Arab Democratic Nasserist Party (ADNP)
Denominazione ufficiale:
al-Hizb al-‘arabi al-dimuqrati al-nasiri – Arab Democratic Nasserist Party
Organo di stampa:
al-‘Arabi, settimanale in lingua araba.
Data di creazione:
1992
Fondatore/i:
Diya’ al-Din Dawud
L’Arab Democratic Nasserist Party (ADNP) è considerato il continuatore ideologico dell’Arab Socialist Union, il partito del presidente Gamal ‘Abd al-Nasir (Nasser). Dopo la morte di quest’ultimo e la successione di Anwar al-Sadat alla presidenza, i membri del partito nasseriano si dispersero, finendo con il confluire soprattutto in movimenti illegali e anti-sistemici. Le politiche di infitah (apertura) del resto contribuirono a riposizionare l’Egitto, sia sul piano politico e internazionale, quanto su quello economico. Soltanto all’inizio degli anni ’90 il Presidente Mubarak concesse ai fedelissimi del passato regime, tra i quali il fondatore Diya’ al-Din Dawud morto lo scorso 6 aprile, di avere un proprio partito. Attualmente le figure più importanti sono il presidente Samih Ashur eletto durante la prima assemblea di partito successiva alla morte del fondatore, il suo vice Muhammad Abu al-A‘la ed il direttore del settimanale ufficiale al-‘Arabi, Nasir Abu Tawun.
Tutt’ora questo partito si richiama alla linea politica che fu propria del Presidente Nasser e ad alcuni documenti chiave come il Patto Nazionale del marzo 1968.
Come ha sottolineato Joshua A. Stacher, fin dalle sue origini l’ADNP ha posseduto una forte carica anti-imperialista e anti-sionista e, sul versante economico, ha perorato la teoria relativa alla centralizzazione economica ed al ruolo dello Stato nel processo di sviluppo. Si deve notare tuttavia che a partire dal 1995, questo partito è stato l’unico tra i raggruppamenti d’opposizione a riuscire ad eleggere almeno un deputato in Parlamento. A quel modesto ma significativo risultato, si aggiunse alle elezioni del 2000 la conquista di ben 3 seggi che divennero 5 quando due candidati indipendenti scelsero di unirsi ai nasseriani. Nel 2005 era nuovamente uno soltanto il deputato eletto e nel 2010 il partito subì una sconfitta, finendo per non ottenere alcun seggio.
Per quanto riguarda il programma politico, l’ANDP dichiara di voler proteggere le conquiste della rivoluzione del 1952 ovvero i risultati raggiunti a seguito dell’azione degli “Ufficiali Liberi”. Sul piano economico sociale tali traguardi possono essere tutelati attraverso la riconversione del sistema economico liberalizzato dal Presidente Mubarak e dunque dando applicazione ai principi socialisti. Il ruolo dello Stato deve essere dichiaratamente quello di stabilire le regole del sistema economico : aumentare la spesa pubblica e rafforzare il welfare-state. In quest’ottica l’assistenza medica deve rappresentare il principale dei servizi statali mentre nel campo dell’educazione scolastica lo Stato deve impegnarsi a migliorare le condizioni di lavoro degli insegnanti. Il partito chiede anche un aumento degli investimenti nel settore della ricerca scientifica ed un potenziamento del ruolo delle donne in tutte le aree della sfera pubblica.
Per quel che concerne la politica estera, l’ADNP si oppone alla normalizzazione dei rapporti con Israele e pone enfasi sulla risoluzione della questione palestinese che secondo il partito può essere realizzata soltanto dall’espulsione di tutte le forze occupanti, non solo dalla Palestina ma da tutti i territori arabi.
Riferimenti:
Joshua A. Stacher, « Parties Over: The Demise of Egypt’s Opposition Parties», British Journal of Middle Eastern Studies, Vol. 31, No. 2, 2004, p. 215-233.
Joshua A. Stacher, « A democracy with fangs and claws and its effects on Egyptian political culture», Arab studies quarterly, Vol. 23, No. 3, 2001, p. 83-99
(a cura di Pietro Longo)
