Turchia: nuove retate contro i curdi, ancora minorenni e intellettuali

Nuove retate turche contro i cittadini curdi, questa volta soprattutto minorenni e scrittori accusati di "terrorismo". Gli ultimi eventi hanno riguardato le manifestazioni in ricordo dell’arresto di Ocalan e tra i fermati c’è anche Mehmet Guler, giornalista e collaboratore di Ragip Zarakolu, quest'ultimo possibile candidato ai Nobel.

 

 

 

 

di Maria Letizia Perugini
 

Nuovo giro di vite sulla questione curda. La Kck operation continua e di nuovo colpisce indistintamente persone di tutte le estrazioni e soprattutto di tutte le età.

L’ultima ondata di arresti ha visto come obiettivi principali sindacalisti e dimostranti, tra i quali anche minorenni, che hanno partecipato alle numerose manifestazioni che si sono tenute in varie città della Turchia per ricordare l’arresto di Abdullah Ocalan, che dal 1999 si trova nel carcere dell’isola di Imrali, nel mare di Marmara. 

Il suo caso è uno dei principali presi in considerazione dal Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa che ha visitato il carcere nel 2010. L’isolamento al quale viene sottoposto non rispetta infatti alcuna convenzione internazionale in materia di diritti dell’uomo, senza contare la recente restrizione imposta dalle autorità turche alla possibilità di incontro con i propri avvocati: Ocalan non vede i propri legali dal 27 luglio 2011.

A ciò va aggiunto che la sua squadra di legali è stata letteralmente decimata: quasi tutti sono stati arrestati con l’accusa di terrorismo.

In suo onore, ogni anno il popolo curdo scende in piazza per esprimere solidarietà e sostegno a quello che ancora oggi riconosce come il leader morale e politico delle sue rivendicazioni.

Le manifestazioni si stavano svolgendo in modo pacifico, 'usando' come principale strumento di lotta lo sciopero della fame, attuato a rotazione dagli attivisti in varie città curde presso le sezioni locali del Bdp (partito della Pace e dell Giustizia).

Ciononostante la reazione turca non si è fatta attendere: 89 arresti nella sola giornata di mercoledì, 431 se si contanto a partire da prima dell'inizio delle celebrazioni.

Tra loro un ragazzo di 16 anni, accusato di essere in possesso di materiale esplosivo e che ora si trova nel carcere di Mardin, e poi un 15enne, un 70enne (malato) e lo scrittore Mehmet Guler.

Arresto il 16 febbraio a Van, Guler è uno stretto collaboratore di Ragip Zarakolu, anche lui in carcere dal primo novembre 2011, e possibile candidato ai Nobel.

Guler ha subito molti processi a causa delle sue opere, gli ultimi in ordine di tempo risalgono all’estate del 2010. Due i libri incriminati: un lavoro d'inchiesta giornalistica pubblicato dalle Edition Belges nel maggio del 2010 sotto la direzione di Zarakolu con il titolo "Les dossier Kck: l’Etat global et les kurdes sans Etat" (Il dossier Kck: lo Stato globale e i curdi senza Stato) e il libro "Des décisions à prendre plus difficiles que la mort" (Decisioni da prendere più difficili della morte) pubblicato nel giugno del 2010 e per il quale Guler era stato condannato a un anno e tre mesi di prigione. 

Gueler aveva già scontato altri 10 anni di carcere nel corso del suo periodo universitario presso l’Università di Ankara.


 

21 febbraio 2012