Una nuova ricerca pubblicata da Archivio Disarmo analizza il flusso di armi in uno degli “esempi più eclatanti di aree ad alta tensione politica, sociale e militare”.
Perché tra il Medio Oriente e le armi ci sarebbe un’alleanza perfetta? Qual è il flusso di armi convenzionali (e non) che ha caratterizzato la regione negli ultimi 10 anni? Questo flusso avviene totalmente in ambito legale oppure siamo di fronte anche a forme di mercato “nere e grigie”?
E qual è il ruolo giocato dai grandi produttori di armi, Stati occidentali e non?
Sono queste alcune delle domande che guidano Maged Srour, autore della ricerca pubblicata da Archivio Disarmo, in un’analisi di ampio respiro su tutto ciò che ruota attorno al commercio di armamenti in una delle aree geopolitiche più sensibili della terra.
Un’analisi che serve a fare il punto della situazione soprattutto alla luce degli avvenimenti degli ultimi anni e della stringente attualità, dove l’instabilità politica e militare di Siria, Egitto, Libia e Libano, in particolare, rappresenta un terreno fertile per ricevere armi.
Che arrivano, tra l’altro, anche dall’Italia, che ha rifornito tra gli altri il governo siriano in maniera costante anche dopo l’inizio della guerra civile nel 2011, nonostante i divieti imposti prima di tutto dal Diritto comunitario.
Per leggere il rapporto completo clicca qui.
*Foto ISAF Headquarters Public Affairs Office from Kabul, Afghanistan in CC via Wikimedia Commons.
December 13, 2013di: Stefano Nanni Egitto,Libano,Libia,Siria,Articoli Correlati:
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