Palestina. Il 28 aprile Angelo avrebbe compiuto trent'anni

E' stato ucciso a Gerusalemme il 10 agosto 2006, da un giovane palestinese di Nablus. Il ricordo di Luisa Morgantini.

 

 

Studiava giurisprudenza, era attivo in diversi gruppi e movimenti, viveva a Monterotondo.

Era partito quell'estate del 2006, come volontario in un campo di lavoro, organizzato dall'Arci, nella città vecchia di Gerusalemme presso "La torre del Fenicottero", per stare con i bambini e le bambine del centro, ma anche per preservare quel luogo dalla confisca che continuamente i coloni israeliani minacciano di fare.

I suoi genitori, Silvana e Michelangelo, la sorella Romina, e gli amici hanno costituito il  25 settembre 2007, a Monterotondo, la Fondazione Angelo Frammartino ONLUS che promuove i valori della pace, della nonviolenza e della solidarietà.

Subito dopo il suo assassinio, i suoi genitori hanno affrontato il dolore con dignità e profonda umanità.

Sono stata con loro a Gerusalemme, ed abbiamo incontrato i palestinesi del centro la Torre del Fenicottero, ma anche il Parent's Circle, parenti palestinesi e israeliani di vittime della violenza, ma che insieme dicono mai più violenza né occupazione militare.

E' stato molto doloroso e difficile per loro, ma hanno ritenuto che questo fosse il modo giusto di ricordare Angelo, la sua gioia di vivere e il suo amore per l'umanità e la giustizia.

Le iniziative della Fondazione sono moltissime e Gigi Bassoli è una delle persone più attive (www.angeloframmartino.org).

Il 28 aprile, alla presenza di molti studenti delle scuole superiori, è stato celebrato il FrammaDay. Sono state presentate le ricerche condotte dalle vincitrici delle quattro borse di studio che la Fondazione mette a disposizione. Quest'anno sui temi della pace, della solidarietà, dei diritti e della nonviolenza.

Una di queste tesi, era sulla Palestina, sulla resistenza nonviolenta, sui comitati popolari e sui combattenti per la pace. La ricerca è stata fatta da Maria Chiara Riolo, ed io ho fatto la tutor e presentato insieme a lei la ricerca. E i ragazzi e le ragazze della scuola hanno suonato e poi un concerto e tanto altro.

I genitori di Angelo erano presenti con la ferita ancora aperta, la sorella Romina ha avuto un bimbo che ha chiamato Matteo, non ha voluto chiamarlo Angelo perchè, ha detto, lui deve essere se stesso. Grande Romina.

Ho voluto ricordare Angelo perché il suo esempio e quello della sua famiglia ci insegnano, o almeno mi insegnano, quanto sia grande l'animo umano.

Angelo non avrebbe dovuto morire, nessuno dovrebbe morire in quel modo. Mi piace ricordarlo così come lo avevo visto quell'estate, mentre presentava un mondo colorato, con un allegria contagiosa ed i bambini che ridevano della sua faccia a colori.

Grazie Angelo. Che la terra continui ad esserti lieve.

 

Luisa Morgantini

 

www.assopacepalestina.org

 

30 aprile 2012