Tunisia, il "processo a Nabil Karoui. E a Dio".
"Dio, voi siete accusato d’essere apparso in un cartone animato". Questa l’accusa pronunciata dai giudici tunisi all’imputato. Dio, appunto. O meglio, questa è la versione disegnata che Z, noto vignettista tunisino, dà della vicenda.
di Marta Ghezzi
Alla sbarra, come imputato, c’è finito il 23 gennaio Nabil Karoui, direttore dell’emittente tunisina Nessma TV, già additata dalle frange islamiste come "strumento dell’Occidente".
La pietra dello scandalo è stata, il 9 ottobre scorso, la messa in onda del lungometraggio francese Persepolis, tratto dal bestseller a fumetti dell’iraniana Marjane Satrapi.
A due settimane dalle elezioni dell’Assemblea nazionale costituente che hanno poi portato alla vittoria del partito d’ispirazione islamica Ennahdah, il dialogo tra una bambina di otto anni e Dio non ha riscosso grande successo.
Quei pochi minuti hanno infatti infranto uno dei tabù dell’Islam sunnita: la rappresentazione, in forma umana, della divinità.
Il giorno dopo l’emissione, sotto le sedi di Nessma TV di tutto il paese, si sono radunati gruppi di manifestanti, che chiedevano la testa del direttore di rete. A nulla sono valse le scuse pubbliche di Karoui.
Dal suo blog, debatunisie.com, già al centro della cyberdissidenza anti-regime, Z alla vigilia del dibattimento scriveva: "Cari amici, domani si terrà uno dei processi più simbolici dell’epoca post-rivoluzionaria: quello alla libertà d’espressione".
Professori universitari e studenti, militanti per i diritti umani, giornalisti e soprattutto fumettisti si sono messi alla testa di un movimento "pro-Persepolis".
Su Internet è tutto un fioccare di vignette satiriche, che prendono di mira l’atteggiamento intransigente e bigotto delle autorità tunisine, pronte a muoversi contro un cartone animato.
Azyz Amamy, disegnatore di 5arbouch, su facebook ha pubblicato un riquadro bianco, con la didascalia "Dio come se lo immagina il vero credente".
E poi ha ironizzato sull’interesse mediatico e nazionale per il processo a Karoui, mentre l’ex dittatore Ben Ali non si è ancora presentato alla sbarra.
Ed è sempre Z a sottolineare la necessità di passare all'azione, non tanto in sostegno di Nessma TV o del suo direttore, quanto contro la mossa politica portata avanti dai presunti "difensori di Dio".
La seconda udienza è stata fissata per il 19 aprile prossimo.
La cyberdissidenza tunisina e la politica a colpi di matita
http://www.debatunisie.com/archives/2012/01/22/23312140.html
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http://www.facebook.com/profile.php?id=1171884415#!/5arbouch.tn?sk=info
20 febbraio 2012
Qualche giorno fa, il quotidiano tunisino Attounissia ha pubblicato in prima pagina una foto (vedi all'interno dell'articolo) che ritraeva un giocatore di calcio tedesco di origine tunisina con la sua compagna quasi nuda. Subito sono scoppiate polemiche sul rispetto della deontologia e dell’etica professionale.
La quotidianità della Tunisia si fa sempre più complessa. Davvero difficile capire, non cadere in errore o perdere il bandolo della matassa. E i tunisini, dal governo fino al popolo, sono forse ancora più confusi di “noi osservatori”, soprattutto quando si parla di mutilazione genitale femminile. 