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Bonus giovani 2026: guida completa Inps per assunzioni under 35 e vantaggi per le aziende

Il governo conferma: il bonus giovani resta anche nel 2026. Non si tratta di un assegno diretto per chi cerca lavoro, ma di un incentivo alle imprese che assumono under 35. Con la conversione in legge del decreto Milleproroghe, lo Stato punta a favorire un’occupazione più stabile tra i giovani. Le aziende che accoglieranno nuove leve potranno beneficiare di sgravi contributivi, variabili a seconda di alcune condizioni. Da aprile, però, cambia qualcosa: le offerte di lavoro valide per il bonus dovranno essere obbligatoriamente pubblicate online. Un dettaglio che potrebbe ridisegnare il modo in cui si presenta e si cerca lavoro tra i più giovani.

Come funziona il bonus under 35 per le imprese

Il bonus giovani è uno sgravio contributivo pensato per agevolare le assunzioni a tempo indeterminato di giovani fino a 35 anni che non abbiano mai avuto contratti stabili. La legge 27 febbraio 2026, n. 26 aggiorna questo strumento, puntando a ridurre i costi previdenziali per le aziende che ampliano o rinnovano il proprio organico con personale giovane. Non si tratta di un semplice sconto, ma di un meccanismo articolato che prevede diversi livelli di agevolazione, legati alla creazione di posti di lavoro effettivi.

Il punto centrale è l’“incremento occupazionale netto”: se l’assunzione fa salire il numero complessivo dei dipendenti rispetto all’anno prima, l’azienda ottiene uno sgravio totale, pari al 100% dei contributi. Se invece il numero di dipendenti resta invariato, l’incentivo scende al 70%. In pratica, queste percentuali indicano la quota di contributi che l’impresa risparmia. Per accedere al beneficio, è fondamentale rispettare le norme sulla regolarità contributiva e sulla sicurezza sul lavoro.

Il tetto massimo dello sgravio cambia a seconda della zona: in tutta Italia il limite è di 500 euro al mese, mentre nelle regioni del Sud – Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria – il massimo sale a 650 euro mensili. Questo sistema spinge le aziende a valutare con attenzione dove assumere. Da aprile, poi, le imprese dovranno obbligatoriamente inserire sul portale Siisl le offerte di lavoro compatibili con il bonus, per garantire più trasparenza.

Zes Unica, proroga e vantaggi per il Sud

Particolare attenzione va alla zona economica speciale, la cosiddetta Zes Unica, che comprende le regioni meridionali considerate strategiche per lo sviluppo. Qui il bonus giovani mantiene le stesse caratteristiche, ma con una proroga significativa: le aziende possono usufruire dello sgravio fino al 30 aprile 2026, più a lungo rispetto al resto d’Italia.

Questa estensione nasce per dare una spinta all’occupazione stabile in territori dove la disoccupazione resta alta da tempo. Le condizioni restano le stesse: il giovane assunto deve essere under 35 e senza precedenti contratti a tempo indeterminato, mentre l’impresa deve essere in regola con contributi e sicurezza.

La Zes Unica comprende Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria. In queste regioni, il bonus giovani è uno strumento chiave per stimolare investimenti e crescita occupazionale, spingendo le imprese a pianificare assunzioni durature.

Bonus donne: l’incentivo contro la disoccupazione femminile

Spesso accanto al bonus giovani si parla anche del bonus donne, un altro sgravio contributivo pensato per chi assume donne senza un lavoro regolare da tempo. Il focus è sulle categorie più svantaggiate, per provare a contrastare una disoccupazione femminile che resta un problema molto sentito in Italia.

Le regole sono simili a quelle del bonus giovani. L’agevolazione può arrivare fino a 650 euro al mese per un massimo di 24 mesi dall’assunzione. Anche qui, Marche e Umbria hanno una finestra più ampia: possono fare nuove assunzioni incentivate fino al 31 dicembre 2026.

Per ottenere il bonus donne serve un incremento occupazionale netto. L’assunzione deve riguardare donne senza un impiego retribuito da almeno 24 mesi. Per chi vive nella Zes Unica, la soglia si abbassa a sei mesi senza lavoro. Il bonus dà una mano anche a professioniste che operano in settori con forti disparità di genere, cercando di spingere la presenza femminile in ambiti tradizionalmente maschili.

Così, insieme agli incentivi per i giovani, si prova a sostenere con strumenti concreti anche le donne in difficoltà nel mondo del lavoro, puntando a una maggiore parità di opportunità e a un’inclusione più solida nel tessuto produttivo nazionale.

Redazione

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