Se l'Iraq e l'Iran venissero uniti da una nuova ferrovia

Alcune imprese iraniane starebbero negoziando con il ministero dei Trasporti iracheni una serie di accordi per effettuare interventi di restauro e manutenzione alla rete ferroviaria nazionale e alle vetture danneggiate dalla guerra, in modo da favorire l'interscambio tra i due paesi (e non solo). 

 

di Giovanni Andriolo

 

Un intervento sulla rete ferroviaria favorirà il collegamento dell’Iran con l’Iraq, permettendo così ai due paesi di creare canali di contatto che legheranno maggiormente i rispettivi flussi commerciali

Secondo quanto riporta l’agenzia stampa del Kurdistan, AKNews, il ministro dei Trasporti avrebbe raggiunto un accordo di massima con l’impresa iraniana Vada Albar. Quest’ultima si occuperà della manutenzione e dello sviluppo del sistema ferroviario iracheno.

L’accordo giunge dopo un esteso negoziato tra la compagnia statale irachena Railways Company e Vada Albar, in Iran, riguardo alla ristrutturazione del sistema ferroviario iracheno e alla manutenzione dei 219 treni danneggiati negli anni turbolenti che ha vissuto il paese.

Secondo il portavoce del ministero, Jawad al-Kharsani, l'intesa principale riguarda la formazione di un gruppo operativo congiunto iracheno-iraniano, che avrà l’obiettivo di identificare il numero di treni danneggiati e il costo della loro manutenzione.

Alcuni giorni prima, AKNews aveva riportato la notizia secondo cui un’altra impresa iraniana, la Waxon Park, sarebbe stata interessata a investire nella Railways Company irachena. Riguardo a ciò, al-Kharsani avrebbe dichiarato che la Waxon Park interverrà dapprima con lavori di manutenzione della fabbrica di Samawa, nell’Iraq centro-meridionale, dopodiché procederà con la rete ferroviaria.

Le notizie degli investimenti iraniani seguono di qualche giorno la dichiarazione del ministero dei Trasporti, secondo cui il governo di Baghdad non avrebbe allocato denaro sufficiente per la realizzazione dei lavori.

Ai primi di ottobre, infatti, il ministero avrebbe spiegato come i 70 miliardi di dinari iracheni (60 milioni di dollari) destinati dal bilancio 2012 allo sviluppo e alla manutenzione della Railways Company irachena non sarebbero "bastati".

Sempre secondo l'AK News, le entrate totali annue del sistema ferroviario sarebbero inferiori a 12 miliardi di dinari iracheni, circa 10 milioni di dollari, mentre le spese raggiungerebbero i 72 miliardi (circa 60 milioni di dollari) per i soli salari dei dipendenti del sistema ferroviario: sei volte tanto le entrate totali della Railways Company.

In tale occasione, al-Khersani aveva spiegato come il ministero, a causa della scarsità delle risorse allocate dal bilancio nazionale, si stesse impegnando ad attrarre compagnie d’investimento per finanziare i progetti ferroviari.

Il sistema iracheno necessita infatti di urgenti riparazioni: già sotto il governo di Saddam Hussein non versava in buone condizioni, ma gran parte dell’infrastruttura è stata definitivamente danneggiata durante la guerra del 2003 e negli anni successivi.

L’arrivo degli investitori iraniani potrebbe essere una soluzione alle carenze delle infrastrutture ferroviarie irachene. D’altra parte, l’avvicinamento dei treni iraniani all’Iraq non è una novità: già all’inizio del 2007 le autorità iraniane avevano annunciato la costruzione di una linea ferroviaria che avrebbe unito i due paesi, partendo da Khorramshahr, nell’Iran sudoccidentale, fino a Basra, nel sud-est dell’Iraq.

Lo sviluppo della rete ferroviaria irachena si preannuncia per l’Iran non soltanto come un’interessante occasione di investimento all’estero, ma anche come la base per un incremento dell’interscambio commerciale tra i due paesi.

Qualora infatti i collegamenti all’interno del paese arabo diventassero più moderni ed efficienti, l’interscambio (e non solo quello) sarebbe sicuramente favorito.

 

18 novembre 2011