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Meta paga 16,7 miliardi e chiude il processo sui danni ai minori: cosa cambia per utenti di Facebook e Instagram

Sedici miliardi e settecento milioni di dollari: questa è la cifra con cui Meta ha deciso di chiudere la battaglia legale che infiammava le corti americane. Non è solo una questione di denaro, ma di responsabilità verso milioni di adolescenti che ogni giorno scorrono i feed di Facebook e Instagram. A Oakland, il colosso di Menlo Park non ha ammesso colpe, ma ha accettato una serie di nuove regole per proteggere la salute mentale dei più giovani. Cambiamenti concreti, nati dalla pressione di un contenzioso che ha messo in luce i rischi nascosti dietro uno schermo.

Un accordo che cambia il gioco

L’intesa firmata a Oakland è una delle più importanti cause mosse contro una società tecnologica negli ultimi anni, proprio perché riguarda l’effetto dei social sulla mente dei minorenni. Il procedimento federale aveva già messo sotto pressione il titolo Meta in borsa, riflettendo le preoccupazioni degli investitori. Ora Meta deve tradurre l’accordo in fatti: Facebook e Instagram dovranno adattare le loro piattaforme con interfacce diverse per gli adolescenti, inserendo limiti ben precisi.

Tra le misure previste, il tempo massimo di utilizzo giornaliero sarà di due ore, salvo diversa decisione dei genitori. Niente social tra mezzanotte e le sei del mattino. E durante l’orario scolastico, dalle 8 alle 15, le app entreranno in una “modalità scuola” che disattiva le notifiche, per permettere ai ragazzi di concentrarsi senza distrazioni. Misure pensate per ridurre la dipendenza e aiutare i giovani a gestire in modo più sano il loro rapporto con i social, ormai parte imprescindibile della loro vita.

Più controllo per gli adolescenti: stop all’autoplay e feed meno personalizzati

Tra le novità più importanti c’è la possibilità per i ragazzi di avere più voce in capitolo su come usare i social. Potranno disattivare l’autoplay, cioè la riproduzione automatica dei video e delle immagini che si susseguono senza sosta. Questo darà loro la libertà di decidere quando fermarsi, senza essere trascinati in un flusso continuo.

Ci sarà anche un’alternativa al classico feed personalizzato. Gli adolescenti potranno scegliere di vedere i contenuti in ordine cronologico o non filtrati dagli algoritmi, così da uscire dalla “bolla” che spesso spinge a passare ore incollati allo schermo.

Un altro cambiamento riguarda la pressione sociale: Meta eliminerà la visualizzazione del numero di “like” per gli utenti under 18, un tentativo chiaro di limitare ansia e insicurezze legate al confronto costante. Infine, spariranno i filtri che simulano interventi estetici, per evitare di alimentare modelli di bellezza irrealistici e dannosi per l’autostima.

Più tutele per i genitori e strumenti per intervenire in tempo

Meta dà più poteri ai genitori o tutori, che potranno controllare meglio i profili dei ragazzi. Con il consenso di entrambi, potranno vedere quanto tempo passa il figlio sulle app, chi contatta e ricevere avvisi se l’adolescente manda messaggi a adulti.

In più, se un giovane cerca online termini legati a comportamenti a rischio come suicidio, autolesionismo o disturbi alimentari, il genitore verrà informato subito. L’obiettivo è intervenire prima che la situazione peggiori.

Sul fronte sicurezza, Meta promette di rafforzare i controlli per impedire che adulti possano contattare o accedere ai contenuti dei minorenni senza autorizzazione chiara. I dettagli tecnici di questi filtri devono ancora essere definiti, ma la volontà è quella di creare una rete più solida contro abusi e contatti indesiderati.

Rapida risposta ai contenuti dannosi e verifica dell’età più rigorosa

Meta si impegna a rispondere entro sei ore al 90% delle segnalazioni fatte dagli adolescenti riguardo contenuti pericolosi o inappropriati. Un impegno serio per evitare che materiale dannoso rimanga online troppo a lungo.

Per contrastare il problema dei profili con età falsa, la società introdurrà sistemi di verifica basati su identificazione o riconoscimento facciale. Questi strumenti saranno controllati ogni anno da enti indipendenti per garantire correttezza e rispetto della privacy. È un passo necessario, visto che molte limitazioni valgono solo per utenti che sono davvero minorenni.

Nel frattempo, Meta ha invitato anche altri big come TikTok e YouTube a seguire l’esempio, lasciando intendere che potrebbe aprirsi una nuova stagione di regole più strette per tutti i social.

Meta sotto la lente in Europa

Intanto, non si placa l’attenzione sulle grandi piattaforme. In Europa, Meta è sotto indagine per presunte violazioni delle norme antitrust. Il panorama dei social media continua a muoversi rapidamente, intrecciando sfide legali e questioni sociali sempre più complesse. La partita è appena iniziata.

Redazione

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