Rapporti, dossier e traduzioni
Iraq, petrolio: a rischio la credibilità dei media
I media iracheni parlano di industria petrolifera e settore energetico affidandosi solamente ai comunicati stampa del governo. Dati e informazioni provengono direttamente dalle fonti statali. E la credibilità?
Il 2011 dei difensori dei diritti umani in Medio Oriente e Nord Africa
Nel rapporto di Front Line, il 2011 viene dedicato alla libertà di riunione. È stato questo il diritto maggiormente messo in discussione nel corso dell’anno appena trascorso, ed è proprio questo il diritto che ha permesso ai difensori dei diritti umani di esprimersi. Un diritto che è stato conquistato e riaffermato con la forza del popolo, soprattutto in Medio Oriente e Nord Africa.
Yemen: "nessuna impunità per Saleh", l'appello di HRW
“Saleh ha certamente diritto di ricevere le cure mediche di cui necessita, ma lui e i suoi collaboratori non hanno alcun diritto a un’immunità che li metta al riparo dai processi per crimini internazionali”. In questo rapporto Human Rights Watch denuncia l’incubo vissuto per molti mesi dai dimostranti yemeniti.
Palestina/Israele: un'analisi "post-mortem" del Quartetto per il Medio Oriente
Alla fine di gennaio, dopo cinque round di colloqui esplorativi che si sono svolti in Giordania, israeliani e palestinesi non hanno rispettato il termine per la ripresa dei negoziati diretti imposto dal Quartetto per il Medio Oriente. Usa, Ue, Russia e Onu hanno fallito nel loro intento, dimostrando di non avere più carte nella partita che si gioca in Terra Santa. Ma se non loro chi? Ecco l'analisi di Khaled Elgindy.
I paesi più corrotti della regione Mena secondo Transparency International
Secondo la classifica pubblicata da Transparency International, nel 2011 il paese "più trasparente" della regione Mena è stato il Qatar, che con il suo 22esimo posto ha superato di due posizioni gli Stati Uniti d'America, collocandosi nella colonna più virtuosa dell'intera lista stilata da TI. L'Italia segue la Turchia e precede la Tunisia, mentre l'ultimo arrivato è l'Iraq, che si conferma il paese più corrotto dell'area.
Reporters sans Frontières: la libertà di stampa ai tempi delle rivolte arabe
L’ong francese Reportes sans Frontières ha pubblicato la classifica sulla libertà di stampa nel mondo. Per quanto riguarda il Medio Oriente ci sono delle sorprese: alcuni paesi hanno fatto balzi in avanti, altri sono precipitati indietro e qualcuno è rimasto al proprio posto, sordo ai venti di cambiamento. Sta di fatto che mai come nel 2011 l'informazione è stata così tanto legata a doppio filo con la democrazia.
Repressione in Egitto: ecco tutte le violazioni compiute dai militari
Il processo elettorale in Egitto è stato "venduto" al mondo come "democratico e libero". Tutte ipocrisie: Piazza Tahrir ha sempre saputo che i militari avevano il potere di annullare tutti i sacrifici e di azzerare le aspettative della gente. Ad un anno dalla rivoluzione, un rapporto denuncia lo Scaf e rivela le violazioni dei diritti umani nel paese. Il nemico numero uno resta la libertà di associazione e di parola, divenuta ora illegale. E' urgente che la comunità internazionale si mobiliti.
Il 2012 visto da HRW: "è tempo di abbandonare gli autocrati e abbracciare i diritti"
L’enciclopedico rapporto pubblicato ogni anno da Human Rights Watch, summa del monitoraggio dei diritti umani nel mondo nell’anno appena trascorso, stavolta si apre con un’introduzione sulla Primavera Araba. Evidentemente i fatti mediorientali e nordafricani sono stati straordinari non solo da punto di vista politico, ma anche da quello del rispetto dei diritti dell’uomo.
Iraq: ecco come si privatizza la guerra, partendo dall'Iraq
Un nuovo rapporto fa luce sul drammatico fenomeno delle Private military and security companies (PMSCs). Si tratta di un lavoro realizzato per le Nazioni Unite, che dimostra come l’Iraq sia diventato il paese più privatizzato al mondo in materia sicurezza. E si scopre che in alcuni paesi, dalla Libia alla Gran Bretagna, i 'veri' protagonisti del 2011 sono stati proprio i mercenari.
