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 Il Libano prova a voltare pagina
Osservatorio Iraq, 11 settembre 2008
Il 16 settembre il Libano proverà a voltare pagina. Almeno è questa l’auspicio del presidente della Repubblica, Michel Suleiman, che per martedì prossimo ha convocato al Palazzo di Baabda i leader delle diverse fazioni politiche libanesi, con lo scopo dichiarato di riprendere il “dialogo nazionale” interrotto nel 2006.
Tra le mura del palazzo presidenziale avrà finalmente luogo l’incontro più volte rimandato tra maggioranza filo-occidentale e opposizione legata alla Siria, già previsto nell’accordo interlibanese di Doha. Un vertice nel quale le due parti - dopo essersi accordate per l'elezione dello stesso Suleiman alla presidenza e la formazione di un governo di unità nazionale – dovranno sciogliere i tanti nodi rimasti, a partire dalla sorte dell’arsenale del movimento sciita anti-israeliano Hezbollah.
“Invito coloro che hanno firmato l'accordo di Doha a venire e a incontrarci qui nel Palazzo di Baabda il 16 settembre 2008 alle 11”, ha detto Suleiman citato dal quotidiano locale As-Safir.
Alla riunione di martedì saranno presenti i maggiori leader politici, ma non ci sarà il leader di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, che per “motivi di sicurezza” invierà un suo rappresentante. E ancora incerta è la presenza del presidente della Lega araba, l'egiziano Amr Moussa, invitato dallo stesso Suleiman a partecipare ai lavori. Prevale l’ottimismo
Dopo le tensioni dei mesi scorsi, a Beirut prevale l’ottimismo.
Diversi politici intervistati da an-Nahar hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa del presidente della Repubblica e si sono detti d'accordo sulla necessità di tornare dialogare.
“È una sorpresa gradita - ha commentato Amin Gemayel, leader cristiano anti-siriano - Spero che questo passo porti i leader a instillare amore per il Paese nei propri cuori”. “Niente è più importante del dialogo”, ha detto invece una fonte vicina ad al-Mustaqbal e a Saad Hariri, figlio ed erede politico dell'ex premier libanese Rafiq Hariri, ucciso nel 2005. Anche il leader druso Walid Jumblat ha accolto con favore l'invito di Suleiman a riprendere il dialogo nazionale, parlando di un passo “positivo”. E Mohammed Raad del blocco parlamentare guidato da Hezbollah ha espresso soddisfazione, affermando che l’opposizione libanese è “assolutamente pronta” per il dialogo e “disposta a discutere di ogni questione, che possa portare stabilità e consolidare il processo di pacificazione”.
Sulle prospettive di riuscita dell’incontro di martedì non dovrebbe pesare troppo nemmeno l’ultimo omicidio politico libanese, avvenuto ieri a Baysour, e che ha visto vittima l’esponente druso filo-siriano Saleh Aridi, del Partito democratico libanese (Pdl).
Più forte, per il momento, sembra la volontà di riavvicinare maggioranza e opposizione, e di portare il Libano fuori dalle secche in cui è da lungo tempo piombato. “Si vuole scatenare il conflitto - ha detto il leader del Pdl, Talal Arslan, commentando l’omicidio di Aridi - ma noi non cadremo nella trappola”.
[c.m.m.]
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