Palestina: dal comune di Napoli una "condanna morale e politica" per la Pizzarotti
Il Consiglio comunale di Napoli ha votato e approvato a maggioranza un ordine del giorno* in cui si "esprime condanna morale e politica nei confronti della ditta Pizzarotti & C. S.p.A. per la partecipazione ai lavori per la costruzione della A1 Gerusalemme-Tel Aviv". Pubblichiamo il comunicato stampa della Campagna "Libera Napoli dalla Pizzarotti!" sulla vicenda che veda un'azienda italiana coinvolta nella violazione dei diritti umani in Palestina.
La nuova linea ad alta velocità è infatti "ad uso esclusivo della popolazione israeliana, in quanto percorre 6,5 km attraverso la Cisgiordania occupata, con la confisca di proprietà privata palestinese nei villaggi di Beit Iksa e Beit Sourik, inclusi terreni agricoli riconosciuti dalla Corte suprema israeliana come 'risorsa fondamentale per la sussistenza' delle comunità".
Pertanto, "la linea ferroviaria A1 è in violazione del Diritto internazionale umanitario e dei Trattati internazionali sui Diritti Umani, tra cui la IV Convenzione di Ginevra, in particolare l'art. 53 che vieta 'alla potenza occupante di distruggere beni o mobili o immobili appartenenti individualmente o collettivamente a persone private, allo Stato o a enti pubblici, a organizzazioni sociali o a cooperative, salvo nel caso in cui tali distruzioni fossero rese assolutamente necessarie dalle operazioni militari', in questo caso le distruzioni sono attuate per la costruzione di infrastrutture permanenti inaccessibili alla popolazione locale".
"Con questo atto simbolico e di impegno, il Consiglio comunale ha dato segno di responsabilità nell'azione per la pace e la giustizia, anche nell'ambito dei ristretti limiti dell'amministrazione locale, laddove però prendono alimento e conferma le ramificazioni sempre più pervasive di scelte politiche condannate dal Diritto internazionale e che tuttavia le Istituzioni preposte non hanno la forza di sanzionare e fermare".
"Di recente l'Onu ha emesso altre nove risoluzioni contro il mancato rispetto del Diritto internazionale da parte d'Israele, ma senza conseguenza alcuna".
"L'ordine del giorno votato è anche una risposta ai cittadini e cittadine ed organizzazioni di attivismo civile che da qualche mese hanno dato vita alla Campagna 'Libera Napoli dalla Pizzarotti!' ed hanno portato avanti una raccolta di firme per l'esclusione della ditta Pizzarotti da futuri appalti, finché non conformerà il proprio comportamento anche all'estero alla normativa a difesa dei diritti umani e specificamente dei palestinesi".
"La Campagna cittadina rientra in quella più ampia, di dimensioni nazionali ed internazionali, su cui è possibile documentarsi al sito www.stopthattrain.org".
"La decisione del Consiglio comunale di Napoli si basa sulla difesa dei diritti umani e segue l'esempio del Consiglio comunale di Rho e della Deutsche Bahn, società delle ferrovie tedesche, che su indicazione del ministro dei Trasporti tedesco si è ritirata dal progetto A1 nel mese di marzo 2011".
"Il Consiglio comunale di Napoli è il secondo in ordine di tempo ad aver accolto l'invito della Campagna nazionale a sollecitare la Pizzarotti a ritirarsi dall'ennesimo progetto israeliano di colonizzazione della Cisgiordania ed, in ultima istanza, di espulsione indiretta della popolazione civile palestinese".
"Lo scorso 1 dicembre, il Consiglio comunale di Rho aveva approvato un analogo documento. Entrambi i documenti impegnano l'Istituzione a comunicare alla Pizzarotti & C. SpA il contenuto della risoluzione".
"Il testo napoletano impegna inoltre il sindaco e la giunta 'a valutare la possibilità di inserire nel regolamento per la partecipazione a bandi comunali per l'esecuzione di opere pubbliche (...) la clausola che escluda la partecipazione di aziende e soggetti economici che operino in violazione dei diritti umani e/o in contrasto con il diritto internazionale; ad inserire in ogni contratto, di qualsiasi tipologia, la clausola obbligatoria 'tale contratto verrà annullato se la ditta contraente risulterà implicata in conclamata violazione del diritto e delle Convenzioni internazionali'".
