Punti di vista

Donne tra democrazia e dittature

Fino alla metà del ventesimo secolo i dittatori mediorientali "liberavano" le donne nei giorni buoni, per poi ritrattare da populisti mascherati da democratici quali erano. I successi elettorali dei partiti islamici in Egitto, Tunisia e Marocco non hanno fatto che accrescere le preoccupazioni circa le politiche e le leggi rigurdardanti la famiglia e le questioni di genere, e questo nonostante le rassicuranti dichiarazioni dei loro leader (nuovi e vecchi).

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La democrazia nel Golfo? Prima bisogna toccare il fondo

I venti della 'Primavera' non soffieranno sulla penisola araba, almeno per ora. Secondo il giornalista Sooud Sultan Al Qassemi esiste una rete di interessi così potente da resistere a ogni tentativo di riforma politica, fatta di tribù, religione, monopoli e giornalisti asserviti al potere.

Un brindisi al capitano della ‘Concordia’ israeliana

La democrazia israeliana si è già incrinata, la nave sta su un fianco, sta imbarcando acqua e  rischia di affondare – e i capitani stanno ‘coordinando’. In questo articolo, Gideon Levy traccia un drammatico parallelo tra le due situazioni, sottolineando come - secondo gli esperti - grandi navi come la Concordia non dovrebbero mai affondare. Eppure...

Tunisia: incontro la sindacalista Najoua Makhlouf

Dall’aprile 2010, Najoua Makhlouf è la coordinatrice della Commissione nazionale della donna operaia dell'Unione generale tunisina del lavoro (UGTT), il principale sindacato del paese. E' iscritta dall’ormai lontano 1993. La incontro in un hotel che nei mesi scorsi ha accolto i numerosi feriti provenienti dalla Libia e ci confrontiamo sull’attuale situazione della Tunisia, e delle donne nel mondo del lavoro.

Siria, Libano, Iran e Iraq, un intreccio da risiko: se cade Damasco conseguenze su tutta la regione

Cosa succederebbe se alla fine, come quasi tutti danno per scontato, il regime del presidente siriano Bashar al-Assad dovesse cadere? L’interrogativo non ha facili risposte.C’è chi ha detto che la Primavera araba si è fermata in Siria: paese complesso, che porta segnati i passaggi della storia, di popoli e religioni diverse.  

 

 

La Primavera Araba vista dall’Africa, dove si teme per 'l'arsenale libico'

Penso che gli unici vincitori per il momento siano i tunisini, gli egiziani e i libici che si sono guadagnati il diritto supremo di scegliersi i propri governanti. I partiti islamici trionfatori devono ancora soddisfare le aspettative del popolo e riuscire proprio là dove i loro predecessori non sono riusciti. Sappiamo che la democrazia non può essere costruita nel giro di una notte.
 

Dall'Autunno Sovietico alla Primavera Araba, il problema resta "l'Occidente"

Un’analisi della Primavera Araba alla luce dell’Autunno Sovietico: similitudini e differenze tra la caduta dei regimi comunisti dell’Europa Centrale negli anni Novanta e la caduta delle dittature arabe dello scorso 2011. Secondo Matyas Eorsi c’è più di un motivo per essere scettici circa le previsioni degli analisti politici e perfino di quelle dei servizi di intelligence.

L’Egitto non può (e non deve) essere una teocrazia

"Nonostante la vittoria alle elezioni, i Fratelli Musulmani devono trovare un equilibrio nella relazione tra religione e Stato". Lo scrive Ayman El-Amir, ex-corrispondente di Al-Ahram a Washington, che da una parte si schiera con "quei giovani che hanno issato le bandiere credendo di consegnare la rivoluzione in mani sicure", e dall'altra accusa i militari di "controrivoluzione".  

Giordania: far cadere un governo è abbastanza facile, ottenere riforme meno

Mentre l’anno volge al temine, nei giorni scorsi mi sono messo a riflettere sugli eventi degli ultimi 12 mesi. In questo discorso sociale bipolare, in cui le persone di suddividono tra ottimisti e pessimisti, negativi e positivi, bianchi e neri, con noi o contro di noi, leali o sleali, questo o quello – ho tentato di fare del mio meglio per restare nel mezzo; lasciando che il realismo trionfasse sopra ogni cosa. Questa è forse la più grande lezione che personalmente ho appreso dalla leadership hashemita negli ultimi cinquant’anni o giù di lì.

