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Commissione UE blocca disparità normative su rischio di mercato bancario: verso un’uniformità entro il 2029

Le banche europee rischiano di perdere terreno rispetto ai giganti americani. È questo il motivo che spinge Bruxelles a rimettere mano alle regole sul rischio di mercato, uno dei nodi più complessi della regolamentazione finanziaria. Nei corridoi della Commissione si discute di un aggiornamento della FRTB, il quadro normativo che disciplina come le banche devono gestire e misurare i rischi di mercato. L’intento è ambizioso: garantire alle banche europee più margine di manovra, senza però abbassare la guardia sul controllo dei rischi. Il tutto, con uno sguardo rivolto al 2029, anno in cui queste regole dovranno essere pienamente operative.

FRTB, da Basilea a Bruxelles: perché serve un adeguamento

La FRTB nasce come parte degli standard globali del Comitato di Basilea, nel quadro di Basilea III. Questi principi, adottati in tutto il mondo, puntano a introdurre metodi più precisi e realistici per calcolare il rischio legato alle attività di trading delle banche. L’idea è di far sì che il capitale che ogni banca deve mettere da parte corrisponda davvero al rischio presente nel trading book, riducendo così il rischio di shock finanziari improvvisi. In Europa, gli altri requisiti di Basilea III entreranno in vigore dal primo gennaio 2025, confermando la volontà dell’UE di non perdere terreno nell’allineamento agli standard internazionali. La FRTB, invece, resta ancora un nodo da sciogliere con attenzione, per evitare effetti indesiderati.

Le modifiche sul tavolo e il confronto con l’estero

Con la consultazione pubblica appena avviata, la Commissione Europea intende introdurre modifiche per gestire l’impatto della FRTB sui requisiti patrimoniali delle banche. In pratica, Bruxelles vuole mettere le istituzioni europee sullo stesso piano delle concorrenti globali, compensando eventuali svantaggi legati alle nuove regole. Il piano prevede un periodo di transizione flessibile fino alla fine del 2029, dando così tempo alle banche e alle autorità di vigilanza di adattarsi. Le proposte si basano su un confronto durato due mesi, a fine 2025, durante il quale sono stati ascoltati esperti degli Stati membri e operatori del settore. Bruxelles considera questo passaggio fondamentale per la strategia più ampia sull’Unione del Risparmio e degli Investimenti, sottolineando il ruolo chiave della competitività nella gestione del rischio.

Nel Regno Unito, che ha lasciato l’UE, l’entrata in vigore delle regole FRTB è prevista tra il 2027 e il 2028. Negli Stati Uniti, invece, la situazione è più incerta. Anche a Washington è partita una consultazione di tre mesi a marzo 2026, ma le indicazioni finora raccolte mostrano un orientamento verso una forte riduzione dei requisiti di Basilea, senza una data precisa per l’adozione delle nuove norme. Questa deregolamentazione rappresenta una sfida per l’Europa, che vuole mantenere la sua competitività senza però rinunciare a standard solidi.

La posizione della Bce: equilibrio e attenzione al quadro globale

Frank Elderson, membro del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea e vicepresidente della Vigilanza bancaria, ha definito “ragionevole” la scelta della Commissione Europea. Elderson ha sottolineato che, se altri Paesi adotteranno regole molto diverse da quelle europee, sarà necessario rivedere le condizioni per garantire parità a livello globale. Per questo serve un dialogo costante e un approccio proattivo da parte delle autorità europee. Secondo la Bce, l’introduzione del quadro FRTB migliorerà la gestione del rischio nelle banche e rafforzerà la stabilità del sistema finanziario. Elderson ha evidenziato come la proposta della Commissione rappresenti un buon compromesso tra esigenze regolamentari e sfide di mercato, assicurando un campo di gioco più equo per le banche europee sulle piazze internazionali.

Redazione

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