Yemen

Donne tra democrazia e dittature

Fino alla metà del ventesimo secolo i dittatori mediorientali "liberavano" le donne nei giorni buoni, per poi ritrattare da populisti mascherati da democratici quali erano. I successi elettorali dei partiti islamici in Egitto, Tunisia e Marocco non hanno fatto che accrescere le preoccupazioni circa le politiche e le leggi rigurdardanti la famiglia e le questioni di genere, e questo nonostante le rassicuranti dichiarazioni dei loro leader (nuovi e vecchi).

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Turchia, il Bdp si unisce allo sciopero della fame della parlamentare-detenuta Selma Irmak

Alcuni deputati del Bdp hanno indetto uno sciopero della fame per il prossimo 20 e 21 febbraio, in sostegno alla parlamentare Selma Irmak, attualmente in carcere, che da ieri ha deciso di digiunare insieme ad altre sei detenute politiche. 

Yemen: liberate il giornalista Abdulelah Hider Shaea, domenica proteste davanti all'ambasciata Usa

Abdulelah Hider Shaea è stato imprigionato nel 2010, con l'accusa di essere un "cronista anti-governativo". Il Committee to protect journalists ha lanciato ieri un appello per salvarlo, dal momento che la sua salute sta drammaticamente peggiorando, da quando ha intrapreso uno sciopero della fame per protestare contro la sua detenzione. Domenica attese proteste contro l'ambasciata americana.

Il 2011 dei difensori dei diritti umani in Medio Oriente e Nord Africa

Nel rapporto di Front Line, il 2011 viene dedicato alla libertà di riunione. È stato questo il diritto maggiormente messo in discussione nel corso dell’anno appena trascorso, ed è proprio questo il diritto che ha permesso ai difensori dei diritti umani di esprimersi. Un diritto che è stato conquistato e riaffermato con la forza del popolo, soprattutto in Medio Oriente e Nord Africa.

Yemen: "nessuna impunità per Saleh", l'appello di HRW

“Saleh ha certamente diritto di ricevere le cure mediche di cui necessita, ma lui e i suoi collaboratori non hanno alcun diritto a un’immunità che li metta al riparo dai processi per crimini internazionali”. In questo rapporto Human Rights Watch denuncia l’incubo vissuto per molti mesi dai dimostranti yemeniti.  

Medio Oriente: "colpevole" di essere una lavoratrice migrante (in gravidanza)

Era appena arrivata ad Abu Dhabi. Avrebbe dovuto fare la cameriera presso una ricca famiglia degli Emirati Arabi Uniti. Poi le coliche addominali, fino alla corsa disperata in ospedale. La donna etiope non aveva una malattia, ma una gravidanza. Giunta ormai al nono mese, secondo i medici la futura mamma si era sentita male a causa del duro lavoro a cui la costringeva la famiglia che l'aveva assunta.

Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili: l'allarme riguarda anche il Medio Oriente

Oggi, 6 febbraio, si celebra la Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili (Mgf), orribile pratica che interessa circa 140 milioni di donne in tutto il mondo. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha invitato la comunità internazionale a perseguire l’impegno nel combattere questa pratica e ha ricordato il lavoro italiano sul tema. Ma è in Medio Oriente che il fenomeno sta crescendo in modo preoccupante.

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I paesi più corrotti della regione Mena secondo Transparency International

Secondo la classifica pubblicata da Transparency International, nel 2011 il paese "più trasparente" della regione Mena è stato il Qatar, che con il suo 22esimo posto ha superato di due posizioni gli Stati Uniti d'America, collocandosi nella colonna più virtuosa dell'intera lista stilata da TI. L'Italia segue la Turchia e precede la Tunisia, mentre l'ultimo arrivato è l'Iraq, che si conferma il paese più corrotto dell'area.

 

Il velo nell'Islam: storia, politica, estetica

Chi lo indossa lo considera espressione della propria identità religiosa e culturale e, in alcuni casi, anche politica. Chi lo critica lo ritiene la prova evidente del diffondersi di un Islam oscurantista e misogino. In Occidente rappresenta spesso l’emblema della sottomissione femminile e del rifiuto a integrarsi. Ma che cosa è questo pezzo di stoffa che suscita tanto clamore? Qual è il suo significato? Per quali ragioni è in crescita il numero delle donne che si velano? Perché si va diffondendo la moda islamica?

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Reporters sans Frontières: la libertà di stampa ai tempi delle rivolte arabe

L’ong francese Reportes sans Frontières ha pubblicato la classifica sulla libertà di stampa nel mondo. Per quanto riguarda il Medio Oriente ci sono delle sorprese: alcuni paesi hanno fatto balzi in avanti, altri sono precipitati indietro e qualcuno è rimasto al proprio posto, sordo ai venti di cambiamento. Sta di fatto che mai come nel 2011 l'informazione è stata così tanto legata a doppio filo con la democrazia.

