Il 21 e il 25 settembre 2026 sono appuntamenti che aziende e professionisti non possono permettersi di dimenticare. Parliamo di scadenze telematiche — senza pagamenti immediati, ma con sanzioni pesanti in caso di ritardi. Elettricisti, così come chi si occupa di scambi intracomunitari, dovranno prestare particolare attenzione. Ignorare queste date significa rischiare multe che possono mettere in difficoltà anche chi è abituato a navigare nel mare della burocrazia fiscale.
Il primo appuntamento è lunedì 21 settembre. Entro quella data, le imprese elettriche devono inviare all’Agenzia delle Entrate i dati sul canone TV addebitato e incassato nel mese di agosto. Si tratta solo dei fornitori di energia elettrica, che mettono il canone nelle bollette dei clienti domestici. Queste aziende fanno da tramite nella riscossione, raccogliendo somme che poi girano allo Stato.
Le società devono quindi fornire dati precisi sugli importi addebitati, quelli incassati e quelli versati all’erario. L’invio avviene esclusivamente online, usando i servizi ufficiali dell’Agenzia delle Entrate come Fisconline o Entratel. La trasmissione può essere diretta oppure affidata a intermediari abilitati, come commercialisti o consulenti fiscali. Non rispettare questa scadenza può costare caro: le multe per omissione o errori arrivano fino a 2.000 euro.
Il secondo termine da segnare è venerdì 25 settembre. Entro quella data va trasmessa la lista riepilogativa Intrastat relativa alle operazioni intracomunitarie di agosto. Questa incombenza riguarda chi presenta gli elenchi con cadenza mensile, uno strumento con cui l’amministrazione tiene sotto controllo gli scambi commerciali tra Paesi dell’Unione europea.
Le comunicazioni devono contenere tutti i dati su cessioni di beni, servizi prestati e acquisti soggetti a rilevazione Intrastat. Anche qui, la trasmissione avviene tramite canali digitali, direttamente o tramite intermediari autorizzati. Si usano i servizi dell’Agenzia delle Entrate o quelli dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli . Questi strumenti sono pensati per garantire il controllo e la regolarità degli scambi intracomunitari.
Mancare la scadenza o inviare dati incompleti può costare da 500 a 1.000 euro per ogni elenco non presentato a dovere. È però possibile ridurre la multa con il ravvedimento operoso, se si corregge il problema in tempi brevi.
Non rispettare le scadenze di fine settembre espone le imprese a sanzioni che possono pesare sul bilancio aziendale. Per il canone TV, la multa va da 500 fino a 2.000 euro per ogni omissione, errore o ritardo. Questo sottolinea quanto sia importante gestire bene le informazioni da trasmettere.
Per gli elenchi Intrastat, invece, la sanzione oscilla tra 500 e 1.000 euro per ogni elenco mancante o con errori. Anche in questo caso, il ravvedimento operoso può aiutare a ridurre la multa, sanando spontaneamente la posizione.
Questi adempimenti non prevedono pagamenti diretti, ma sono fondamentali per la corretta gestione fiscale e amministrativa dell’impresa. Essendo centrali nel monitoraggio e controllo da parte dell’amministrazione, vanno seguiti con attenzione per evitare contestazioni e problemi.
Insomma, la fine di settembre resta un momento delicato, che richiede puntualità e precisione nell’invio dei dati. Gli operatori economici devono organizzarsi per rispettare le scadenze e mantenere una gestione amministrativa efficiente e in linea con le regole.
“Non sopporto quella luce troppo forte che mi dà fastidio agli occhi,” confida Marco, mentre…
Una famiglia ucraina, insieme a degli amici, stava camminando nel centro città quando la situazione…
La città non è più quella di una volta «La città non è più quella…
«Omicidio colposo» e «caporalato»: due parole che pesano come macigni. L’accusa, arrivata dopo un episodio…
Venerdì 18 settembre 2026, nessuno ha azzeccato il “6” né il “5+” al SuperEnalotto, lasciando…
Nel centro pulsante della Cina, un gruppo di robot sfida ogni aspettativa: muovono arti con…