Amnesty International: un 2011 'irripetibile', ma il 'bottino' è stato magro
È tempo di bilanci. Era il gennaio di un anno fa a dar fuoco alla miccia che avrebbe sconvolto il mondo arabo nei 12 mesi a seguire. Ora Amnesty International fa il punto della situazione. Rivolte, manifestazioni, rovesciamenti di regime. Ma quanto è cambiato nella sostanza? Il bottino appare magro, grazie anche alla sorprendente "incoerenza" della comunità internazionale.
Siria, Hrw denuncia crimini contro l'umanità e si appella all'Onu
Human rights watch chiede che le violazioni dei diritti umani in Siria siano portate di fronte la Corte criminale internazionale. Ma avverte: d'ora in poi c'è il "rischio” che ampi segmenti del movimento di protesta possano armarsi in risposta agli attacchi delle forze di sicurezza o delle milizie pro-governative, conosciute come Shabeeha.
Petrolio: il saccheggio delle risorse irachene
Londra, 6 novembre 2002. Al Foreign Office si svolge un incontro a porte chiuse tra Michael Arthur della Direzione economica del ministero e Richard Paniguian, responsabile dell'area mediorientale della compagnia petrolifera BP. La guerra in Iraq sembra alle porte, crescono le voci di accordi segreti tra Usa, Francia e Russia per la promessa di contratti petroliferi in cambio del sostegno all'attacco.
All'Iraq è rimasto 'solo' il petrolio
Il 20 dicembre 2011, la IEITI - l'Iniziativa per la trasparenza dell'industria estrattiva irachena (Iraqi extractive industries transparency initiative) - ha diffuso il rapporto sulla concordanza delle entrate del settore petrolifero in Iraq nel 2009. Si tratta di un documento molto importante, poiché fa luce sia sull'importanza dei proventi dell'oro nero che sulla sua gestione.
Prima e dopo il 2003, in Iraq le vittime sono sempre le donne
I numeri di questa tragica realtà sono il risultato di una ricerca sul campo durata tre anni, durante i quali sono state raccolte numerose testimonianze dirette, anche grazie all'intermediazione delle organizzazioni femminili.
Iraq: minoranze ancora nel mirino, continua la persecuzione
La lettura del rapporto 2010 dell’Iraq Minorities Organization (IMO) a cura di Mumtaz Lalani dal titolo “Ancora nel mirino: continua la persecuzione delle minoranze in Iraq” è realmente ricco di dati importanti. Parliamo infatti di bahá’í, cristiani, armeni, comunità di colore, caldei assiri, circassi, Kaka’i, curdi faili, palestinesi, comunità ebraica, comunità shabak, rom, turkmeni, mandei sabei e yazidi.
Yemen: "salvate le spose bambine"
Le ultime avevano solo 11, 12, e 13 anni. Bambine convolate a nozze con tre fratelli, in un matrimonio combinato nelle aree rurali dello Yemen. Ma è tutt'altro che un'eccezione. Secondo Human Rights Watch, quasi la metà di tutte le donne del paese sono diventate mogli quando ancora non erano adolescenti.
La Turchia e il Medio Oriente: una strategia vincente?
Un'analisi attenta e ampia sul ruolo che la Turchia sta giocando, o meglio che ha scelto di giocare, in Medio Oriente e Nord Africa. Oltre alle "vittorie" del primo ministro Recep Tayyip Erdogan, si guarda ai "punti deboli" del suo ambizioso progetto.
"Le nuove dinamiche interne alla Siria" viste dall'ICG
La 'fluida drammaticità' della situazione siriana rende ancora impossibile comprendere verso quale destino si stia incamminando il paese. Luci e ombre di una crisi viste dall'International Crisis Group.
Libia e Libano: li chiamano "interventi umanitari"
L'articolo 11 della nostra Costituzione recita: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". Eppure le nostre truppe continuano a essere coinvolte in interventi che vengono definiti "umanitari", ma che invece autorizzano "l'uso discrezionale della forza", come è accaduto in Libia.
HRW sulla Palestina: tra Fatah e Hamas, quattro lunghi anni di guerra intestina
Alla luce dell'imminente formazione di un nuovo esecutivo di unità nazionale palestinese, vi proponiamo la lettura di un rapporto del 2008 di Human Rights Watch, che tratta degli abusi e delle violenze perpretate da Hamas e da Fatah, l'uno contro l'altro, rispettivamente nella Striscia di Gaza e nella West Bank.
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