Tunisia: tra una partita di calcio e l'altra, scende in campo la nuova squadra politica
La Tunisia si prepara all’ufficializzazione del nuovo governo, tra inaspettate vittorie calcistiche, visite in Algeria e la notizia dell'arresto di Seif al Islam, figlio e possibile delfino dell’ex dittatore libico, Gheddafi.
di Micol Briziobello da Tunisi
Da circa un’ora a Tunisi impazzano gli ennesimi festeggiamenti per la vittoria della finale di andata della Coppa della confederazione africana di calcio (CAF), dopo che la settimana scorsa una delle due équipe della capitale, l’Espérance, si era aggiudicata la Coupe d’Afrique.
Per quel che concerne la politica, invece, venerdì 18 novembre i tre partiti che hanno ottenuto il maggior numero di voti alle elezioni (Ennahda, CPR ed Ettakatol) sono giunti ad un accordo indolore.
Come si vociferava nei giorni scorsi, sarebbero confermate le cariche di presidente della Repubblica a Moncef Marzouki, di presidente dell’Assemblea costituente a Mustapha Ben Jafar e quella di capo del governo a Hamadi Jabali, del partito più votato, Ennahda.
Il portavoce di Ettakatol, Samir Ben Omar, ha comunque affermato che le discussioni per la formazione del governo continueranno anche nei prossimi giorni, e che l’annuncio ufficiale è previsto per lunedì 21 novembre.
È sempre di queste ore l’inquietante episodio di cui è rimasto vittima un professore di disegno in un liceo del quartiere popolare di Ettadhamen, in cui Ennahda ha stravinto.
Durante l’ora di lezione, due giovani studenti hanno messo in discussione la legittimità d’insegnare la sua materia a scuola. Secondo i due, infatti, il disegno sarebbe vietato dalla legge islamica.
Minacciato, il professore ha dovuto abbandonare l’edificio scortato dalla polizia, evitando lo scontro con un gruppo di giovani che manifestava contro l’insegnamento del disegno nelle scuole.
Oggi, inoltre, Rachid Ghannouchi, leader di Ennahda, si è recato in visita “privata” in Algeria. Domani, infatti, sarà ricevuto ufficialmente dal presidente algerino Bouteflika nel palazzo di El Mouradia.
Questa è la seconda visita di Ghannouchi al suo vicino di casa, e sarebbe la risposta cordiale ad un invito ufficiale da parte del presidente algerino con l’intento di consolidare le relazioni arabe e regionali che si sarebbero un po’ raffreddate.
Infatti, come è noto, l’Algeria, fin da subito, si è mostrata reticente sia alla rivoluzione che alle elezioni in Tunisia, mantenendone le dovute distanze.
Allo stesso modo, i rapporti tra Ghannouchi e il governo di Algeri si erano mostrati piuttosto tesi, in seguito alle sue dichiarazioni a favore del Marocco riguardo alla questione del Sahara Occidentale.
Secondo altre indiscrezioni, questa visita potrebbe invece servire a rafforzare politicamente la frangia algerina di Hamas.
20 novembre 2011
In
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Mentre rifletto sul fatto che l’attenzione per la Tunisia fino ad un mese fa era rivolta alle elezioni, oggi lo scenario si è incredibilmente variegato e diversificato. Ha infatti creato stupore la vincita di un partito come
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I risultati ufficiali delle prime elezioni libere nella Tunisia post-Ben Ali arriveranno solo nel tardo pomeriggio di oggi, forse anche domani. Intanto però l’Instance supérierure indépendante pour les élections (ISIE) ha reso noti i dati relativi al voto dei tunisini all’estero, dove il partito islamico
Tante “voci” dalla Tunisia, tante interpretazioni: democrazia o si diventa più conservatori di prima? La paura più grande la si intuisce parlando con le donne che hanno votato sinistra democratica e progressista.
In una Tunisi più rilassata del solito, e non solo perché era domenica, si sono svolte le prime elezioni libere della storia del paese. A due ore dalla chiusura dei seggi, la commissione elettorale parlava di un’affluenza del 70 per cento. 