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Iraq, Manovre in corso per ricreare la coalizione unitaria sciita in vista delle prossime elezioni politiche

di Ornella Sangiovanni
Osservatorio Iraq, 4 agosto 2009

Alle prossime elezioni politiche irachene la leadership religiosa sciita avrebbe intenzione di non schierarsi, ma vorrebbe che la coalizione delle forze sciite si mantenesse unita e si allargasse.

Lo riferiscono fonti vicine alla cosiddetta Marjai'ya di Najaf, citate [in arabo] dal giornale arabo al Hayat, secondo le quali i quattro Grandi Ayatollah che la compongono, il più noto dei quali è Ali al Sistani, non appoggeranno nessun candidato o partito politico.

Lo ha chiarito lo sceicco Ali al Nujaifi, figlio del Grande Ayatollah Bashir al Najafi, sottolineando che "l'Autorità religiosa non appoggia nessun partito o esponente politico a scapito degli altri, ma al tempo stesso ha espresso il proprio sostegno affinché l’Alleanza Unita irachena continui a esistere”, in quanto “il popolo iracheno non può dimenticare la propria appartenenza religiosa”.

Il riferimento è alla United Iraqi Alliance (UIA), la coalizione sciita di maggioranza, che ha vinto due elezioni consecutive – nel gennaio e nel dicembre 2005, ma da allora ha continuato a perdere pezzi.

Creata proprio sotto gli auspici del Grande Ayatollah Sistani, il leader religioso più influente fra gli sciiti iracheni, oggi è ridotta sostanzialmente ai due maggiori partiti sciiti – al Da'wa, quello del premier Nuri al Maliki, e il Consiglio Supremo islamico iracheno (ex SCIRI) di Abdel Aziz al Hakim.

Ne sono uscite in particolare le formazioni di ispirazione 'sadrista': il movimento di Muqtada al Sadr, e Fadhila, entrambe forze di orientamento nazionalista, e non si capisce quali siano ora le loro intenzioni.

Quello che sembra evidente è che c'è molto movimento per tentare di ricreare la coalizione sciita, in vista delle elezioni parlamentari che dovrebbero tenersi entro gennaio 2010.

Il portavoce del movimento di Sadr, sceicco Salah al-Obeidi, ha dichiarato che il suo gruppo prevede di iniziare “questa settimana" a Najaf trattative con una delegazione della UIA riguardo alla possibilità di un rientro dei sadristi.

“Tutti i canali per il dialogo sono aperti con qualsiasi blocco politico, compresi quelli con l’Alleanza Unita", ha detto Obeidi senza sbilanciarsi, e aggiungendo che ci sono delle condizioni.

A condurre le trattative per conto della UIA è una apposita delegazione guidata dal deputato Haydar al-Abadi, che ha chiesto un incontro presso l’ufficio di Sadr sperando di riuscire a convincere i sadristi a rientrare nella coalizione.

La stessa delegazione ha già incontrato l’Ayatollah Sistani nel suo ufficio di Najaf, e gli ha presentato il progetto della UIA per ripristinare la leadership e la struttura della coalizione, consentendo il reintegro dei gruppi che ne sono usciti.

Un incontro durato quasi tre ore, nel corso del quale si è distinto Ahmad Chalabi, presidente dell'Iraqi National Congress, tornato alla carica in questa nuova veste, reduce da un recente viaggio in Iran.

Chalabi, che guidava la delegazione da Sistani, ha detto che il suo compito è quello di "cercare la via migliore per poter risolvere i problemi che hanno spinto prima il partito Fadhila, poi il movimento sadrista, e infine gli altri gruppi a lasciare l’Alleanza Unita irachena”.

Per quanto riguarda un ritorno dei sadristi nella coalizione sciita, Chalabi vede segnali positivi. “I responsabili sembrano d’accordo", ha detto, "e comprendono il principio che è alla base dell’unità dell’Alleanza, conoscendo perfettamente le linee della coalizione”.

Alla base della nuova iniziativa ci sarebbe la creazione di una commissione di cui faranno parte sia le forze politiche che sono ancora all’interno della UIA, sia quelle che erano uscite – con il compito di eliminare gli ostacoli che hanno impedito il ritorno di queste ultime.

Quanto a Sistani, una fonte vicina all'ufficio del Grande Ayatollah, che chiede di restare anonima, spiega che alla leadership religiosa sciita, "e in particolare all’Imam Sistani" sta a cuore non solo l’unità della UIA, ma dell'intero schieramento politico iracheno.

L'Ayatollah, dice la fonte ad al Hayat, non appoggia una lista specifica a spese di altre, "si augura che alle prossime elezioni possa esserci un solo schieramento", e che "permanga l’unità dell’Alleanza all’interno della quale confluiranno tutti i blocchi politici” .

Fonte: al Hayat

Ha collaborato Arianna Palleschi


Area tematica: Contesto politico
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