Palestina: a rischio demolizione 'la scuola dei beduini'

Frattini farà qualcosa per salvare la scuola di 'gomma' costruita dagli italiani e ora a rischio demolizione per via della richiesta avanzata dai coloni alla Corte suprema israeliana? A breve l'istituto 'Khan al Amar' potrebbe diventare un ricordo. 
 

 

 

di Angela Zurzolo

I beduini di Khan al Amar, nella periferia di Gerusalemme, rischiano di vedersi sottratta dagli israeliani la scuola costruita dalla ong italiana Vento di Terra.

Lo denunciano gli accademici e ricercatori della campagna per il diritto allo studio e la libertà accademica in Palestina, in una lettera indirizzata al ministro della Difesa israeliano Ehud Barak e al
ministro degli Esteri italiano Franco Frattini.

La scuola è stata costruita, nel 2009, con il sostegno economico del Consolato italiano e della Conferenza episcopale italiana, con una tecnica architettonica che si serve di pneumatici usati. Una simpatica casetta i cui mattoni sono di una gomma che ha percorso tanti chilometri prima di riuscire a regalare ai bambini un rifugio sicuro all'interno del quale imparare a conoscere la speranza.

L'associazione racconta che, ai tanti beduini della zona, "vengono riservati terreni scadenti e degradati, che spesso ospitano le discariche a cielo aperto dei villaggi palestinesi della cintura di Gerusalemme Est.

Le tende hanno fatto posto a baracche realizzate con materiale di riciclo, del tutto simili a quelle delle bidonville delle periferie metropolitane asiatiche ed africane". La scuola costruita dagli italiani, invece, restituisce ai bambini beduini la dignità e si impegna a sostenere il diritto allo studio di questo popolo.

Ora, la scuola costruita per i bambini dei beduini rischia di essere demolita, grazie ad una richiesta presentata alla Corte suprema israeliana dai coloni. 

L'onlus ha lanciato allora una campagna di raccolta firme per impedire che ai bambini della scuola elementare di Khan al Amar vengano tolti gessi, lavagne e banchi. 

La comunità di beduini Jahalin, che ora si trova nella periferia di Gerusalemme, ha già una storia di grandi privazioni. Originariamente semi-nomade, questa comunità è stata espulsa dal territorio di appartenenza - la regione del Naqab - dagli israeliani nell'48. Erano presenti in quell'area sin dal XIX secolo, occupandosi di agricoltura e pastorizia.

Dopo essere stati registrati come rifugiati a Betlemme ed Hebron, si spostarono verso la Valle del Giordano, tra Gerusalemme Est e Gerico, dove ben presto si videro negato il diritto alla transumanza delle greggi, subirono requisizioni forzate delle terre e la distruzione dei loro accampamenti.

A Kan al Amar ci furono confische degli animali e arresti tra i capofamiglia, fino alla
richiesta di allonranarsi da quel territorio ed assimilarsi alle altre comunità esistenti.

Durante la Seconda Intifada, la distruzione delle case dei beduini si fece sempre più massiccia. Ora, i beduini rischiano di rivivere un incubo con la minaccia della demolizione della loro scuola elementare, grave rischio che espone le nuove generazioni di una comunità all'impossibilità di riscatto sociale e culturale.

"Denunciamo come la distruzione della scuola rappresenti simbolicamente e fisicamente il tentativo di rendere impossibile lo sviluppo delle comunità palestinesi. Siamo altresì indignati dai piani israeliani per l'espulsione dei palestinesi dalle aree "C" che Israele intende annettere, mentre la giurisdizione su tali aree andrebbe trasferita all'Autorità palestinese in base agli accordi bilaterali e al diritto internazionale", recita la lettera inviata dal gruppo di docenti universitari e di ricercatori italiani che si impegnano per il diritto allo studio dei palestinesi.

"Chiediamo quindi al governo israeliano di garantire la sicurezza della scuola di Khan al Amar e la sua libertà di funzionamento, nonchè la salvaguardia dalle demolizioni delle case beduine circostanti e l'interruzione delle "ricollocazioni" dei palestinesi fuori dalle aree "C", continua la lettera, aggiungendo una richiesta al coverno italiano e alle rappresentanze diplomatiche a Tel Aviv e a
Gerusalemme, affinchè proteggano la scuola nella quale i bambini di Khan al Amar si sforzano di disegnare un nuovo destino.
 

13 ottobre 2011