“Reflections of Palestine” è un album strumentale che mostra la maestria e la sensibilità di Aburedwan nel raccontare la sua storia straordinaria attraverso la musica.
Una raccolta di brani originali, un viaggio fatto di fisarmoniche, clarinetto, viola e percussioni, unite agli strumenti tradizionali arabi e palestinesi, in un percorso fatto di speranza, memoria e dolce nostalgia, caratterizzato da numerosi cambi di ritmo e di atmosfera che lo rendono piacevole anche a chi non è abituato alle musiche classiche e tradizionali del Medio Oriente.
Uscito nel 2012, si tratta infatti del primo lavoro solista di Aburedwan disponibile anche in occidente.
La canzone di apertura si chiama “Rahil”, che significa “esilio”. Il riferimento è al nonno di Ramzi, costretto a lasciare la sua casa tra gli alberi di eucalipto e gli agrumeti profumati, per andare a vivere ad Al Am’ari, campo profughi di Ramallah.
Ed ecco che, nelle intenzioni dell’autore, il cambio di tempi ed atmosfere – dall’apertura lenta e malinconica di fisarmonica e bouzouki, all’eccitazione nel momento in cui compaiono le percussioni, fino al ritorno alla cupa dolcezza iniziale – contribuiscono a descrivere proprio lo stato emotivo tumultuoso che caratterizza coloro che vivono in esilio, ma che non hanno mai dimenticato il significato della parola “casa”.
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