un dialogo con Azione e altri soggetti come Pina Picierno, per costruire un nuovo polo centrista in grado di offrire un’alternativa al tradizionale scontro tra destra e sinistra.
Senza Futuro Nazionale, il centrodestra si attesta al 42,2%, mentre il campo progressista arriva al 41,9%. Con l’ingresso di Futuro Nazionale, la coalizione conservatrice vola al 48,7%, allargando nettamente il divario. Sul fronte opposto, con l’aggiunta di Italia Viva, la coalizione progressista sale al 44,3%. Numeri che mostrano quanto la sfida per il 2027 sia tutt’altro che chiusa.
La differenza tra le due coalizioni è risicata, solo 0,3 punti percentuali. Un margine così stretto da non lasciare spazio a cali di tensione. Anche piccoli spostamenti nei consensi possono ribaltare gli equilibri, rendendo la campagna elettorale una corsa incerta.
Le recenti tensioni tra Forza Italia e Fratelli d’Italia, soprattutto sulla legge sulle intercettazioni, rischiano di mettere in crisi l’unità del centrodestra proprio nel momento in cui serve più compattezza.
I dati arrivano dalla Supermedia YouTrend per Agi, che somma i sondaggi nazionali realizzati tra il 2 e il 15 luglio 2024. Una media che tiene conto del campione, della data e del metodo, per offrire un quadro affidabile delle intenzioni di voto. I principali istituti coinvolti sono Emg, Ixè, Swg e Tecnè, con rilevazioni tra il 4 e il 13 luglio.
Le variazioni rispetto al 2 luglio mostrano chi guadagna e chi perde terreno. In particolare, spicca la crescita di Futuro Nazionale, che potrebbe diventare un attore importante, e il calo di Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle.
I dati, pubblicati su sondag gipoliticoelettorali.it, sono uno strumento prezioso per capire come si muovono le coalizioni e quale clima politico si respira prima delle urne. Un equilibrio instabile, che potrebbe cambiare ancora nelle prossime settimane.
Le tensioni interne, piccoli spostamenti nei consensi e nuovi protagonisti in gioco disegnano un’Italia politica in movimento. Gli equilibri si giocano sul filo di pochi decimali: la competizione elettorale resta apertissima e nulla è scontato.
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