Siria: una piantagione di cotone che sembra una centrale nucleare
L'ambasciatore siriano presso l'Onu si scaglia contro gli Stati Uniti per aver fornito immagini satellitari "tendenziose" all'Aiea e contrattacca: "L'Occidente continua a fornire a Israele materiali per il suo programma nucleare". Damasco si rifiuta di far entrare i tecnici per i controlli e una piantagione di cotone sembra rivelare una forte somiglianza con un impianto per l'arricchimento dell'uranio.
Pochi giorni fa era stata smentita dall'Aiea (Agenzia internazionale per l'energia atomica) e dalla Nato, la notizia che Gheddafi fosse in possesso dell'atomica. I materiali rinvenuti erano 'solamente' armi chimiche di distruzione di massa, già dichiarate in passato dall'ex leader libico.
Oggi, però, le paure si trasferiscono tutte sulla Siria, da tempo accusata di essere in possesso di armi chimiche, e oggi anche di aver progettato un programma segreto con Abdul Qadeer Khan, padre della bomba nucleare pakistana.
La struttura, che si trova vicino al confine iracheno, risulta essere conforme a quella di un impianto di arricchimento di uranio. Dopo la corrispondenza tra Khan e Muhidin Issa, un funzionario del governo siriano, rinvenuta dall'Aiea, questa ulteriore informazione sembrerebbe avvalorare l'ipotesi della presenza di un sito per la costruzione dell'atomica.
Sospetti che per gli israeliani corrispondono invece a realtà: sulla scia di questi stessi timori e di altre immagini satellitari, nel 2007 l'aviazione di Tel Aviv bormbardò Dair Alzour, un altro presunto impianto per la produzione di armi nucleari. Allora, Damasco aveva smentito tutte le accuse rivolte da Israele e Onu, sostenendo che le particelle di uranio rinvenute a Dair Alzour fossero in realtà attribuibili ai missili israeliani usati per distruggerlo.
Ora il copione sembra ripetersi, con la differenza che adesso il governo di Bashar al Assad è sensibilmente indebolito dalle continue manifestazioni dei suoi oppositori.
Per Mark Hibbs, analista di politica nucleare presso il Canergie endowment for international peace di Washington, la paura che la Siria si sia voluta dotare di un'arma nucleare è alimentata da decenni di conflitto con Israele.
Nel 2004, Khan aveva confessato di aver fornito armi nucleari a Iran, Corea del Nord e Libia, non menzionando mai Damasco. Ma è il Los Angeles Times a trovare un possibile nesso: Khan si è recato in Siria per partecipare a delle conferenze scientifiche e lì è entrato in contatto con gli uomini del presidente. Che un tentativo di approccio ci sia effettivamente stato, è lo stesso Assad ad ammetterlo nel 2007, dichiarando a un quotidiano austriaco di aver ricevuto una lettera inviata dallo studioso alla quale però non avrebbe risposto.
Le 'ragioni' dell'ambasciatore siriano.
L'ambasciatore siriano alle Nazioni Unite, Bashar Ja'afari, ieri ha dichiarato, di fronte l'Assemblea generale, che la maggior parte delle scoperte dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, annunciate dal direttore generale, Yukiya Amano, sono basate su immagini satellitari fornite dalla Cia, e quindi espressamente "tendenziose".
Il diplomatico ha poi inserito le accuse in un quadro più generale, secondo il quale gli Stati Uniti starebbero portando avanti "un programma politico di ostilità agli interessi della Siria". Ja'afari ha ricordato che il predecessore di Amano, l'egiziano Mohamed el Baradei non ha mai presentato un rapporto definitivo sul sito bombardato, anche perché gli Usa si rifiutarono per ben sei settimane dopo l'attacco israeliano di fornire all'Aiea le immagini satellitari della distruzione di Dair Alzour.
Ja'afari ha infine accusato gli Stati occidentali di continuare a rifornire Israele di tecnologia nucleare, criticando Amano per non aver menzionato il programma nucleare di Tel Aviv nella sua relazione.
photo by Chris Devers
3 novembre 2011
