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La festa dell’altra Repubblica, quella che ripudia la guerra

Reti, movimenti e associazioni lanciano un appuntamento alternativo alla parata militare dei Fori Imperiali: non carri armati, ma “testimoni di pace”. Oltre 50 i luoghi in cui si celebrerà una Repubblica “altra”, quella che rispetta l’articolo 11, e ripudia la guerra. 

Il 2 e 3 giugno del 1946, in Italia, si svolgeva il referendum istituzionale a suffragio universale con il quale il popolo veniva chiamato alle urne per esprimere una scelta: quella sulla forma di governo che avrebbe dovuto guidarlo da quel momento in avanti. 

Oltre 12 milioni di italiani votarono per la Repubblica, ponendo fine alla monarchia dei Savoia e alla cupa ‘parentesi’ del ventennio fascista.

La giornata del 2 giugno, da quel momento, celebra la nascita della Nazione. 

Due anni dopo quello storico referendum i Fori Imperiali, a Roma, vedevano svolgersi la prima parata militare in onore della Repubblica, che negli anni – salvo rarissime eccezioni – non ha mai mancato di svolgersi.

Nonostante le polemiche: non solo per i suoi costi considerati eccessivi (tanto più in tempi di crisi economica), ma per il messaggio stesso che veicola, da più parti messo in discussione.

L’articolo 11 della Costituzione italiana, infatti, lo scrive a chiare lettere: il nostro paese ripudia la guerra “come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”.

Anche per questa ragione sono in molti a pensare che una sfilata di uomini in armi, carri armati e “strumenti di offesa” non sia la forma adeguata per celebrare una festa che dovrebbe essere di tutti, perché celebra la nascita della Nazione, non i suoi discutibili strumenti di ‘difesa’.

Ecco allora che, in questo 2013 di crisi economica, occupazioni militari e conflitti ancora in corso, una rete di associazioni e movimenti lancia la “Festa della Repubblica che ripudia la guerra”: oltre 50 i luoghi in tutta Italia in cui si celebrerà “il suo compleanno, in pieno spirito costituzionale e avendo ben presente il ripudio della guerra, cardine di un’Italia nonviolenta e disarmata”. 

È questo l’invito lanciato da Rete Italia per il Disarmo, Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile, Forum Nazionale per il Servizio Civile, Tavolo Interventi Civili di Pace e Campagna Sbilanciamoci che, dopo l’invio di una lettera aperta al presidente Giorgio Napolitano, invitano i cittadini ad una mobilitazione diffusa per “scoprire l’enorme lavoro delle forze vive che costruiscono quotidianamente il patrimonio collettivo del nostro paese”.

A Roma l’appuntamento è in piazza Mignanelli, dove a partire dalle 11 si svolgerà un presidio-evento pensato per premiare come “testimoni di pace” alcuni rappresentanti di quelle categorie simboliche che incarnano lo spirito “costituzionale e nonviolento del paese”.

Donne e uomini del servizio civile, della cooperazione allo sviluppo, del mondo della sanità e dell’istruzione, del lavoro, della lotta alla criminalità organizzata, dell’informazione e della mobilità sostenibile, insieme a un rappresentante dei tanti ‘stranieri’ che vivono nel nostro paese, ma senza cittadinanza.

Previsto anche l’incontro con le istituzioni, e in particolare con la presidente della Camera, Laura Boldrini, che visiterà la struttura “Salesiani per il Sociale” impegnata nell’assistenza a rifugiati e migranti, e incontrerà i referenti delle reti promotrici della “Festa della Repubblica”.

Tante le manifestazioni, i sit-in, i presidi che si svolgeranno in Italia, per celebrare “il compleanno della Nazione” senza armi, nel rispetto della Costituzioni e dei suoi principi. 

  

Foto caricata originariamente su Commons da.Barbaking at it.wikipedia [CC-BY-3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/3.0) or GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html)], from Wikimedia Commons

 

2 giugno 2013 

 

 

 

 

di: Cecilia Dalla Negra

Redazione

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