"In tal modo il Comune di Napoli ha dato nuova consistenza al proprio riconoscimento dello Stato di Palestina, che ha bisogno innanzitutto di non vedersi erodere continuamente territorio su cui esistere dall'occupante israeliano".
"Il Consiglio, inoltre, ha saputo cogliere dalla vicenda specifica occasione per ampliare il proprio impegno di vigilanza civile internazionale sugli atti ordinari che è chiamato a compiere".
"Siamo orgogliosi del Consiglio del Comune di Napoli, che ha saputo accogliere istanze di rispetto del diritto internazionale a tutela dei diritti dei Palestinesi di cui ci siamo fatti portavoce presso di esso".
"Siamo soddisfatti del proficuo rapporto di dialogo che abbiamo instaurato con esso, nel rispetto dei differenti ruoli. Ringraziamo tutto il Consiglio Comunale per aver, a vario titolo, contribuito ad un atto di responsabilità internazionale. Ringraziamo tutte e tutti i consiglieri che hanno voluto, con l'ordine del giorno sulla linea veloce A1 Tel Aviv Gerusalemme ed il coinvolgimento in essa della ditta italiana Pizzarotti, ribadire la volontà di pace, che può allignare solo nella giustizia, della nostra città".
"Oltre alle facili parole, il Consiglio comunale, consapevole dell'intreccio profondo che lega anche i gesti quotidiani di amministratori locali e le dinamiche internazionali, ha assunto con coraggio posizione in relazione alle proprie responsabilità, convergendo con l'azione di tanti cittadini napoletani che si mobilitano per il riconoscimento dei diritti del popolo palestinese e che chiedono per essi la fine dell'occupazione, della colonizzazione e dell'apartheid".
* L'ordine del giorno era stato presentato dai Consiglieri Fucito (FdS), Vasquez (N èT ), Moxedano (IdV), Borriello (SEL), Fiale (PD).
Comunicato stampa della Campagna "Libera Napoli dalla Pizzarotti!".
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14 febbraio 2012
Martedì prossimo i Comitati per la resistenza popolare nonviolenta palestinese tenteranno di rompere l'apartheid e salire sugli autobus dei coloni che illegamente entrano nella Cisgiordania e che collegano le colonie a Tel Aviv o a Gerusalemme. Si tratta di un'azione ispirata a quelle dei movimenti per i diritti civili negli Stati Uniti.
“Quello israeliano è un regime di apartheid con un sistema istituzionalizzato per l’esercizio del dominio”. Cape Town, Sud Africa: a parlare sono le conclusioni di giuristi, premi Nobel per la Pace, parlamentari europei, ex capi di Stato e ambasciatori, che si sono riuniti dal 5 al 7 novembre per la terza volta consecutiva dall’inizio del 2010 in quella struttura civile, popolare e internazionale nota come Tribunale Russell per la Palestina (TRP).
A Beith Sahour ha sede l’Alternative Tourism Group (ATG), un'associazione impegnata a diffondere un'informazione critica della storia, dei luoghi, della cultura e della politica per coloro che vanno in Palestina e Terra Santa. Recentemente l'ATG ha prodotto una pregevole guida, tradotta in italiano dalla Rete romana di solidarietà al popolo palestinese.
2 novembre 2011 - Due navi, chiamate “Freedom Waves to Gaza”, si trovano ora in acque internazionali per raggiungere Gaza. A bordo 27 civili di 9 diverse nazionalità, incluso un palestinese proveniente dai Territori dell'48. Si tratta di un altro tentativo nonviolento di infrangere l'assedio illegale che pesa sulla Striscia, L'appello dell'International Solidarity Movement.
Neanche i libri per i bambini vengono risparmiati dalla censura israeliana, soprattutto se rischiano di plasmare le menti delle future generazioni palestinesi.