Palestina, se "il loro destino è nelle nostre mani"
Il 17 maggio tutto il mondo è chiamato a uno sciopero della fame di 24 ore in solidarietà con gli oltre 2000 prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. Pubblichiamo l'appello lanciato dai Comitati popolari di resistenza nonviolenta.
"Dal momento che Israele continua a rifiutarsi di accettare le richieste dei prigionieri che rivendicano i loro diritti fondamentali, tra cui un trattamento umano, molti di loro stanno rischiando di morire mentre il mondo assiste in silenzio.
I prigionieri hanno deciso di vivere con dignità o di morire di fame nelle loro celle d'isolamento, quindi serve urgentemente una mobilitazione generale per rompere questo silenzio assordante!
Il 17 maggio - a un mese dall'inizio del digiuno, è indetto uno sciopero della fame globale di 24 ore davanti ad ambasciate e consolati israeliani e agli uffici delle Nazioni Unite".
Più di due settimane fa, circa 2000 prigionieri palestinesi hanno lanciato uno sciopero della fame ad oltranza. Ora, Thaer Halahleh e Bilal Diab - che digiunano da più di 70 giorni - sono in condizioni gravissime.
Tra le rivendicazioni, ricordiamo la fine della politica di isolamento, della detenzione amministrativa, il diritto (negato da oltre 6 anni) alla visita dei familiari, l'annullamento della legge 'Shalit', che limita l'accesso ai materiali didattici come misura punitiva, e infine il rifiuto per l'umiliazione sistematica, comprese le perquisizioni arbitrarie, le incursioni notturne e le punizioni collettive.
Recentemente anche Human Rights Watch ed Amnesty International si sono espresse duramente contro la detenzione amministrativa e a favore del giusto processo, chiedendo il rilascio immediato di Bilal Diab e Thaer Halahleh.
Sottolineando come il carcere rappresenti una componente essenziale del sistema israeliano di occupazione, colonialismo e apartheid del popolo palestinese, la società civile palestinese e le organizzazioni dei diritti umani chiedono un'intensificazione della campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (Bds), in particolare nei confronti del G4S, la più grande società internazionale di sicurezza del mondo, che guadagna sulle violazioni israeliane del diritto internazionale.
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Firmato:
Popular Struggle Coordinating Committee
Palestinian BDS National Committee (BNC)
15 maggio 2012
