Punti di vista

Algeria. La questione amazigh è ancora d'attualità

In occasione della "giornata mondiale per la diversità culturale" parliamo dello stato delle rivendicazioni linguistiche berbere nel contesto nordafricano.

Israele e la Nakba: voce del verbo "ricordare"

“Non voglio essere un occupante: l’unico modo per resistere è riconoscere la Nakba e il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi”. Intervista a Eitan Bronstein, direttore dell’organizzazione israeliana "Zochrot", che si batte affinché in Israele si diffonda la consapevolezza di ciò che avvenne 65 anni fa. “E’ da noi che deve iniziare il cambiamento", spiega, "perché è nostra la responsabilità del '48”. 

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A Parigi, nella prima moschea 'inclusiva' d'Europa

Era novembre quando i giornali francesi raccontavano la storia di Ludovic-Mohamed Zahed, imam omosessuale, sposato e fondatore della prima moschea ‘inclusiva’ di Parigi. Lo incontriamo a distanza di qualche mese dall’inizio di questa esperienza. 

Marocco/Sahara Occidentale. Il prezzo dell’autoritarismo

Il Marocco non ha saputo approfittare di due occasioni storiche: la successione al trono e la locale primavera del 2011. Eppure soltanto un processo di democratizzazione credibile aprirebbe le porte al riconoscimento della sovranità di Rabat sul Sahara Occidentale. Due voci indipendenti si esprimono senza temere le "linee rosse" del regime.

Palestina. Sotto occupazione, dove “qualsiasi politica economica fallirebbe”

“Senza libertà di movimento qualunque impresa, palestinese o straniera, non ha incentivi ad investire perché non ne trarrebbe alcun vantaggio.” Intervista ad Ali Dreidi, giovane economista dell’Anp per parlare del futuro del governo, di economia e di quell’occupazione “che ci fa vivere in una prigione aperta”.

Salafismo in Tunisia: intervista a un membro di Ansar al-Sharia/2

In questa seconda parte della lunga intervista realizzata da Fabio Merone, il militante di Ansar al-Sharia racconta le specificità del contesto in cui il suo movimento è nato e cresciuto, spiegandone il funzionamento interno, i valori, gli obiettivi. 

Salafismo in Tunisia: intervista a un membro di Ansar al-Sharia/1

Un membro di Ansar al-Sharia, movimento jihadista-salafita nato nei giorni della rivoluzione tunisina, spiega la sua visione del mondo. Partendo dal vissuto personale che l'ha portato ad abbracciare la causa del jihadismo internazionale. Prima parte.

Libano, tra elezioni e crisi siriana. Intervista ad Ayman Mhanna

Cosa accade nel paese dei cedri? Lo abbiamo chiesto ad Ayman Mhanna*, ricercatore, politico e profondo conoscitore delle logiche libanesi. 

Egitto. L’equilibrio di potere si gioca al valico di Rafah

Quando in Egitto Morsi è stato eletto presidente molti in Palestina hanno festeggiato. Ma l’impegno della Fratellanza verso la questione, da quando è salita al potere, è stato discutibile. E' da Rafah che passano ancora gli equilibri di potere regionali: l’analisi di Electronic Intifada

Tunisia. Se il governo cede sovranità al FMI

Documenti riservati rivelano come la Tunisia sia sul punto di subappaltare la gestione dell’economia all'FMI e alla Banca mondiale: “La Troika preferisce lasciare a istituzioni straniere il compito di costruire la sua politica economica, invece di dare fiducia alle competenze nazionali”. L’analisi di Nawaat.

Se Maliki cambia (l'Iraq) per sempre

Il bilancio iracheno 2013 è stato approvato dal Parlamento di Baghdad il 7 marzo. E di per sé questo non è strano. Ma ciò che è senza precedenti è il modo in cui è stato approvato.

Siria. Tra distruzione e ricostruzione

"Il movimento sociale siriano deve essere consapevole della necessità di creare un'economia sostenibile". Partendo dall’Iraq, il ricercatore libanese Nizar Ghanem parla già di transizione post-conflitto e fa un appello ai siriani: rifiutate l’approccio neoliberista.

L'Egitto tra crisi, austerity e default

Il pessimo stato di salute delle riserve estere fa capire la gravità della crisi economica egiziana. Ora l'FMI dovrebbe essere più realistico su cosa può aspettarsi: l’austerità non ha funzionato in Europa ed è improbabile che possa funzionare in Egitto.  

Iran. Anno 1392: la guerra è già cominciata

Il 20 marzo, in Iran è iniziato il 1392. Un anno importante per Teheran, tra sanzioni, crisi economica, disoccupazione, nucleare ed elezioni presidenziali. Tra gli altri, sono arrivati anche gli auguri di Obama, che alla vigilia della partenza per Israele ha indirizzato il suo consueto messaggio al popolo e ai governanti iraniani. Offrendogli la sua 'ricetta' per uscire dall'isolamento.

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Afghanistan. Se la riconciliazione è un salto nel buio

Non tutti vedono di buon occhio il processo di pace in atto nel paese. Per l'attivista politica ed ex ministro, Massouda Jalal, rischia infatti di diventare “il lasciapassare per ulteriori violazioni dei diritti umani”. E lancia un appello alla comunità internazionale.

Tunisia. Il prestito del Fmi, tra Stato 'mendicante' e popolo impoverito

Non sono solo l'aumento della violenza o lo scontro politico a rendere incerto il futuro tunisino. La crisi economica e le ricette prospettate dagli organismi della finanza internazionale, come in Egitto e Marocco, minacciano la stabilità e la ripresa del paese. L’analisi di Nawaat.

Tunisia. Abbandonati da Bourguiba, ignorati da Ben Ali e dimenticati dopo la Rivoluzione

Il 14 marzo in centinaia hanno partecipato ai funerali di Adel Khadiri, il giovane venditore ambulante che si è immolato a Tunisi. La rabbia torna a esplodere nelle regioni dimenticate della Tunisia: le stesse che “hanno sacrificato i propri figli sull’altare della Rivoluzione”. 

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Egitto. Il voto degli studenti/2

“(I Fratelli) non potranno avere la presidenza e il controllo del sindacato studentesco", esclama felice Shaymaa Hosny, studente di odontoiatria presso l'università di Ain Shams. 

Afghanistan: dove regna il caos e il bottino è il privilegio

La corruzione e le divisioni etniche e tribali impediscono all'Afghanistan di costruirsi un futuro democratico e di pace. Lo studioso Zaman Stanizai spiega perché, ormai, nessuna delle parti può essere lasciata fuori dal processo politico in corso.

 

Il Qatar si avvicina (anche) all’Algeria

Ufficialmente, la visita ad Algeri dell’emiro Hamad aveva lo scopo di rafforzare la cooperazione bilaterale. Ufficiosamente invece, i due paesi sembrano voler approfittare della convergenza dei loro interessi economici in un contesto energetico in rapida evoluzione.