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Gaza è aperta, per un giorno
di Michele Giorgio Il Manifesto, 24 agosto 2008
Poco dopo le 5 del pomeriggio, quando la Free Gaza e dalla Liberty sono apparse all'orizzonte, sulla spiaggia di Gaza e nel piccolo porto è esplosa la gioia delle migliaia di persone in attesa. I bambini si sono tuffati in mare, gli adulti hanno applaudito e cantato, decine di persone a bordo di piccole barche si sono dirette verso le due navi di legno per essere le prime a dare il benvenuto ai 44 pacifisti, di tutto il mondo, anche israeliani, che hanno avuto il coraggio di violare il blocco navale attuato da Israele.
“Ho portato i miei figli per ringraziare chi ha pensato a questa iniziativa, perché non ci hanno dimenticato” ha detto Jamila Hassan, una giovane mamma di Gaza city. Ad abbracciare i pacifisti, provati da due giorni di mare, c'erano palestinesi giunti da ogni punto di Gaza, mobilitati dal “Comitato popolare contro l'assedio”. La festa è proseguita poi sino a sera, tra abbracci, baci, strette di mano e bicchierini di tè e dolci offerti a ripetizione a ognuno dei pacifisti. Soprattutto alle due “nonnine”, la suora cattolica Anne Montgomery, 81 anni, e la sopravvissuta all'Olocausto Hedy Epstein, 84 anni, apparse affaticate anche se felici e sorridenti. “Abbiamo dimostrato che si possono ottenere risultati importanti con metodi pacifici, solo con determinazione e forza di volontà. Spero che questi viaggi in mare verso Gaza diventino routine”, ha commentato l'attivista israeliano Jeff Halper appena ha messo piede a terra. Halper è stato il primo pacifista ebreo israeliano a entrare a Gaza, senza il permesso dell'esercito, da alcuni anni a questa parte. La legge infatti vieta ai cittadini israeliani di entrare nelle aree autonome palestinesi e ciò impedisce agli attivisti di avere contatti con la popolazione di Gaza.
“Pensavamo di non farcela. A un certo punto i nostri strumenti di navigazione sono andati in tilt perché sottoposti a una tempesta elettronica: ma alla fine (gli israeliani) ci hanno fatto passare. La cosa all'inizio ci ha sorpreso, poi abbiamo festeggiato”, ha raccontato le ultime ore di navigazione Huwaida Arraf, fondatrice dell'International Solidarity Movement.
Solo all'ultimo momento infatti Israele ha deciso di lasciar passare la Free Gaza e la Liberty. Il premier Ehud Olmert, il ministro degli esteri Tzipi Livni e il ministro della difesa Ehud Barak si sono consultati a lungo: poi devono aver pensato che mandare navi da guerra a caccia di due imbarcazioni di legno cariche di pacifisti sarebbe stato un autogol. “Gli organizzatori di questa iniziativa cercavano una provocazione, e si è deciso di lasciarli attraccare per prevenire questa provocazione”, ha spiegato un funzionario israeliano. Il ministero degli Esteri da parte sua ha definito i 44 pacifisti una “banda di provocatori” desiderosi di contribuire al successo del “regno degli orrori” che Hamas avrebbe instaurato a Gaza.
Il sito del quotidiano Yediot Ahronot, citando un anonimo “attivista palestinese”, ha riferito di una “grande delusione” tra la gente accorsa al porto nella convizione che dalle due navi sarebbero stati scaricati ingenti quantitativi di generi di prima necessità. Per la verità il “Comitato popolare contro l'assedio” sapeva bene che a bordo della Free Gaza e della Liberty erano stati caricati 200 apparecchi acustici, 5mila palloncini per i bambini e poco altro, visto che la missione aveva uno scopo politico e simbolico.
Nelle stesse ore, nei forum israeliani in rete, si scaricava la rabbia per l'arrivo delle due navi a Gaza: Linda Ravera da New York ha accusato i pacifisti di “aiutare il Jihad globale”, Alfred Inselberg da Ranaana (Israele) ha suggerito di lasciare i pacifisti a Gaza sino a quando non otterranno la liberazione del soldato Ghilad Shalit, Marlene da Filadelfia ed altri hanno accusato il governo Olmert di non avere “spina dorsale”, infine Guido da Milano ha proposto uno strip alla anziana suora Montgomery in modo che possa avere “un momento di gloria laica”.
I 44 pacifisti, che si sono tenuti a distanza da Hamas - il premier del movimento islamico, Ismail Haniyeh, ha comunque salutato con favore l'iniziativa -, dovrebbero rimanere a Gaza per qualche giorno. Israele intanto ha fatto sapere che fermerà le due navi se a bordo verranno fatti salire anche palestinesi di Gaza (gravemente ammalati), secondo l'intenzione annunciata dagli organizzatori.
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