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 Iraq, Nuove alleanze elettorali: arrivano le “bandiere dell’Iraq”
di Ornella Sangiovanni Osservatorio Iraq, 1 settembre 2009
Affermazione del “progetto nazionale” e rifiuto del approccio confessionale e del sistema delle quote: queste le parole d'ordine che ormai circolano negli ambienti politici iracheni, dove si lavora alacremente alla costruzione delle alleanze per le prossime elezioni parlamentari, previste per gennaio.
Parole, appunto – che sono in tanti a sottoscrivere, almeno apparentemente.
Dopo l'Iraqi National Alliance (INA), la nuova coalizione sciita che tale però non vuole dichiararsi, adesso arriva “Bayariq al Iraq”, che in arabo significa “bandiere dell’Iraq”.
Annunciata qualche giorno fa a Baghdad, la nuova formazione si basa sul rifiuto della spartizione confessionale e della lottizzazione fra i partiti, nonché sull’affermazione del “percorso nazionale” di cui hanno bisogno gli iracheni, spiega lo sceicco Ali al Hatim, che appartiene alla potente tribù dei Dulaimi, ed è il leader del “National Front for the Salvation of Iraq”, uno dei gruppi che fanno capo ai cosiddetti “Consigli del risveglio” della provincia di al Anbar – quella di Ramadi e Falluja.
Della coalizione fanno parte numerose tribù e Sahwa – il nome arabo dei “Consigli del risveglio”: in tutto oltre 20 “entità politiche” registrate dalla Commissione elettorale. Fra questi c’è anche Yusuf al Habubi, il più votato a Karbala alle elezioni provinciali del 31 gennaio, che però non è diventato governatore perché si era presentato a titolo individuale, senza una sua lista, e quindi i giochetti di partito hanno avuto la meglio.
Lo sceicco Hatim spiega al quotidiano arabo al Hayat che la nuova alleanza politica comprende più di 100 personalità del Segretariato Generale dei Sahwa di Baghdad e della regione, oltre a un gruppo di formazioni tribali di diverse zone della capitale irachena.
Percorso nazionale
Tutti uniti nel “percorso nazionale”.
La nuova coalizione, dice lo sceicco, sarà aperta a tutti coloro che condividono questo percorso, e che rifiutano il settarismo confessionale e l’appartenenza di gruppo che hanno afflitto l’Iraq negli ultimi anni. Alcuni blocchi politici, sottolinea il leader tribale, si sono dati un nuovo nome, definendosi “nazionali”, senza tuttavia cambiare in nulla la propria composizione confessionale. Il riferimento alla nuova Iraqi National Alliance non è affatto velato.
Verranno strette alleanze prima e dopo le elezioni parlamentari previste per gennaio, aggiunge Hatim, ma per il momento è presto per dire con chi ci si potrà alleare prima del voto, perché non è chiara la visione politica di molti gruppi.
“Non abbiamo alcuna linea rossa verso nessuna parte”, sottolinea lo sceicco, “se crede nella necessità di liberarsi dal concetto delle quote confessionali nelle loro diverse denominazioni, e di affermare l’interesse del Paese”.
Già, ma dalla nuova alleanza delle tribù e dei Sahwa di al Anbar e Baghdad restano fuori due esponenti di un certo peso: lo sceicco Hamid al Haiss, leader dell’ “Anbar Salvation Council”, che ha deciso di aderire alla INA, e Thamir al Tamimi, che prima combatteva nelle fila della resistenza sunnita (con l’Esercito islamico in Iraq), e ora è passato a fare il consigliere del governo per i “Consigli del risveglio”. Come si spiega?
Hatim prende atto della decisione di Haiss di entrare nella coalizione delle forze sciite. Quanto a Tamimi, ancora non ha deciso nulla - dice.
L’ex comandante dell’Esercito islamico in Iraq passato alla politica dal canto suo conferma al quotidiano panarabo pubblicato a Londra che la settimana prossima si terrà una conferenza allargata dei Sahwa di Baghdad e della regione allo scopo di annunciare l’orientamento politico che guiderà le alleanze dei “Consigli del risveglio” in vista del voto di gennaio.
E tuttavia fa capire che fra i possibili alleati non ci saranno né l’INA, la nuova coalizione sciita, né l’Iraqi Accord Front (la maggiore coalizione sunnita rappresentata nell’attuale Parlamento).
Il motivo? Continuano a mantenere un carattere confessionale, e non sono riuscite a superarlo.
Fonte: al Hayat
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