Morgan Stanley, Bank of America, Goldman Sachs, JP Morgan e Citigroup hanno appena chiuso un primo trimestre 2026 da record. Numeri che fanno girare la testa, ben oltre ogni previsione. In un contesto economico globale tutt’altro che semplice, questi colossi della finanza hanno saputo sfruttare al meglio le opportunità, ottenendo utili e ricavi in crescita a doppia cifra. La risposta del mercato è stata immediata: attenzione massima e nuova fiducia. Dietro questi risultati ci sono strategie mirate e una domanda sorprendentemente robusta in vari settori. Un segnale chiaro: le grandi banche Usa non solo resistono, ma guardano avanti con forza.
Morgan Stanley ha chiuso il trimestre con numeri record. I ricavi netti sono saliti a 20,6 miliardi di dollari, un +16% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. L’utile netto è schizzato del 29%, toccando i 5,6 miliardi. L’utile per azione ha superato di slancio le stime, arrivando a 3,43 dollari , mentre gli analisti si aspettavano 3 dollari e ricavi a 19,72 miliardi.
A spingere i conti è stato soprattutto l’investment banking, cresciuto del 36% a 2,12 miliardi, grazie soprattutto a un mercato delle fusioni e acquisizioni vivace. Bene anche il trading in equity, che ha guadagnato il 25%, portando a casa 5,15 miliardi, e il reddito fisso, cresciuto del 29% a 3,36 miliardi. Importante anche il contributo del Wealth Management, che ha stabilito un nuovo record con 8,5 miliardi di ricavi . Il dato riflette una domanda crescente di servizi personalizzati e una gestione patrimoniale solida.
Bank of America ha mostrato una ripresa robusta, con un utile netto di 8,6 miliardi nel primo trimestre, il più alto degli ultimi vent’anni. Il balzo è del 17% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’utile per azione è salito del 25%, toccando 1,11 dollari, ben oltre le attese degli analisti .
I ricavi netti sono cresciuti del 7%, arrivando a 30,3 miliardi, grazie soprattutto al margine di interesse netto, aumentato del 9% grazie a tassi più alti e a una gestione efficace del portafoglio crediti. Anche le commissioni da investment banking e asset management hanno dato un contributo importante, con un +21%. Questi risultati hanno superato le previsioni, che indicavano ricavi per 29,93 miliardi. La solidità della banca si conferma su più fronti, grazie a strategie ben diversificate e a una clientela ampia e fidelizzata.
Goldman Sachs ha dato il via alla settimana dei risultati con numeri in linea con la crescita delle altre banche. Nel primo trimestre ha registrato un utile per azione di 17,55 dollari, in crescita del 24%, oltre le stime di 16,47 dollari. Anche i ricavi hanno superato le previsioni, con 17,23 miliardi , contro i 16,95 miliardi attesi.
JP Morgan Chase ha confermato il trend positivo. L’utile netto è arrivato a 16,49 miliardi, con un EPS di 5,94 dollari, +13% rispetto alla stima di 5,45 dollari. I ricavi netti sono cresciuti del 10% a 50,5 miliardi, lievemente sopra i 49,2 miliardi previsti.
Anche Citigroup ha segnato una crescita importante: ricavi a 24,63 miliardi , sopra i 23,55 miliardi stimati, e un utile per azione balzato del 56%, a 3,06 dollari contro i 2,65 previsti. Numeri che raccontano una riorganizzazione interna efficace e una capacità di sfruttare nuove opportunità di mercato.
Le grandi banche americane partono dunque con bilanci solidi e strategie ben calibrate, in un contesto ancora incerto ma ricco di occasioni. Il mercato ora aspetta i prossimi risultati per capire se questa spinta riuscirà a durare anche nel resto del 2026.
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