Tunisia

Yalla Shebab! Talenti in movimento, tra cultura e cambiamenti politici

Anticipata da una settimana di workshop e da una serata-evento dedicata alla Palestina con l'anteprima italiana di "Gaza Shield" e la presenza di Nabil Salameh dei Radiodervish, la seconda edizione dello Yalla Shebab Film Festival si preannuncia ancora più ricca e internazionale.

 
 
 

Se l'ufficio stampa di Hezbollah ti augura buon compleanno

Quello di Neil MacFarquahar, corrispondente dal Medio Oriente per il New York Times dal 2001 al 2005, è un viaggio in un Medio Oriente lontano dagli abituali cliché, tra le vite di quelle donne e di quegli uomini pionieri dell'attuale cambiamento politico e sociale che interessa la ragione. 

UE. L'energia e lo sfruttamento "sostenibile" della sponda Sud

Secondo le stime elaborate  dall'ultimo rapporto del programma Onu per l'Ambiente, il mercato delle tecnologie pulite per il risparmio energetico varrà 2.200 miliardi di dollari entro il 2020.

Guantanamo. Uno sciopero della fame 'senza precedenti'

Cento detenuti su 166 sono in sciopero della fame da più di 12 settimane: una mobilitazione senza precedenti, con una campagna online che in 48 ore ha già raccolto migliaia di firme, perché "la chiusura di questa eredità avvelenata dell’amministrazione Bush è ancora lontana", denuncia Nawaat.   

Tunisia. Se la libertà di stampa diventa un diritto dei cittadini

Dopo mille rinvii, nasce l’HAICA, un organo che veglierà sull'informazione con l'obiettivo di ricostruire il rapporto tra società e media, in un contesto ancora segnato da violazioni e scarsa fiducia reciproca. 

"Gli arabi" visti da Eugene Rogan

Da Solimano il Magnifico a George W. Bush, dagli scontri tra ottomani e mamelucchi sino alla guerra del Golfo: sono oltre 400 gli anni di storia raccontati dalle 796 pagine del professore Eugene Rogan. 

Giornata mondiale della libertà di stampa

Credo che questa sia la migliore definizione del giornalismo che abbia mai sentito: 'Il nostro scopo è quello di monitorare i centri del potere'. Sfidare l'autorità - qualsiasi autorità - soprattutto quando i governi e i politici ci trascinano in guerra, quando decidono che loro uccideranno, e altri moriranno.  (R. Fisk - Cronache Mediorientali)

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Italia/Tunisia. Politiche anti-immigrazione, sulla pelle dei tunisini

L'odissea dei migranti che cercano di raggiungere le coste italiane. Il caso tunisino e gli accordi di cooperazione con l'Italia per il contrasto all'immigrazione clandestina via mare.

 

Salafismo in Tunisia: intervista a un membro di Ansar al-Sharia/2

In questa seconda parte della lunga intervista realizzata da Fabio Merone, il militante di Ansar al-Sharia racconta le specificità del contesto in cui il suo movimento è nato e cresciuto, spiegandone il funzionamento interno, i valori, gli obiettivi. 

Salafismo in Tunisia: intervista a un membro di Ansar al-Sharia/1

Un membro di Ansar al-Sharia, movimento jihadista-salafita nato nei giorni della rivoluzione tunisina, spiega la sua visione del mondo. Partendo dal vissuto personale che l'ha portato ad abbracciare la causa del jihadismo internazionale. Prima parte.

La Tunisia delle radio libere, tra speranze e (dura) realtà

Nonostante i passi incoraggianti compiuti dal 2011 il futuro delle emittenti alternative, in gran parte a carattere locale e associativo, è a rischio. Complici i costi di equipaggiamento, le lacune della legislazione e l'attendismo - per nulla disinteressato - delle autorità che dovrebbero aggiornarla.

A Venezia Gilles Kepel racconta la sua nuova "passione araba"

Domani a Venezia, Gilles Kepel racconta il suo "viaggio in Oriente", un pellegrinaggio durato due anni e che lo ha visto visitare tutti i 'luoghi sacri' della rivoluzione. Di qui la sua nuova "passione" araba.

Cittadine a metà, la maledizione delle donne arabe: incontro con Hyam Yared

Hyam Yared è un’autrice libanese, nata a Beirut nel 1975, dove ha iniziato la sua carriera. Una scrittura senza tabù, la sua, che mette a nudo i limiti della società libanese. Protagoniste delle sue pagine, le donne. 

Tunisia. Ecco come funziona il commissariamento di un paese

Dopo la democrazia, ora l’Occidente esporta al di fuori dei propri confini anche le politiche di austerità. In cambio di un prestito dell’FMI, il governo tunisino si è impegnato a realizzare delle "riforme strutturali". L’obiettivo? E’ sempre lo stesso: ridurre il debito.

Osservatorioiraq.it, una nuova avventura

Da oggi il sito Osservatorioiraq.it inizia una nuova avventura: sarà gestito da una cooperativa composta da quei giornalisti e ricercatori che negli ultimi due anni hanno contribuito a portare avanti questo progetto editoriale. Comincia una nuova storia, che riparte da noi.

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Tunisia. A Gafsa, culla della rivoluzione, la ricchezza scompare e l’inquinamento resta

E’ nel bacino minerario di Gafsa, nel cuore del paese, che tutto è cominciato. I cittadini, stanchi di essere depredati della ricchezza dei loro fosfati, erano scesi in strada già nel 2008. E lì sono rimasti, nonostante la violenta repressione.

L'Ue e il miraggio nordafricano delle rinnovabili

Terrorismo, corruzione e criminalità organizzata minano gli investimenti europei di lungo periodo nell'area nordafricana. La Dichiarazione di Algeri rappresenta quindi un 'preliminare di acquisto', in attesa delle prossime mosse.

 
 

Tunisia. Violenza, se le donne sono ancora colpevoli

È difficile dire se i casi di aggressione sessuale in Tunisia siano aumentati, o se le vittime abbiano iniziato a denunciare di più. Ma “siamo ancora in un contesto di colpevolizzazione della donna”, in cui stigmatizzazione sociale e ‘onore’ hanno la meglio sulla giustizia. 

La pena di morte nel mondo. Il rapporto 2012 di Amnesty International

Nonostante gli "sviluppi positivi" e la tendenza globale all'abolizione della pena di morte, il suo utilizzo nei paesi del Medio Oriente continua ad essere "motivo di grande preoccupazione" per Amnesty International. Che pubblica il suo rapporto annuale relativo al 2012. 

 

Femen: guerra santa senza veli o neocolonialismo culturale?

Giovedì scorso il collettivo femminista Femen è tornato a far sentire la propria voce con la controversa iniziativa "Topless Jihad Day", una mobilitazione duramente criticata anche da molte musulmane.