Siria: a Bologna si scende in piazza contro Assad
Sono ormai più di 3.600 le vittime della violenta repressione del governo di Bashar al Assad in Siria. E dal mese di marzo non si ferma l’ondata di proteste. Dopo la manifestazione di luglio a Milano, la comunità siriana italiana torna in piazza anche a Bologna per gridare: "Assad vai all'inferno", sfidando la lunga mano dei servizi segreti di Assad.
di Luca Bellusci
Erano circa 200 le persone che hanno manifestato ieri pomeriggio in Piazza Maggiore, per gridare al mondo la fine del "regime siriano e della famiglia Assad".
Giovani, donne e bambini, tutti intorno a una serie di fotografie posate sul terreno che raffigurano alcune scene di vita nelle principali città della Siria, "dove la gente continua a morire per chiedere maggiori libertà e la fine di un regime che dura da circa 40 anni".
C'erano molti siriani di seconda e terza generazione, insieme per un’iniziativa organizzata dall’associazione “Pari Opportunità e Sviluppo”.
Paolo, giovane medico bolognese di padre siriano, ci spiega come solo nella città di Bologna ci siano circa un migliaio di siriani ma che, per ragioni di sicurezza, molti di loro non sono venuti alla manifestazione per paura di ritorsioni verso i parenti rimasti in Siria. Un problema molto diffuso tra chi ha avuto il coraggio di scendere in piazza.
“In Italia – afferma il giovane – se qualcuno lancia una pietra contro la polizia, come nel recente caso di Roma, viene perlopiù arrestato. In Siria ti uccidono sul posto”.
Una violenta repressione che, come dimostra il numero delle vittime, continua a discapito delle fievoli condanne da parte dei paesi occidentali.
In contemporanea della manifestazione, era in corso un convegno organizzato dal Partito democratico e alcuni rappresentati hanno voluto portare il loro sostegno alla causa siriana, augurando la fine delle violenze e l’inizio di un nuovo corso politico.
Alla giornata di protesta contro il regime, al grido di “Assad vai all’inferno”, era presente Mohamed Nour Dachan, membro della Coalizione nazionale di sostegno alla rivolta siriana in Italia, ci ha concesso una breve intervista, alla luce delle violente proteste che si susseguono da circa otto mesi.
Qual è il ruolo dei Fratelli Musulmani in Siria oggi?
Allo stato attuale nessun partito politico ha un ruolo preponderante in Siria. Tutti gli schieramenti lavorano insieme per la caduta del regime di Assad, nessuno è escluso da questo processo di transizione. La rivoluzione siriana appartiene al popolo.
Come si può definire l’atteggiamento del governo siriano nei confronti dei Fratelli Musulmani ?
La repressione del regime è uguale per tutti, non importa di quale colore politico. La storia legata ad Hama, ad esempio, rappresenta la storica repressione della famiglia Assad nei confronti dei Fratelli Musulmani.
Come procedono i lavori del Consiglio nazionale siriano e quali sono le parti rappresentate?
I lavori procedono. A oggi sono 7 le parti politiche rappresentate all’interno del Consiglio, tra cui anche i Fratelli Musulmani. Molti degli incontri preparatori si sono svolti in Turchia. Per ora non è stato nominato ancora il nostro rappresentante all’interno del Consiglio.
23 ottobre 2011
