Voci dal campo

Libano: aggredito per una foto. La storia del blogger Habib Battah

Da stamattina la storia di Habib Battah spopola su Facebook. Moltissimi i "colleghi" che hanno condiviso il suo ultimo post: "Getting physically assaulted today at District S site", lo stesso che gli è valso un'aggressione in un cantiere di Beirut.  

Iraq. Quando una biblioteca non è una cattedrale nel deserto

Mentre la vita degli iracheni torna a essere scandita dalla violenza delle armi, Saad Eskander racconta l'importanza della cultura in un paese dove pace e tolleranza vengono minate ogni giorno. Ma si può ripartire proprio dalla 'sua' Biblioteca.

Turchia, la lotta degli intellettuali: incontro con Vincent Duclert

Il GIT è un gruppo internazionale di ricerca nato tra i corridoi delle università francesi nel 2011, quando le ondate di arresti nell’ambito dell’operazione Kck hanno coinvolto i grandi nomi del mondo della cultura. Perché non ci può essere democrazia quando si mettono a tacere gli intellettuali, come sostiene il professor Vincent Duclert.

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Libano. Qana, il massacro dimenticato

La memoria è un esercizio di fondamentale importanza solo quando non si limita a ricordare gli eventi in modo parziale, altrimenti diviene mistificazione della realtà. La testimonianza di una bambina di appena sei anni.

Palestina. Samah, la vita a Gaza e la ‘primavera’ palestinese

Samah Ahmad è una giovane attivista del Movimento 15 Marzo. In questa intervista racconta la sua esperienza di vita e di lotta in una Striscia assediata da Israele e controllata da Hamas. “Siamo persone che credono in qualcosa”, spiega. “Vediamo sempre una luce in fondo al tunnel”. 

Afghanistan. “Il paese dove ho imparato la libertà”

L'attivista e giornalista afghana Noorjahan Akbar si batte contro la violenza sulle donne. Questa volta però affronta un'altra ingiustizia: quella culturale, di matrice occidentale.

Palestina. Samer Issawi scrive agli israeliani: "Io, più libero di voi"

Gli ultimi 8 mesi trascorsi senza mangiare. Solo recentemente un po’ di zucchero nell’acqua, costretto ad assumerla dai medici (e dai militari). Ridotto in fin di vita, Samer Issawi si rivolge direttamente ai cittadini israeliani: "La storia non si misura solo dalle battaglie, ma anche dalla pace con l'altro e con se stessi". 

Bahrein. Lettera di una detenuta

Dopo l'obbligo imposto ai prigionieri di coscienza di indossare la divisa dei detenuti comuni, Zainab e Abdulhadi al-Khawaja continuano la loro battaglia per il rispetto dei diritti umani, anche a costo di perdere la vita. Per i sogni di un intero paese.

 

WSF/”Spero nella rivoluzione. Per il mio paese e per il mondo”

Al Forum Sociale mondiale di Tunisi ampio spazio è dedicato ai giovani, stretti tra disparità sociali, disoccupazione e mancanza di democrazia. Incontro con Soufiane Baroudi, giovane attivista algerino che spera in una "rivoluzione sociale”. 

WSF/ Le donne si incontrano a Tunisi

Tra i temi al centro del Forum Sociale mondiale anche i diritti di genere: le attiviste si incontrano, e si confrontano in una grande assemblea. Intervista a Sadika Keskes, presidente dell’associazione 'Donne, mostrate i vostri muscoli'.

Sahara Occidentale. “Presto un nuovo Gdeim Izik"

"La mia libertà arriverà solo quando i saharawi riusciranno a recuperare ciò che gli è stato sottratto in modo crudele e autoritario. Nonostante gli arresti e le condanne, la lotta pacifica per l'autodeterminazione non si fermerà". Parla l'attivista Abdrahman Zayou, detenuto nelle carceri marocchine e tornato in libertà dopo il processo agli organizzatori del 'campo della dignità'.

TRP. Si chiudono i lavori, ma l’impegno per la giustizia continua

“Il Tribunale Russell conclude che i diritti della popolazione palestinese non sono rispettati né da Israele, né dall’Ue, né dalle organizzazioni internazionali. La società civile può reclamare il boicottaggio". Le conclusioni dell’ultima sessione raccontate da Ronnie Barkan, attivista israeliano.  

Rifugiati siriani in Iraq: una situazione esplosiva

La prima volta che siamo stati a Domiz, nel nord dell’Iraq, il campo ospitava circa 5000 persone. Molte difficoltà, ma anche tanta solidarietà. E’ passato un anno e Domiz sta scoppiando.

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Egitto. Quando la violenza sulle donne diventa un atto politico

“Sono copta e donna: orgogliosa di entrambe le cose. Ma non mi sono mai sentita 'chiusa' dentro queste due categorie. Sin da piccola, mi hanno insegnato che l'unica cosa che dovevo essere è una cittadina sempre pronta a rivendicare i propri diritti”. Così si presenta Sally Toma*. Psichiatra, attivista e fondatrice della campagna Kazeboon

Tunisia. I blogger della rivoluzione, due anni dopo

Dopo la sollevazione tunisina, il ruolo dei blogger è stato riconosciuto a livello mondiale. Censurati sotto il regime di Ben Ali, quelli che talvolta sono definiti cyber-dissidenti si sono serviti del web per protestare e organizzarsi. Due anni dopo la rivoluzione, in piena crisi politica, dove sono e cosa pensano della Tunisia? 

Focus Bahrein/ La parola ai rivoluzionari

Si organizzano via Internet, non hanno un capo né un volto, ma guidano da due anni le piazze in Bahrein. Chi sono i giovani della Coalizione del 14 Febbraio e quali sono i loro obiettivi? In una intervista esclusiva del marzo scorso i ragazzi di piazza della Perla si raccontano.

Marocco. Quando l'istruzione è un "problema politico"

"Non si può costruire un paese senza educazione". Disimpegno istituzionale, carenza di infrastrutture e privatizzazione dell'insegnamento sono i sintomi di un "sistema in fallimento". Ce ne parla Nabil Belkabir, membro dell’Unione degli Studenti per il cambiamento. 

Afghanistan. La lunga strada dei diritti delle donne: intervista a Wazhma Frogh

“Quella delle donne afghane è una storia di sopravvivenza. Ci hanno murate vive in casa, hanno chiuso le scuole, ci hanno gettato acido in faccia e torturato. Eppure siamo sopravvissute. E continuiamo a lottare”. Parola di Wazhma Frogh, attivista afghana, scrittrice ed esperta di questioni di genere.

Egitto. Violenze sessuali a Tahrir: la condanna delle Ong

Proseguono le violenze e le molestie sessuali contro le donne in Egitto. Piazza Tahrir da simbolo della rivoluzione rischia di diventare sinonimo di ingiustizia di genere: l’appello delle Ong locali contro i gruppi politici e i media. 

Iraq. Non abbiamo più paura

La disperazione degli iracheni inizia a trovare spazio sui media internazionali, forse perché - come afferma il blogger Reider Visser - “sono attratti dalla narrazione del conflitto confessionale che riduce tutto allo scontro in corso tra sunniti e sciiti”. Ecco il punto di vista di chi da anni si batte per un altro Iraq, fatto di diritti dei lavoratori e legalità.