 

La pseudo-transizione yemenita: Saleh vola negli Usa, ma tornerà

Un altro raid statunitense nel sud, nuove marce di protesta per le strade di Sana’a, l’ennesimo tentativo di assassinio ai danni di un alto funzionario del governo. Le ultime settimane nello Yemen hanno seguito un copione già visto, e in parte probabilmente già scritto, nonostante la grande differenza sia l’assenza di Ali Abdullah Saleh.

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Un cimitero chiamato Mediterraneo: nel 2011 ancora troppi morti e record di sbarchi in Italia

Nel 2011 sono state oltre 1.500 le persone annegate o disperse nel tentativo di attraversare il Mediterraneo e raggiungere l’Europa. Le stime diffuse oggi dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) rendono l’anno appena trascorso quello col maggior numero di vittime nella regione, da quando - nel 2006 - l’Agenzia ha cominciato ad elaborare questo tipo di statistiche. 

La democrazia nel Golfo? Prima bisogna toccare il fondo

I venti della 'Primavera' non soffieranno sulla penisola araba, almeno per ora. Secondo il giornalista Sooud Sultan Al Qassemi esiste una rete di interessi così potente da resistere a ogni tentativo di riforma politica, fatta di tribù, religione, monopoli e giornalisti asserviti al potere.

Il 2012 visto da HRW: "è tempo di abbandonare gli autocrati e abbracciare i diritti"

L’enciclopedico rapporto pubblicato ogni anno da Human Rights Watch, summa del monitoraggio dei diritti umani nel mondo nell’anno appena trascorso, stavolta si apre con un’introduzione sulla Primavera Araba. Evidentemente i fatti mediorientali e nordafricani sono stati straordinari non solo da punto di vista politico, ma anche da quello del rispetto dei diritti dell’uomo.
 

Yemen: nel 2011 record di rifugiati e migranti attraverso il Golfo di Aden

Il 2011 si è chiuso con la cifra record di 103 mila tra rifugiati, richiedenti asilo e migranti, che dal Corno d’Africa hanno affrontato la pericolosa traversata del Golfo di Aden e del Mar Rosso per arrivare nello Yemen, nonostante la crescente instabilità e il peggioramento delle condizioni di sicurezza nel paese della Penisola arabica.

La Primavera Araba vista dall’Africa, dove si teme per 'l'arsenale libico'

Penso che gli unici vincitori per il momento siano i tunisini, gli egiziani e i libici che si sono guadagnati il diritto supremo di scegliersi i propri governanti. I partiti islamici trionfatori devono ancora soddisfare le aspettative del popolo e riuscire proprio là dove i loro predecessori non sono riusciti. Sappiamo che la democrazia non può essere costruita nel giro di una notte.
 

Dall'Autunno Sovietico alla Primavera Araba, il problema resta "l'Occidente"

Un’analisi della Primavera Araba alla luce dell’Autunno Sovietico: similitudini e differenze tra la caduta dei regimi comunisti dell’Europa Centrale negli anni Novanta e la caduta delle dittature arabe dello scorso 2011. Secondo Matyas Eorsi c’è più di un motivo per essere scettici circa le previsioni degli analisti politici e perfino di quelle dei servizi di intelligence.

Amnesty International: un 2011 'irripetibile', ma il 'bottino' è stato magro

È tempo di bilanci. Era il gennaio di un anno fa a dar fuoco alla miccia che avrebbe sconvolto il mondo arabo nei 12 mesi a seguire. Ora Amnesty International fa il punto della situazione. Rivolte, manifestazioni, rovesciamenti di regime. Ma quanto è cambiato nella sostanza? Il bottino appare magro, grazie anche alla sorprendente "incoerenza" della comunità internazionale.

Yemen: quando la rivolta arriva in un paese affamato è emergenza umanitaria

Il settore umanitario invoca a gran voce l'intervento della comunità internazionale, affinchè lo Yemen non diventi un’altra catastrofe umanitaria evitabile. Il tasso di malnutrizione infantile continua a crescere ed oggi è tra i più alti al mondo. I disordini politici degli ultimi mesi hanno annullato dieci anni di lavoro per salvare i bambini yemeniti.

Paesi del Golfo: dove la schiavitù continua a mietere vittime innocenti

Donne che muoiono per sfuggire ai loro padroni. Succede sempre più spesso nella penisola araba, dove i diritti dei migranti non vengono garantiti da nessun tipo di legislazione e dove la schiavitù è ancora una grave piaga sociale. Nelle ultime settimane è il ricchissimo Kuwait a far parlare di sé: alla fine di dicembre, una cameriera è stata trovata senza vita nella casa del suo datore di lavoro. La domestica si era impiccata.