Il 5 ottobre, Milano si è svegliata con treni fermi e autobus bloccati. Non è un caso isolato: tutta Italia si prepara a una settimana di scioperi che metteranno in ginocchio trasporti, sanità e servizi pubblici. Tra il 5 e l’11 ottobre, le città più importanti come Firenze e Genova affronteranno giorni difficili, con disagi diffusi e rallentamenti su più fronti. Dietro a questa ondata di proteste c’è un malcontento che covava da tempo, un mix di richieste inevase e tensioni accumulate che ora esplodono senza più filtri.
Il 9 ottobre sarà una giornata complicata per chi si sposta in Lombardia. I dipendenti di Atm, l’azienda che gestisce metropolitana, autobus e tram a Milano, sciopereranno per tutta la giornata. Con loro, anche i lavoratori di Net, che operano sui bus in provincia di Milano, Monza, Brianza e Bergamo. A promuovere la protesta sono i sindacati Confial Trasporti e Cobas, minoritari ma determinati, con il potenziale di creare disagi non da poco.
Non mancheranno però le fasce di garanzia: Atm assicurerà i servizi dalle prime corse mattutine fino alle 8:45 e poi dalle 15 alle 18. Net garantirà orari simili a Trezzo e Monza, mentre la funicolare Como-Brunate funzionerà dalle 6 fino alle 8:30 e poi dalle 16:30 alle 19:30.
Nei precedenti scioperi indetti dagli stessi sindacati, alcune linee della metropolitana milanese avevano già subito chiusure parziali nelle ore di punta per mancanza di personale. Stavolta il rischio di disagi è concreto soprattutto nel tardo pomeriggio. Sempre il 9 ottobre, i dipendenti della Paolo Scoppio Autolinee, che si occupano del trasporto scolastico, si fermeranno per tutta la giornata, con possibili ritardi per gli studenti.
Mercoledì 7 ottobre sarà un altro giorno di fermo per chi lavora nella raccolta rifiuti e nei servizi di pulizia. A San Marcellino, Quarto e Ottaviano si fermeranno i dipendenti di Ecoce Ecology in Progress, DM Technology ed Ecoce Srl. La protesta nasce dalla richiesta di migliori condizioni di lavoro e contrattuali, ma rischia di rallentare la raccolta locale.
Il 9 ottobre si aggiungeranno altre tre aziende campane: DM Technology a Vitulazio, Economa a Sparanise e Iss Italia a Caserta. Infine, il 10 ottobre toccherà ai lavoratori di DM Technology a Marigliano, che chiuderanno la settimana di scioperi nel settore. Questa lunga serie di proteste mette in luce un malessere profondo che si traduce in disservizi concreti per i cittadini.
Non solo trasporti e ambiente. A Genova, il 7 ottobre, i lavoratori di Ericsson protesteranno contro i 131 licenziamenti annunciati dall’azienda nel polo ligure. La mobilitazione è sostenuta da Fistel Cisl e Sic Cgil, ma già il 6 ottobre è previsto un incontro al ministero del Lavoro per tentare una mediazione.
Nella stessa giornata, a Vicenza, i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate si fermeranno per tre ore. Anche se breve, la protesta potrebbe rallentare alcuni servizi pubblici, creando disagi soprattutto a chi deve sbrigare pratiche urgenti.
L’8 e 9 ottobre toccherà al settore pubblico: sanità e sicurezza nelle stazioni ferroviarie saranno protagonisti della protesta. In Sicilia, i lavoratori di FS Security si fermeranno dalle 6 alle 22, mettendo a rischio la sicurezza di treni e stazioni.
In Emilia-Romagna, i dipendenti dell’Unione Rubicone e Mare, un’associazione di comuni della provincia di Forlì-Cesena, sciopereranno per tutta la giornata, chiedendo risposte dalle istituzioni. A Sassari, invece, l’azienda ospedaliero-universitaria sarà coinvolta in una mobilitazione di due giorni, con possibili ritardi e difficoltà nel garantire le prestazioni sanitarie, in un settore già sotto pressione.
L’ultima giornata di sciopero della settimana sarà quella del 10 ottobre a Firenze, dove i lavoratori di Gest, che gestisce il trasporto tranviario, incroceranno le braccia. Il servizio sarà garantito solo nelle fasce di garanzia: dalle 6:30 alle 9:30 e dalle 17 alle 20. In tutte le altre ore, tram fermi.
In contemporanea, a Marigliano, i dipendenti di DM Technology continueranno la protesta, confermando lo stato di agitazione che ormai perdura nel settore dei servizi ambientali.
Questa serie di scioperi, concentrata in pochi giorni, mette a dura prova il funzionamento dei servizi pubblici essenziali in molte zone del Paese. Le richieste dei lavoratori sono un segnale chiaro di tensioni e difficoltà nelle relazioni industriali, con effetti che si faranno sentire sulle tasche e sulle giornate di milioni di cittadini almeno fino a metà settimana.
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