Dal 16 maggio 2026, chi circolerà in monopattino elettrico dovrà esporre una targa adesiva identificativa. Non è una semplice formalità: la registrazione del mezzo, legata al codice fiscale del proprietario, diventerà obbligatoria. Dietro questa decisione c’è una volontà precisa di mettere un freno al caos che ha accompagnato la diffusione rapida dei monopattini, spesso usati senza assicurazione e senza controllo. Le multe? Salate, da 100 a 400 euro per chi non si adegua. Il Ministero dei Trasporti, con Matteo Salvini al timone, ha spinto forte su questa norma, cercando di imporre ordine in un settore cresciuto troppo in fretta e senza regole chiare.
Il decreto firmato dalla Direzione Generale per la Motorizzazione è diventato legge: dal 18 marzo 2026 è in vigore il provvedimento che regola la gestione digitale dei codici identificativi per i monopattini elettrici. Da allora i possessori avranno due mesi di tempo per mettersi in regola, cioè fino al 16 maggio 2026. Il contrassegno obbligatorio sarà un piccolo adesivo plastificato, prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e distribuito dalla Motorizzazione. Il “targhino” è di pochi centimetri e riporta un codice alfanumerico di sei caratteri su due righe.
L’adesivo andrà applicato sul parafango posteriore o, se assente, sul piantone dello sterzo. Va detto subito: questa targa non identifica il mezzo in quanto tale, perché i monopattini non hanno numero di telaio né sono registrati nell’Archivio nazionale veicoli. Il collegamento sarà univoco con il codice fiscale del proprietario, così sarà possibile risalire a chi guida in caso di controlli o incidenti.
La richiesta si fa online, tramite la piattaforma Gestione pratiche sul Portale dell’automobilista. Per accedere serve un’identità digitale come Spid di secondo livello o la Carta d’Identità elettronica . Dopo aver completato la domanda, si potrà fissare un appuntamento per ritirare il contrassegno presso gli uffici preposti. Il costo è di 8,66 euro, più diritti di bollo e possibili commissioni. Anche i minorenni dai 14 anni in su possono richiedere il contrassegno, ma tramite chi ha la responsabilità genitoriale.
Con l’introduzione del targhino parte una nuova fase nei controlli sull’assicurazione dei monopattini in circolazione. Il codice collegato al codice fiscale permetterà di verificare in tempo reale la copertura Rc del mezzo. Il sistema sarà collegato alle banche dati Ania, l’associazione che gestisce i sistemi assicurativi in Italia, facilitando così il lavoro di polizia e altri enti di controllo.
L’assicurazione è stata introdotta proprio per tutelare chi usa la strada, soprattutto in caso di incidenti o danni a terzi. La polizza annuale varierà in base alle garanzie scelte, con costi stimati tra 25 e 150 euro. Chi circolerà senza assicurazione o senza contrassegno rischia multe dai 100 ai 400 euro.
Questo sistema dovrebbe anche semplificare il risarcimento danni: i dati saranno subito consultabili dalle compagnie grazie alla targa virtuale.
Il contrassegno, essendo un adesivo, può danneggiarsi, perdersi o essere rubato. In questi casi il proprietario deve comunicarlo entro 48 ore sulla piattaforma online dedicata. In caso di furto bisognerà anche presentare una denuncia alle forze dell’ordine. Questi passaggi sono fondamentali per evitare problemi se qualcuno usa il monopattino senza autorizzazione.
In caso di vendita o cessione, il contrassegno non si trasferisce. Il vecchio proprietario deve cancellare la registrazione dal sistema, mentre il nuovo deve fare domanda per ottenere un nuovo “targhino”, pagando i diritti tramite PagoPA.
Queste regole servono a tenere sotto controllo chi usa i monopattini e a limitare l’uso scorretto o illegale.
Anche se il decreto è in vigore, il passaggio non sarà immediato né uguale in tutta Italia. Alcuni servizi, come quelli delle agenzie di pratiche automobilistiche, dipenderanno da ulteriori chiarimenti della Motorizzazione. Per ora, la maggior parte delle pratiche passerà dagli uffici della Motorizzazione Civile.
Questo potrebbe creare problemi soprattutto nelle grandi città, dove gli uffici sono spesso intasati e gli appuntamenti difficili da ottenere. Chi dovrà fare domanda per la targa dovrà quindi mettersi in conto qualche attesa.
Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, ha espresso dubbi sulle possibili differenze territoriali nei costi dell’assicurazione e nella gestione delle pratiche. In una nota ha chiesto che i premi siano uniformi in tutta Italia, per evitare speculazioni o ingiustizie. Dato che i monopattini sono un fenomeno ancora relativamente nuovo, sottolinea l’importanza di trattare tutti gli utenti allo stesso modo.
Le prossime settimane saranno decisive per capire come si muoverà questa norma sul campo. Intanto, chi possiede un monopattino deve prepararsi a un cambiamento che darà una nuova forma alla micromobilità urbana italiana.
Quando un datore di lavoro non versa i contributi previdenziali, non si tratta mai di…
Il 18 marzo 2026 segna una data importante per chi vuole cambiare modo di muoversi…
Otto medici sospesi a Ravenna, e il giudice non ha dubbi: le loro azioni non…
Quando un documentario supera tutti al botteghino, vuol dire che qualcosa ha colpito nel segno.…
Cinque anni, decine di miliardi di euro stanziati, e un obiettivo chiaro: trasformare l’Italia, pezzo…
Una rapina a mano armata ha scosso il cuore di Milano la sera del 26…