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Bonus Alluvione Calabria, Sicilia e Sardegna 2026: Guida Completa per Richiedere gli Aiuti INPS

Il ciclone Harry non ha lasciato scampo: Calabria, Sardegna e Sicilia si sono ritrovate sommerse da piogge torrenziali e frane, metà gennaio 2026 è stato un incubo per chi abita e lavora lì. Strade bloccate, imprese ferme, danni ovunque. In mezzo a questo caos, le istituzioni stanno correndo ai ripari. L’INPS, con il messaggio n. 1272 del 14 aprile, ha appena chiarito come muoversi per ottenere gli aiuti economici previsti dal decreto-legge 25 del 2026. Si tratta di ammortizzatori sociali, dall’integrazione salariale all’indennità una tantum, pensati proprio per chi ha subito il colpo più duro.

Integrazione salariale: cosa devono fare le aziende private

Le imprese del settore privato che hanno dovuto fermare l’attività a causa del ciclone possono chiedere l’integrazione salariale. Le domande si possono inviare da lunedì 14 aprile 2026 e il termine ultimo è il 31 maggio 2026. È però consigliabile muoversi subito, così da velocizzare i pagamenti. Le modalità variano in base al tipo di attività.

Le aziende non agricole devono utilizzare la piattaforma telematica Omnia IS, disponibile sul sito INPS, nella sezione dedicata ad aziende e consulenti. Per quelle agricole, invece, l’accesso è tramite CISOA Web, nell’area dedicata alla Cassa Integrazione Guadagni e ai Fondi di solidarietà. Ogni categoria di lavoratori coinvolti – operai a tempo determinato, indeterminato o con altre forme contrattuali – richiede una domanda separata.

Così si evita che qualche dipendente resti escluso dal sostegno. Questa misura è vitale per le imprese, che rischierebbero di chiudere o ridurre drasticamente l’attività senza la copertura per i salari. La rapidità nella presentazione delle domande è fondamentale per mantenere in piedi la produzione nelle aree colpite.

Indennità una tantum da 500 euro per i lavoratori autonomi

Per i lavoratori autonomi arriva un contributo una tantum: 500 euro per ogni periodo di sospensione fino a 15 giorni, con un tetto massimo di 3.000 euro per beneficiario. Per accedere, serve avere la residenza o svolgere l’attività nei comuni in cui è stato dichiarato lo stato di emergenza dal 18 gennaio 2026.

La domanda richiede un’autocertificazione dei giorni di fermo, con le date precise di inizio e fine. La dichiarazione, resa sotto responsabilità penale, permette di velocizzare le verifiche e l’erogazione del sostegno. Questo aiuto è pensato per chi non può accedere agli ammortizzatori sociali tradizionali ma ha comunque subito danni economici rilevanti.

Come e quando fare domanda online: tutte le istruzioni

La richiesta dell’indennità una tantum si può presentare da lunedì 20 aprile 2026 e resta aperta fino a giugno. L’accesso avviene tramite il portale INPS, nella sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”. Da lì si segue il percorso guidato: “Sostegni, sussidi e indennità”, poi “Esplora sostegni, sussidi e indennità” e infine “Vedi tutti” negli strumenti, dove si trova il modulo dedicato all’indennità legata agli eventi del 18 gennaio 2026.

Chi preferisce, può rivolgersi a patronati o altri enti intermediari per farsi aiutare a compilare e inviare la domanda correttamente. Questo evita errori e ritardi, assicurando che tutte le richieste vengano esaminate senza intoppi. Il rispetto delle scadenze è fondamentale per garantire l’erogazione rapida dei fondi.

Questi interventi rappresentano un aiuto urgente e mirato per un territorio messo duramente alla prova da eventi climatici improvvisi e distruttivi. La collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini resta la chiave per superare l’emergenza e avviare una ripresa solida e veloce.

Redazione

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