Che cosa sta realmente accadendo in Iraq?

Gli attentati di Baghdad sono solo l'ultimo esempio della crescente tensione interconfessionale in Iraq. Il tono dello scontro è stato dettato dalla battaglia in atto proprio nel cuore del governo iracheno. Ma si tratta di una contrapposizione che riflette il più ampio conflitto tra l'Iran e la Turchia rispetto alla situazione siriana.

E se il Medio Oriente non fosse mai stato decolonizzato?

Se c’è una parte del mondo che non è mai stata completamente decolonizzata, quella è il Medio Oriente. Partendo da questa premessa, Seumas Milne fa coincidere il giorno della caduta di Hosni Mubarak in Egitto con l’inizio di una “implacabile controrivoluzione” delle potenze occidentali e dei loro alleati del Golfo, nel tentativo disperato di schiacciare o comunque manipolare le rivoluzioni arabe.
 

Turchia: "terra di repressione progressista"

C'è un sempre più crescente divario fra chi promuove la Turchia di oggi come una 'democrazia' e quanti vivono sulla propria pelle la stessa Turchia come terra di detenzioni arbitrarie, repressione politica e distruzione militare.

Egitto, Alaa Al-Aswani: "era troppo bello per essere vero"

L'incontro di Robert Fisk con Alaa Al-Aswani, dentista e autore di “Palazzo Yacoubian”, così come di altri importanti scritti, l’ultimo dei quali dedicato a piazza Tahrir. Si parla di rivoluzione e controrivoluzione nell'Egitto post-Mubarak.

Siria: intervista allo scrittore siriano Shady Hamadi

“Come i poeti proverò a scappare, a evadere da una prigione, a fare della strada su cui fuggo la vostra via e a portarvi con me alla meta” (Voci di anime – S. H.). Shady Hamadi è nato il 23 maggio 1988 a Milano, da padre siriano e madre italiana. Scrittore giovanissimo, è figlio di un dissidente politico torturato ed esiliato.

Siria: intervista a Domenico Losurdo

La crisi siriana vista da Domenico Losurdo*, ordinario di Storia della filosofia presso l'Università degli Studi di Urbino, presidente (dal 1988) della Internationale Gesellschaft Hegel-Marx für dialektisches Denken e membro del Comitato scientifico dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.

 

 

Palestina: intervista ad Amira Hass

Amira Hass è l’unica giornalista ebrea israeliana che vive nei Territori Palestinesi. Dalla “prigione a cinque stelle” di Ramallah denuncia le contraddizioni del potere raccontando storie di tutti i giorni, per il quotidiano israeliano Haaretz e la rivista italiana Internazionale. Non vuole parlare del conflitto israelo-palestinese, ma “dell’occupazione israeliana, perché è di questo che si tratta”.

Il lungo inverno persiano: intervista al Professor Michele Brunelli

Lo sconvolgimento geopolitico che ha attraversato tutto il 2011 con molta probabilità caratterizzerà anche per l’anno che sta per arrivare. Sembra che la 'primavera araba' sia destinata a trasformarsi in un lungo 'inverno persiano'. Ne parliamo con Michele Brunelli*.

Egitto: tra elezioni e proteste, l'incognita della 'transizione'

In Egitto una seconda, lunga e determinata fase di contestazioni sembra aver disorientato ancora di più che in passato gli analisti, mentre il processo elettorale prosegue. Ne riflettiamo con Gennaro Gervasio, professore alla British University del Cairo, che sta seguendo in prima persona gli avvenimenti di questi ultimi mesi.

Egitto: "I giovani di piazza Tahrir tenuti ai margini del processo elettorale"

Ancora morti in Egitto. I manifestanti sono scesi di nuovo in piazza contro il governo militare. Ormai si contano diverse vittime e centinaia di feriti. Gennaro Gervasio, dal Cairo, racconta: "A protestare sono soprattutto gli attori sociali rimasti ai margini del processo elettorale". Tra gli esclusi, anche i giovani di piazza Tahrir.

Siria: il pericolo è la "libanizzazione" del paese

Intervista a Wasim Dahmash*. Il professore dichiara: “In Siria, il movimento di protesta non è una creazione degli americani o degli israeliani. La teoria del complotto non sta in piedi”. E soprattutto spiega perché la repressione va avanti da così tanto tempo. C'entra anche la Nato.