Tunisia, speciale elezioni: chi abita sotto i tappeti non vuole andare a votare

21 ottobre 2011- "Non voterò a queste elezioni. Guarda la mia famiglia, che vive in strada, sul marciapiede!": è la voce di una donna tunisina in lacrime, che accompagna un bambino che trascina una grossa brocca d'acqua, mentre racconta la storia dei sobborghi lontani dai caffè eleganti della capitale. Neila Herela ha ventisei anni, e non ha che un piccolo fuoco acceso sul marciapiede per riscaldarsi insieme alla sua famiglia. All'autunno, seguirà un duro 'Inverno arabo'. Queste le previsioni della gente che in Tunisia ha fame e non crede nelle elezioni.
 

Eppure, la 'Rivoluzione dei Gelsomini' era iniziata proprio da uno di loro, Mohammed Bouazizi, un venditore ambulante che si era dato fuoco in segno di protesta.

Herela dice: "Ho un diploma in marketing e pubblicità, ma non posso trovare lavoro. Lo puoi immaginare? Io non ho nemmeno un indirizzo da fornire a un potenziale datore di lavoro che mi volesse assumere", e non crede che niente cambierà, ora che ha la possibilità di votare. 

Del resto, la rivoluzione non ha portato lavoro nel paese. Il partito comunista dei lavoratori sostiene che la disoccupazione è notevolmente aumentata, da gennaio.

Se i giovani di periferia sono sfiduciati, quelli del centro di Tunisi sembrano invece pronti ad aspettare il processo necessario perché si verifichi una diminuizione della disoccupazione.

"E' difficile per chi non ha avuto alcuna esperienza di democrazia, seguire questo processo", sostiene Mohammed Syrene, giovane giornalista radiofonico. "In alcuni casi, la gente andrà a votare e ci saranno quasi cento nomi sulla lista".

Il partito islamico moderato Ennahda, bandito da Ben Alì, è sicuro di vincere. Se da una parte in Tunisia sono molti a non volere una costituzione basata sulla sharia, dall'altra, sono forti le preoccupazioni che alcuni gruppi possano reagire negativamente alla libertà di espressione, così come è accaduto con la trasmissione del film Persepolis che ha causato violente manifestazioni.
 

 

di Angela Zurzolo