Mercoledì 30 settembre: l’ultimo giorno per inviare il modello 730 semplificato e chiedere la detrazione Irpef sugli abbonamenti al trasporto pubblico. Chi usa bus e treni per andare a lavoro o a scuola sa bene quanto siano aumentati i costi negli ultimi tempi. Recuperare il 19% di quella spesa non è un dettaglio da poco. Ma attenzione: non si tratta di un bonus o di un voucher distribuito a pioggia, ma di una detrazione fiscale. Chi non si muove oggi rischia di perdere questa opportunità.
La legge permette di recuperare il 19% delle spese sostenute per abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. Il tetto massimo è di 250 euro all’anno a persona, quindi il risparmio può arrivare fino a 47,50 euro per ciascun contribuente. Il vantaggio è che questa detrazione si calcola per ogni componente del nucleo familiare inserito nel modello 730, aumentando così il risparmio complessivo in famiglia.
Non c’è stato alcun “click day” o assegnazione a sportello di voucher: la via più semplice resta questa detrazione Irpef, che riduce direttamente l’imposta da pagare, alleggerendo così il peso degli abbonamenti.
Per includere le spese degli abbonamenti nel 730, la legge richiede pagamenti tracciabili. Vanno bene bonifici, carte di credito, bancomat e bollettini postali; i contanti invece non danno diritto alla detrazione. È fondamentale conservare la prova dell’acquisto e del pagamento.
Serve quindi la ricevuta o la copia della transazione bancaria o postale, insieme al titolo di viaggio o alla tessera dell’abbonamento, che deve indicare la durata e i dati del titolare. Anche le fatture o ricevute rilasciate dalle aziende di trasporto devono contenere il codice fiscale dell’acquirente, per poter essere allegate senza problemi al modello 730.
Questa documentazione è indispensabile per l’Agenzia delle Entrate, che così verifica la spesa e autorizza la detrazione.
Chi non riesce a inviare il modello 730 entro la mezzanotte del 30 settembre non perde del tutto la detrazione per gli abbonamenti al trasporto pubblico. Potrà però utilizzare solo il modello Redditi Persone Fisiche, che ha una scadenza più lontana, fissata al 2 novembre 2026.
Chi ha già inviato il 730 ma si accorge di aver dimenticato di inserire le spese può correggere l’errore con un modello 730 integrativo entro il 26 ottobre. In questo modo si evita di dover ricorrere alla compilazione più complicata del modello Redditi PF.
Insomma, chiunque abbia speso per abbonamenti ha ancora qualche strada per non perdere questa importante agevolazione fiscale, un aiuto prezioso in un anno in cui il costo della vita e dei carburanti continua a salire.
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