Paga il 7% di tasse e vivi al sole: la Grecia sta diventando la nuova casa dei pensionati italiani. Non è uno slogan, ma la realtà che spinge sempre più over 65 a trasferirsi ad Atene. Il clima mite, il costo della vita più basso e una legge fiscale appena varata – la flat tax al 7% sui redditi da pensione estera – stanno trasformando il Paese in una calamita per chi cerca una pensione senza sorprese. La rivoluzione greca nel campo delle pensioni non è solo un’attrattiva, è una vera svolta che riscrive le regole per chi vuole godersi gli anni d’oro lontano dall’Italia. Ma cosa si nasconde dietro questa tassa fissa? E quali sono i requisiti per beneficiare di questa opportunità?
Nel 2020 la Grecia ha cambiato le regole del gioco, puntando a conquistare pensionati stranieri con un buon reddito. Il Parlamento ha introdotto una flat tax al 7%, che si applica a tutto il reddito da pensione estero, comprese altre entrate come investimenti o affitti provenienti dall’estero. L’obiettivo è chiaro: far ripartire i consumi, dare una spinta al mercato immobiliare e far girare l’economia locale.
In pochi anni migliaia di pensionati europei, soprattutto italiani, hanno scelto di trasferirsi in Grecia. Non solo per risparmiare sulle tasse, ma anche per vivere meglio, con costi quotidiani più bassi rispetto alle grandi città italiane. La flat tax dura 15 anni, garantendo una tranquillità fiscale rara, fondamentale per chi vuole pianificare senza sorprese.
La novità più importante è il tasso fisso del 7% su tutti i redditi da pensione esteri. Non si tratta solo della pensione, ma anche di dividendi, interessi bancari o rendite da affitti di proprietà fuori dalla Grecia.
Il bello è che questa tassa resta invariata per 15 anni, una sicurezza che permette di organizzarsi con serenità. Rispetto alle aliquote italiane, spesso più pesanti, la convenienza è evidente. Però, per avere diritto a questo trattamento serve rispettare alcune regole ben precise, per non incappare in problemi con il fisco italiano e per essere considerati residenti fiscali in Grecia.
Non basta trasferirsi in Grecia per godere della tassazione agevolata. Le autorità greche chiedono alcune condizioni fondamentali.
Prima di tutto, bisogna essere pensionati e ricevere la pensione dall’estero, quindi per gli italiani significa avere un assegno Inps o da enti simili. Inoltre, chi vuole accedere alla flat tax non deve essere stato residente fiscale in Grecia per almeno cinque degli ultimi sei anni prima del trasferimento.
Altro punto importante è che tra Grecia e Italia esiste un accordo contro la doppia imposizione firmato nel 1989, che permette di regolare la tassazione in questi casi.
Le richieste per entrare nel regime fiscale agevolato vanno presentate entro il 31 marzo dell’anno successivo al trasferimento, e le autorità greche hanno 60 giorni lavorativi per dare una risposta.
Un aspetto spesso trascurato riguarda il tipo di pensione. I pensionati privati italiani sono quelli che traggono davvero beneficio dalla flat tax. La convenzione tra Grecia e Italia sancisce che le pensioni private sono tassate solo nel Paese di residenza, quindi in Grecia se ci si trasferisce.
Diverso il discorso per i pensionati pubblici. In base alla stessa convenzione, gli enti pubblici italiani possono continuare a trattenere le tasse sulle pensioni, anche se il pensionato vive all’estero. Questo rende meno conveniente il trasferimento per chi percepisce una pensione pubblica, perché la tassazione italiana resta comunque applicata.
L’unica eccezione riguarda i pensionati pubblici con doppia cittadinanza greca, una situazione però piuttosto rara.
Trasferirsi in Grecia per motivi fiscali richiede attenzione alle pratiche. Prima cosa: serve il codice fiscale greco, chiamato Arithmos Forologikou Mitrou , indispensabile per affittare casa, aprire un conto in banca o attivare le utenze.
Poi bisogna dimostrare di avere un domicilio stabile, con un contratto di affitto registrato o con un immobile di proprietà. Il contratto di locazione deve avere una durata significativa, di solito almeno tre anni.
Entro 90 giorni dal trasferimento, è obbligatorio iscriversi all’AIRE, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero, che fa perdere la residenza fiscale in Italia. Bisogna inoltre vivere in Grecia almeno 183 giorni all’anno.
Infine, per evitare la doppia imposizione, si deve presentare all’Inps il modello EP-I/1, convalidato dalle autorità greche, per ricevere la pensione senza tassazione italiana.
Oltre alle tasse più leggere, la Grecia attira per un miglior tenore di vita. Il costo della vita è in media dal 20 al 35% più basso rispetto all’Italia, mantenendo servizi e standard abitativi adeguati.
Nelle grandi città come Atene o Salonicco i prezzi sono più alti, ma nelle zone meno turistiche o nelle isole minori come Creta, Rodi o Corfù si trovano affitti più economici, prodotti locali a buon prezzo, ristoranti accessibili e trasporti efficienti.
Il sistema sanitario pubblico garantisce assistenza di base anche agli stranieri, grazie al modello S1 che i pensionati italiani devono attivare prima della partenza. Tuttavia, la sanità pubblica ha sofferto tagli negli ultimi anni, e molti preferiscono assicurazioni private, che permettono accesso rapido a strutture moderne e cure di qualità.
Con tutte le carte in regola e una scelta ponderata dello stile di vita, trasferirsi in Grecia è oggi una scelta concreta per tanti pensionati italiani che cercano risparmio fiscale e una vita più serena. Nel 2024, questa tendenza è destinata a crescere ancora.
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