Turchia, armeni: la Francia "massacra" la democrazia

La Francia ha deciso: anche in Senato è passata la proposta di legge che condanna la negazione del genocidio armeno del 1915. La stampa turca a sua volta condanna il paese d'oltralpe. Storie di diritti umani, di ingressi in Europa e di presidenziali alle porte.

 

 

di Maria Letizia Perugini

 

Il 22 dicembre scorso l’Assémblée Nationale Française aveva votato a favore della legge che condanna il negazionismo rispetto al genocidio armeno.

Ieri il Senato francese con 127 voti a favore e 87 contrari ha ratificato lo stesso testo, senza emendamenti. Il Parlamento ha dunque approvato.

La Francia decide di condannare ufficialmente con una legge nazionale a un anno di reclusione e a una multa di 45 mila euro chiunque neghi la natura di “genocidio” delle morti di 300 mila (stime a ribasso riconosciute dalla Turchia) armeni tra il 1915 e il 1916.

Da parte sua il governo di Ankara appare irremovibile: "gli armeni sono morti, ma non si è trattato di un piano criminale". 'La strage armena è stata la conseguenza dei difficili anni del conflitto e della fine dell’impero ottomano che si stava consumando proprio in quegli anni'.

Per questo la reazione turca è stata molto dura. Subito dopo la votazione di dicembre la Turchia ha richiamato il proprio ambasciatore a Parigi, mentre oggi arriva addirittura a minacciare sanzioni. 

La stampa si è scagliata unanime: “La Francia massacra la democrazia”, con un dubbio gioco di parole in riferimento a quanto accaduto agli armeni.

Sarkozy viene accusato di opportunismo politico, di aver dato il suo appoggio alla legge in vista delle presidenziali, quando il voto dei 500 mila armeni che vivono in Francia diventerà prezioso.

In effetti il presidente non è mai stato un forte sostenitore della legge di condanna del genocidio, che invece in Francia ha avuto una lunga storia.

È nel 2001 che per la prima volta è stata proposta una legge simile a quella passata ieri, ma tutta ad opera dei socialisti. E in quell’occasione, così come nel 2006, era stata proprio l’opposizione di Sarkozy a non dare corso alla proposta.

Oggi Sarkozy sembra invece più vicino alla firma. Ma, sebbene l'approvazione della legge sia sicuramente un successo per i diritti umani, appare chiaro che questo non sarebbe stato possibile se non ci fosse stata una convergenza di interessi di altra natura.

 

 

24 gennaio 2012