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La Marina israeliana sperona la barca del Free Gaza Movement


di Carlo M. Miele
Osservatorio Iraq, 30 dicembre 2008

Ha rischiato di trasformarsi in sciagura il quinto viaggio della Dignity, l’imbarcazione del Free Gaza Movement partita ieri da Larnaca e diretta a Gaza per portare medicinali e personale medico nella Striscia sotto assedio.

La barca degli attivisti internazionali è stata speronata questa mattina da una nave della Marina israeliana, mentre si trovava ancora in acque internazionali, a novanta chilometri dalla costa palestinese.

Secondo l’attivista italiano Vittorio Arrigoni, contattato telefonicamente a Gaza dall’Osservatorio, “si è trattato di un vero e proprio tentativo di affondamento”.

“La Dignity – racconta - è stata speronata due volte a poppa e una volta a prua, e ha iniziato a imbarcare acqua. Il comandante dell’imbarcazione ha lanciato un sos internazionale, ma solo dopo diverso tempo delle navi inviate dal governo libanese hanno potuto raggiungere la barca, che nel frattempo era stata circondata da diverse navi della Marina israeliana, e scortarla fino a Tiro”.

Il capitano della Dignity, Denis Healy, ha precisato che l’attacco israeliano è arrivato "senza alcun avvertimento, o alcuna provocazione".

La ricostruzione degli attivisti internazionali è stata confermata solo in parte dal governo israeliano. Il portavoce del ministero degli Esteri, Yigal Palmor, ha detto che la barca del Free Gaza Movement non ha risposto a un richiamo lanciato via radio dalla Marina, e che successivamente "si è scontrata” con una nave israeliana.

Adesso la Dignity si trova nel porto libanese di Tiro, in pessime condizioni. Come hanno spiegato gli organizzatori della spedizione, la barca sarà sottoposta a una perizia legale voluta dal governo di Beirut per far luce sulla dinamica dell’incidente.

Non ci sono feriti invece nell’equipaggio, che è già pronto a ripartire per la sua destinazione allo scopo di consegnare il suo prezioso carico di oltre tre tonnellate di medicinali di cui sono sempre più sprovvisti gli ospedali della Striscia.

A causa del lungo assedio israeliano, nelle strutture sanitarie di Gaza manca tutto, comprese le bende e i guanti di gomma, e gli stessi medici sono sottoposti a un surplus di lavoro. Il numero dei feriti, stando alle stime più recenti, supera abbondantemente il migliaio, di cui una buona parte pare destinata a morire proprio per la mancanza di medicinali e di personale medico.

La missione Free Gaza Movement mira proprio ad alleviare questa emergenza sanitaria, oltre che ad attirare l’attenzione internazionale sul dramma umanitario della Striscia.

La sua riuscita, tuttavia, si annuncia quanto mai difficile, visto che Israele ha dichiarato la Striscia “zona militare proibita” e ha fatto sapere che non consentirà a nessuna imbarcazione di attraccare sulle coste palestinesi.

Ma il gruppo internazionale non demorde. “Ho parlato con il capitano della Dignity – dice Arrigoni – e mi ha detto che c’è l’intenzione di ripartire subito per Gaza, anche domani. Prima però bisognerà trovare un’altra imbarcazione, visto che  la Dignity è oramai inservibile”.

L’arrivo a Tiro della Dignity (video al-Jazeera)

Il sito web del Free Gaza Movement


Area tematica: Democrazia e diritti
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