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Sciopero autotrasporti sospeso: accordo con il Governo salva gli scaffali dei supermercati

I camion sono rimasti in movimento, ma a un passo dalla fermata totale. Lo sciopero degli autotrasportatori, temuto come un terremoto per l’economia italiana, è stato sospeso all’ultimo minuto. Dietro questa tregua, un’intesa raggiunta tra governo e categoria su accise e crediti d’imposta. Un accordo che ha evitato il blocco delle strade, ma che lascia aperti molti interrogativi. Ora conta la rapidità: le promesse devono trasformarsi in fatti, prima che la tensione riprenda a salire.

Sciopero congelato: Unatras e governo trovano un’intesa di compromesso

L’Unione nazionale delle associazioni dell’autotrasporto merci aveva annunciato uno sciopero dal 25 al 29 maggio 2026, mettendo alle strette il sistema di distribuzione delle merci in Italia. Migliaia di camionisti erano pronti a fermarsi, con il rischio di bloccare filiere produttive e consegne essenziali.

Poi, venerdì 22 maggio, a Palazzo Chigi c’è stato un incontro definito “soddisfacente” tra governo e rappresentanti del settore. Il segretario di Unatras, Giorgio Lo Monte, ha spiegato che, pur apprezzando i segnali positivi, le associazioni vogliono tenere alta l’attenzione e coinvolgere la categoria per verificare che le misure annunciate nel decreto vengano davvero messe in pratica.

Questa sospensione è il risultato di un confronto duro ma costruttivo che ha evitato uno sciopero destinato a creare disagi e ritardi in tutta la rete logistica nazionale. Nei prossimi giorni si capirà se la fiducia della categoria sarà confermata con i fatti.

Le misure del governo per abbassare i costi e sostenere il settore

Il governo ha varato un decreto legge con una serie di interventi a favore delle imprese di autotrasporto, pensati per alleviare il peso dei costi di carburante e della pressione fiscale.

In particolare, è stato esteso fino a giugno 2026 il credito d’imposta destinato all’autotrasporto, che riguarda le accise sui carburanti più usati: benzina, gasolio, GPL, gas naturale, HVO e biodiesel. Le aliquote ridotte, valide dal 23 maggio fino al 6 giugno 2026, prevedono sconti di 5 centesimi al litro per la benzina e 10 centesimi per il gasolio.

Non solo. Sono state messe in campo anche misure per facilitare la gestione finanziaria delle imprese: i tempi per la compensazione delle accise passano da 60 a 30 giorni, i versamenti fiscali vengono sospesi per un mese, e si può accedere alla rateizzazione dei pagamenti. Inoltre, è stato stanziato un fondo di 300 milioni di euro per coprire le imposte nel trimestre marzo-maggio.

Nonostante questo, resta aperto il nodo del prezzo alla pompa. I carburanti sulle autostrade superano ancora i due euro al litro, un problema che continua a tenere alta la guardia tra gli autotrasportatori.

Sciopero evitato, ma il rischio resta alto

Il rinvio dello sciopero ha evitato un colpo duro per la logistica e la distribuzione in tutto il paese. Cinque giorni di fermo avrebbero paralizzato il trasporto su gomma, con effetti a cascata su industria, commercio e agroalimentare.

Secondo fonti di Unatras, il confronto con il governo ha scongiurato problemi come la scarsità di carburante nelle aree di servizio e l’interruzione delle consegne nei supermercati. La paura degli scaffali vuoti, almeno per ora, si è allontanata, ma la situazione va tenuta sotto controllo.

Marco Campion, presidente di Confartigianato, ha sottolineato come sia fondamentale mantenere gli impegni presi, senza ritardi o ambiguità, per non mettere a rischio la tenuta del settore e la stabilità economica e sociale del paese.

Prospettive incerte: associazioni sul chi vive

Nonostante la tregua, le associazioni degli autotrasportatori restano vigili. L’incontro di fine maggio a Palazzo Chigi è stato un passo avanti, ma i problemi che hanno fatto scattare la protesta restano sul tavolo.

Le associazioni chiedono che le misure del decreto vengano applicate subito e chiedono un dialogo continuo con il governo per trovare soluzioni a lungo termine, in particolare sui costi alla pompa. La proroga del credito d’imposta è un buon segnale, ma non basta a togliere le preoccupazioni.

Finché il prezzo del carburante non si stabilizzerà su livelli sostenibili, il rischio di nuove tensioni nel settore rimarrà alto. La sfida è trovare un equilibrio che protegga il lavoro degli autotrasportatori e garantisca la continuità delle forniture in tutto il paese.

Redazione

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