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Con 20 milioni apri un bar in Costa Rica: il sogno italiano di Aldo, Giovanni e Giacomo oggi

“Voglio aprire un bar in Costa Rica.” Quante volte si sente questa frase, spesso accompagnata da immagini di spiagge bianche e cocktail al tramonto. Nel film Tre uomini e una gamba, Giovanni parlava di un investimento di “20 milioni” per realizzare quel sogno. Era un’idea semplice, quasi naïf, che incarnava la voglia di fuggire dalla routine e vivere sotto il sole tropicale. Oggi, però, quei “20 milioni” non sono più quelli di una volta. La realtà ha messo in chiaro che aprire un bar sulla spiaggia costa molto di più, e non si tratta solo di soldi. Dietro a quel progetto romantico si celano spese impreviste, burocrazia e sfide che mettono alla prova anche i più determinati.

Ventimila lire negli anni ’90: quanto valevano davvero?

Nel 1997, i 20 milioni di lire citati nel film sembravano un piccolo capitale, un gruzzoletto per avviare sogni lontani e incontaminati. Oggi, convertendo quella somma in euro , parliamo di circa 10.330 euro. Se ci aggiungiamo l’inflazione italiana dal 1997 a oggi, il valore reale si avvicina ai 18 mila euro. Una cifra importante per molte spese quotidiane, ma decisamente insufficiente per comprare o aprire un bar sulla spiaggia in Costa Rica.

Questi numeri mostrano come quella battuta fosse più un espediente comico che una stima realistica. Negli anni ’90, quella somma poteva forse bastare per avviare un piccolo progetto imprenditoriale, ma non certo per mettere su un’attività commerciale in una destinazione turistica esotica. Il sogno di Giovanni resta un simbolo di libertà e cambiamento, ma tradurlo in realtà richiede capitali molto più consistenti.

Quanto costa aprire un bar in Costa Rica oggi?

Negli anni Duemila, la Costa Rica ha consolidato la sua immagine come meta turistica di livello internazionale. Località come Tamarindo, Santa Teresa, Jacó e Puerto Viejo attirano visitatori da ogni parte del mondo, e i prezzi per aprire un bar sulla spiaggia si sono adeguati di conseguenza.

Comprare un’attività già avviata in queste zone può costare tra i 150 mila e i 300 mila euro. Se invece si punta a un locale fronte mare o a un immobile di pregio, i prezzi possono superare il milione di euro, soprattutto in posizioni particolarmente ambite. Il costo varia in base alla metratura, allo stato del locale, alle attrezzature e, soprattutto, al flusso turistico garantito.

Aprire un bar da zero è un’opzione più economica, ma non certo a buon mercato. Tra ristrutturazioni, arredamento, licenze e prime forniture, si va dai 60 ai 120 mila euro. E questo senza considerare le difficoltà burocratiche e le normative locali, che possono rallentare e complicare l’intero processo.

Il nodo delle concessioni e del demanio marittimo

Spesso i sogni si scontrano con la realtà delle leggi. In Costa Rica, il principale ostacolo per chi vuole un bar sulla spiaggia è il regime del demanio pubblico. I primi 200 metri dalla riva sono classificati come Zona Marítimo Terrestre: non si possono comprare come normali terreni privati.

Per aprire un’attività in queste aree serve una concessione specifica dalle autorità locali. Inoltre, i primi 50 metri dalla battigia sono vietati a qualsiasi costruzione o attività commerciale. Quindi, l’idea di un bar “proprio sulla sabbia” richiede un complicato giro tra permessi, vincoli e autorizzazioni.

Chi punta a un locale direttamente sulla spiaggia deve prepararsi a passaggi amministrativi rigorosi, oltre a verificare la compatibilità ambientale e il rispetto delle norme per la tutela delle coste. Spesso anche chi trova un locale con vista mare si scontra con regolamenti severi.

Insomma, aprire un bar sulla spiaggia in Costa Rica resta un sogno, ma oggi richiede risorse importanti e un’attenta valutazione. Da un’idea un po’ ingenua e confusa degli anni ’90 si è passati a una realtà complessa, dove contano non solo i soldi, ma anche la capacità di districarsi tra leggi e permessi.

Redazione

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