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Verso Creta le navi dei pacifisti contro l'assedio di Gaza

di Ornella Sangiovanni
Osservatorio Iraq, 9 agosto 2008

Dovrebbero arrivare domani sera a Creta le due navi sulle quali si imbarcheranno una quarantina di pacifisti da tutto il mondo, intenzionati a rompere l'assedio di Gaza.*

Gli attivisti del Free Gaza Movement hanno scelto per il loro annuncio la giornata di inizio delle Olimpiadi di Pechino, e sottolineano che "gli internazionali si stanno radunando da un capo all'altro del mondo – a Pechino e a Cipro – con il sogno comune di pace e giustizia per tutti".

"Siamo una settimana in ritardo, ma più determinati che mai ad andare a Gaza", dicono gli organizzatori in un comunicato.

Il primo appuntamento è per la conferenza stampa prevista a Creta, esattamente a Chania, nei pressi di Souda Bay, base NATO e sede della VI Flotta Usa, dove le due navi dovrebbero arrivare verso le 19.30 di domani sera.

Quella di Creta sarà la prima occasione per poterle vedere e fotografare mentre entrano in porto: sono state battezzate "SS Free Gaza" e "SS Liberty", e sono due piccole imbarcazioni.

La seconda porta lo stesso nome della nave statunitense che venne attaccata dagli israeliani l'8 giugno 1967. Una scelta fatta per onorare dei 34 marinai e Marines che furono uccisi nell'attacco, spiega Karin Pally, una portavoce del Free Gaza Movement, che vive a Los Angeles.

A rispondere alle domande dei giornalisti ci saranno due pacifisti storici - Jeff Halper, un israeliano che nel 2006 era stato candidato al premio Nobel per la sua lunga attività contro la demolizione delle case palestinesi da parte di Israele, e Huwaida Arraf, americana di origine palestinese che vive a Ramallah, e che da anni è fra i principali animatori dell'International Solidarity Movement.

Assieme a loro Lauren Booth: è una giornalista e attivista dei diritti umani, e viene dalla Gran Bretagna. Il suo nome ai più dice poco, ma si tratta della cognata di Tony Blair: sorella di Cherie, la moglie dell'ex premier - che adesso, per l'appunto, fa l'inviato per il Medio Oriente del cosiddetto "Quartetto". E che a Gaza finora non ci ha mai messo piede.

Fra i numerosi gruppi e le personalità internazionali che hanno dato il loro avallo all'iniziativa del Free Gaza Movement ci sono l'arcivescovo sudafricano Desmond Tutu, Noam Chomsky, il premio Nobel Mairead Maguire, il regista Ken Loach, e l'ex Primo ministro libanese Salim al-Hoss.

I partecipanti vengono da 16 Paesi, e sono di religioni – ed estrazioni  - assai diverse: fra loro c'è una suora cattolica di 81 anni, una sopravvissuta all'Olocausto, che di anni ne ha 83, un membro di una band punk rock, persino un ex Marine. Li accomuna il fatto di credere nella non-violenza, e di avere partecipato a iniziative di solidarietà con i Palestinesi. In Palestina ci sono stati e vogliono tornarci, ma a molti di loro il governo di Israele rifiuta l'ingresso.

Così hanno scelto la via del mare. Se non possono entrare via terra, navigheranno – sfidando la Marina israeliana se necessario. Non hanno il permesso delle autorità di Tel Aviv, ma sono decisi a rompere l'assedio di Gaza – e far conoscere al mondo la sofferenza di quanti ci vivono.

Gaza li aspetta. Domani sera, nel "porto dei pescatori", diverse Ong palestinesi, coordinate dalla "Campagna internazionale palestinese per porre fine all'assedio di Gaza" e dal "Comitato popolare contro l'assedio", hanno organizzato una sorta di pre-benvenuto, con attività culturali, e una conferenza stampa. La festa - quella grande - ci sarà quando arriveranno le navi.


Per seguire l'iniziativa:

http://www.freegaza.org (anche in italiano)


* Rettifica: In una prima versione di questo articolo avevamo scritto - erroneamente - che le due navi erano partite da Cipro. In realtà, le navi, una volta arrivate a Creta, salperanno alla volta di Cipro, dove il grosso dei partecipanti è in attesa di imbarcarsi, dirette a Gaza.


Area tematica: Democrazia e diritti
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