Il 10 maggio gli algerini si recheranno alle urne per eleggere la nuova assemblea nazionale (camera bassa) e le formazioni islamiche, spinte dalle vittorie in Tunisia, Marocco ed Egitto, sembrano le più accreditate per spezzare il monopolio di governo del tandem FLN-RND. Quale cambiamento riuscirà ad innescare l'appuntamento elettorale, presentato dalle autorità come la chiave di volta di un "lungo processo di riforme", ma poco o nulla sentito dalla popolazione? Ne parliamo con Karima Direche (CNRS), ricercatrice al Centre Jacques Berque di Rabat e autrice di numerose pubblicazioni [1] sui movimenti di contestazione in Algeria. L'intervista [2] con la professoressa Direche è anche l'occasione per tornare sulle rivolte che avevano infiammato Algeri ad inizio 2011 e per capire quali ripercussioni ha avuto la "primavera araba" nel paese.