Il prezzo delle case in Italia non smette di salire
Nell’ultimo anno, il costo medio per acquistare un’abitazione è aumentato del 5%. Gli affitti, invece, sono schizzati oltre il 5,6%. Un dato che pesa, e non poco, sulle famiglie e soprattutto sui single in cerca di una sistemazione. Nelle grandi città e nelle zone più richieste, la distanza tra possibilità economiche e prezzi reali si allarga sempre di più. Ma non è una storia uguale in tutto il Paese: il Nord registra l’incremento più marcato, mentre il Centro segue da vicino, soprattutto nel settore degli affitti. Il mercato immobiliare si fa più selettivo, e la quota di case davvero accessibili, calcolata in base al reddito locale, si riduce giorno dopo giorno.
Nel 2026 il prezzo medio per comprare casa in Italia ha toccato quota 2.229 euro al metro quadrato, con un aumento del 5% rispetto all’anno prima. Ma non è un rialzo uniforme: il Nord-Ovest fa registrare il balzo più consistente, +6,2%, seguito dal Nord-Est con +6,1%. Il Centro cresce meno, intorno al 4,7%, mentre Sud e Isole vedono incrementi più contenuti, rispettivamente +2,6% e +2,3%.
I numeri parlano chiaro: il Centro rimane la zona più cara dove comprare, con un prezzo medio di 2.477 euro al metro quadro, quasi alla pari con il Nord-Ovest . Il Nord-Est si ferma a 2.293 euro, mentre Sud e Isole offrono prezzi più abbordabili, intorno a 1.559 e 1.485 euro. Questa forbice mette in luce come il costo delle case influenzi diversamente la possibilità di acquistare a seconda del luogo. Le grandi città, soprattutto nel Nord e nel Centro, continuano a pesare molto sul portafoglio di chi vuole comprare.
Capire quanto possono permettersi davvero le persone è fondamentale per interpretare il mercato. L’indicatore di “accessibilità” agli immobili racconta una storia dura. Per un single con un reddito medio netto, solo il 28,3% delle case disponibili nel proprio Comune è realmente alla portata. E questo dato è sceso del 4,2% rispetto all’anno scorso.
La situazione è più critica nelle zone più care: nel Nord-Est appena il 17,8% degli immobili è accessibile a chi compra da solo, con un calo del 3,1% in un anno; nel Centro si arriva al 22,6%. Anche il Nord-Ovest non se la passa bene, con il 30,3% ma in discesa del 5,2%. Al Sud la quota è più alta così come nelle Isole , ma anche lì si registrano cali, rispettivamente del 2,1% e del 4,1%.
Le cose migliorano se si considera una coppia: in media il 54% delle abitazioni è accessibile, anche se rispetto al 2025 si registra un arretramento del 4,3%. Il Nord-Ovest resta la zona con la maggiore accessibilità , seguita da Sud e Isole , mentre Centro e Nord-Est si fermano a 48,9% e 44,8%. Anche per le coppie, dunque, comprare casa resta una sfida, considerando la riduzione degli immobili veramente alla portata delle tasche italiane.
Se per l’acquisto la situazione è tesa, per gli affitti non va meglio. Anzi, in alcune zone la pressione è ancora più forte. A ottobre 2026 il canone medio richiesto in Italia ha toccato i 15,1 euro al metro quadrato, con un aumento del 5,6% rispetto all’anno precedente. Ma il rincaro non è uguale in tutto il Paese: il Centro Italia fa segnare il balzo più netto, +9,3%, con un costo medio di 16,2 euro al metro quadrato.
Al Sud l’aumento è del 7,4%, portando il prezzo degli affitti a 10,3 euro al metro quadro, mentre nelle Isole si registra un +6,2% con affitti medi a 9,1 euro. Nel Nord-Ovest la crescita è più contenuta ma comunque significativa , con canoni medi a 17 euro al metro quadrato. Il Nord-Est è l’unica area dove i prezzi restano quasi stabili, con un aumento marginale dello 0,3% e un canone medio di 12,9 euro.
Questi dati mostrano un mercato degli affitti sempre più difficile per chi cerca casa, in particolare nel Centro, dove la domanda resta alta e i rincari mettono sotto pressione famiglie e lavoratori con redditi medi e bassi. Affittare oggi, soprattutto nelle città d’arte e nei grandi centri, significa fare i conti con prezzi che pesano molto sui bilanci di casa.
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