Il caldo si fa sentire, e con lui tornano le truffe online. Sui social, spopolano offerte di condizionatori a prezzi incredibili, troppo belli per essere veri. Promozioni lampo, pagamenti alla consegna: sembrano affari d’oro. Poi arriva il pacco, e invece del fresco atteso c’è solo un ventilatore scadente, o peggio, niente. A volte il pacco sparisce nel nulla. La fretta di rinfrescarsi, la voglia di trovare subito sollievo, trasformano tanti in vittime facili. Facebook, Instagram e altri social diventano così terreno di caccia per i truffatori, abili a costruire annunci con foto e recensioni fasulle, pronti a ingannare chi cerca un po’ di refrigerio.
Lo schema è sempre lo stesso. L’annuncio spunta tra i post sponsorizzati, spesso con immagini prese da siti veri e recensioni inventate. Tra i trucchi più usati c’è il conto alla rovescia, che spinge a comprare in fretta per paura di perdere l’occasione. Il punto forte è sempre il prezzo: un condizionatore che nei negozi costa centinaia di euro viene proposto a una frazione di quel prezzo. Chi clicca viene indirizzato fuori dai canali ufficiali, spesso su siti esterni o su WhatsApp, senza alcuna garanzia. Il pagamento è quasi sempre in contrassegno, bonifico o app di pagamento istantaneo. Quando arriva il pacco, spesso contiene un prodotto scadente o niente, e il venditore sparisce: profilo cancellato, contatti irraggiungibili.
Molti pensano che pagare alla consegna sia una forma di sicurezza. In realtà, il contrassegno assicura solo che il corriere riceva la cifra pattuita, senza controllare cosa c’è dentro il pacco. Il corriere non verifica la merce, si limita a incassare e consegnare. Così chi acquista paga a scatola chiusa, senza sapere cosa sta comprando. L’inganno si scopre solo dopo aver sborsato i soldi, spesso quando ormai è troppo tardi per fare qualcosa.
Ci sono diversi indizi per capire se un’offerta è sospetta. Prima di tutto il prezzo: uno sconto dell’80% o più su un condizionatore noto dovrebbe mettere subito in guardia. Poi, la mancanza di informazioni chiare sul venditore: niente partita IVA, indirizzo o sito ufficiale. Anche i contatti limitati a chat senza numero di telefono sono un campanello d’allarme. Altri segnali sono pagine social create da poco, pochi follower, commenti disabilitati e la richiesta di concludere l’acquisto fuori dalla piattaforma, su siti esterni o WhatsApp. Spesso c’è anche un timer che invita a comprare in fretta, con offerte valide per pochi minuti o pezzi limitati. Prima di comprare, conviene cercare il nome del venditore insieme a parole come “truffa” o “recensioni” per vedere se altri utenti hanno già segnalato problemi.
Se si è vittima di una truffa, bisogna muoversi in fretta. Il primo passo è conservare tutte le prove: screenshot dell’annuncio, delle conversazioni, ricevute di pagamento e qualsiasi dato del venditore. Se il pagamento è stato fatto da poco, è importante contattare subito la banca o l’emittente della carta per bloccare o annullare la transazione. Va segnalato anche l’annuncio alla piattaforma social, così da evitare che altri cadano nella stessa trappola. Infine, è fondamentale denunciare il fatto alla Polizia Postale, online o presso gli uffici di polizia o carabinieri. Dal punto di vista legale, la pubblicità ingannevole è vietata dal Codice del consumo e rientra nella competenza dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. È possibile fare una segnalazione anche a questa autorità, che non restituisce i soldi ma può fermare la diffusione delle truffe e sanzionare i responsabili.
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