Palestina/Israele: un'analisi "post-mortem" del Quartetto per il Medio Oriente
Alla fine di gennaio, dopo cinque round di colloqui esplorativi che si sono svolti in Giordania, israeliani e palestinesi non hanno rispettato il termine per la ripresa dei negoziati diretti imposto dal Quartetto per il Medio Oriente. Usa, Ue, Russia e Onu hanno fallito nel loro intento, dimostrando di non avere più carte nella partita che si gioca in Terra Santa. Ma se non loro chi? Ecco l'analisi di Khaled Elgindy.
Gli incontri sono stati l'ultimo tentativo da parte dei "giocatori più potenti del processo di pace in Medio Oriente" (Stati Uniti, Unione Europea, Russia e Nazioni Unite) per guidare le parti verso un accordo.
Il loro fallimento rappresenta un altro duro colpo per tutti gli attori coinvolti.
E' giunto il momento di ripensare il ruolo del Quartetto nel processo di pace? E se non loro, allora chi?
A queste domande risponde l'analisi "Post-Mortem" scritta da Khaled Elgindy e dedicata al 'ciclo di vita' dell'organismo composto dalle potenze più importanti del mondo.
Nella sua conclusione, l'autore raccomanda un approccio multilaterale alla questione israelo-palestinese.
Per leggere l'analisi clicca qui.
10 febbraio 2012
Proprio a ridosso del 26 gennaio, termine fissato lo scorso settembre dal Quartetto (Usa, Russia, Onu e Ue) per la fine dei colloqui preliminari tra Israele e Autorità palestinese, l’inviato del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Isaac Molho, ha illustrato al suo omologo palestinese Saeb Erekat la posizione di Israele sui confini di un futuro Stato palestinese. Secondo fonti ufficiali (riportate dal quotidiano israeliano Haaretz), Molho ha presentato solo verbalmente alcuni principi generali, senza mostrare un documento o delle percentuali di territorio da 'scambiare'.
“Un tentativo israeliano di ostacolare la riconciliazione palestinese” e “un’abuso senza alcuna giustificazione legale”. Così l’ufficio del presidente del Consiglio legislativo palestinese (Clp) ha commentato l’ordine di detenzione amministrativa della durata di sei mesi, emesso ieri dal tribunale militare israeliano di Ofer, ai danni del portavoce del Clp e membro di Hamas, Aziz Dweik.
Un rapporto dell'Unione Europea, visionato dal quotidiano britannico The Independent, rivela la preoccupazione per la continua colonizzazione della Cisgiordania da parte di Israele che, con le sue politiche, "sta chiudendo la porta alla speranza di una soluzione a due Stati". E mostra il pessimismo europeo sulla speranza che lo Stato palestinese sia finalmente riconosciuto.
Il 3 gennaio ad Amman, in Giordania, si è svolto il primo incontro tra negoziatori israeliani e palestinesi dopo oltre 15 mesi di stallo nelle trattative. Una concessione del presidente Abbas alle pressioni del 'Quartetto', che però ha portato ad un nulla di fatto. Intanto, dal carcere, il leader Marwan Barghouti scrive una lettera aperta al suo popolo per spingerlo alla resistenza nonviolenta.