Ocalan: a Firenze una grande manifestazione per la sua liberazione
Venerdì 7 ottobre si è svolta a Firenze una manifestazione organizzata dalla comunità curda in Italia, per protestare contro la detenzione del leader curdo Abdullah Ocalan, imprigionato da più di dieci anni nel carcere di massima sicurezza di Imrali. In programma una grande manifestazione a sostegno della liberazione di Ocalan, che si svolgerà a Bursa nei prossimi giorni.
di Luca Bellusci
A vederla sembra un’isola qualsiasi, un posto dove normalmente trascorrere le vacanze nelle stagioni calde, al riparo dal caos urbano e della frenesia delle grandi metropoli. L’isola di Imrali vista sulla mappa è un puntino in mezzo al Mar di Marmara, le stesse acque che bagnano le sponde di Istanbul.
Ma l’isola è diventata tristemente famosa quando nel 1999 “accolse” Abdullah Ocalan, il leader del Partito dei lavoratori del Kurdistan, meglio noto con l’acronimo PKK.
Da quel momento, Ocalan ha vissuto in completo isolamento per diversi anni prima che il governo turco decidesse di mandare altri detenuti a fargli “compagnia”. Una detenzione, senza ridondanze pleonastiche, decisamente punitiva, al limite della legalità, se si può affermare legale una detenzione di questo genere.
Il popolo curdo non dimentica ma soprattutto non abbandona mai chi ha combattuto per i loro diritti. Per loro Ocalan è un simbolo, una figura ormai slegata dal personaggio fisico ma riconducibile a una visione mitologica, considerando come molti di quelli presenti alla manifestazione di Firenze, venerdì scorso, non fossero nemmeno maggiorenni all’epoca della cattura.
Diverse organizzazioni, coadiuvate dal partito filo-curdo del BDP, hanno organizzato una grande manifestazione che si terrà nei prossimi giorni a Bursa, per protestare contro l’assoluto isolamento in cui si ritrova Ocalan. Infatti, sono diversi mesi ormai che gli avvocati non hanno la possibilità di dialogare con il detenuto numero uno di Imrali e la preoccupazione maggiore è relativa al suo stato psico-fisico, in netto deterioramento negli ultimi tempi.
Nel frattempo, già si registrano le prime tensioni, alla vigilia della grande manifestazione che gli organizzatori hanno stimato in circa 100 mila presenze. Diverse fonti riferiscono di blocchi della polizia all’uscita delle grandi città del sud est turco, a prevalenza curda. Posti di blocco a Diyarbakir, Siirt, Van, Hakkari e molti altri centri urbani, che sono stati chiusi per impedire ai convogli di raggiungere la località scelta per la prossima manifestazione.
“Libertà per Ocalan, pace in Kurdistan” è lo slogan che ha accompagnato la marcia, arrivata davanti al Duomo di Firenze alle 18 circa. Una mantellina blu si aggirava tra i manifestanti, parlando sia in turco sia in italiano. Era la voce di Aldo Canestrari, personaggio molto noto all’interno della comunità curda in Italia e attivista di lungo corso, da anni a sostegno della causa curda in Turchia.
La storia di Aldo è molto particolare e rappresenta per certi versi un certo atteggiamento delle autorità turche per quanto riguarda la questione curda. Nel 2009 Aldo venne dichiarato persona non gradita in Turchia, ricevendo divieto assoluto di rientrare. Nessuna motivazione fu rilasciata all’epoca dei fatti da parte delle autorità e solo a distanza di mesi fu formulato l’atto d’accusa nei suoi confronti. La legge di riferimento è quella relativa alla possibilità di espellere dal paese persone non gradite come barboni, trafficanti di droga e prostitute. Quale categoria appartenga ad Aldo è cosa ignota.
La manifestazione fiorentina si scioglie verso le ore 19, le ultime bandiere vengono riposte ordinatamente sul selciato antistante il Duomo, tra la curiosità dei turisti e la prudente indifferenza della polizia. Un’altra giornata si conclude con il motto: “Biji Kurdistan”.
10 ottobre 2011
