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Siria e Israele parlano di pace. E si preparano alla guerra


Osservatorio Iraq, 17 aprile 2008

Aperture al negoziato e manovre militari. A otto anni dal fallimento degli ultimi colloqui di pace, arenatisi sulla questione delle alture contese del Golan, Damasco e Tel Aviv non se la sentono di escludere un prossimo riavvicinamento diplomatico, così come lo scoppio di un nuovo conflitto armato.

Ieri il primo ministro israeliano, Ehud Olmert, ha dichiarato al quotidiano Yediot Ahronot che le due capitali si stanno scambiando note diplomatiche per mettere in chiaro le aspettative reciproche in vista di un eventuale trattato di pace.

"Sanno quello che vogliamo da loro, e sappiamo molto bene quello che vogliono da noi", ha affermato Olmert, senza svelare il contenuto delle note, o aggiungere ulteriori dettagli in merito.

Aperto a qualsiasi sviluppo si è detto il presidente siriano, Bashar al-Assad, che intervenendo in una conferenza a Damasco ha detto di ritenere per il momento improbabile una “normalizzazione” delle sue relazioni con Israele (visto che "il popolo siriano rifiuta la normalizzazione”), ma di giudicare anche scarse le probabilità dello scoppio di una guerra con lo Stato ebraico.
 
Nel suo intervento il leader siriano ha detto anche che una nuova guerra rappresenta una “ipotesi concreta”, cui la Siria “si sta preparando”, soprattutto in virtù dell’atteggiamento dell’amministrazione Bush, ritenuta favorevole a un conflitto tra i due Stati della regione.

"Ci stiamo comportando come se la guerra fosse imminiente e ci stiamo preparando, ma la nostra intelligence non suggerisce che una guerra di questo tipo sia all’orizzonte", ha detto al-Assad.

Tensione nell’area

I colloqui di pace tra Damasco e Tel Aviv sono stati abbandonati nel 2000. A dividere le due parti è soprattuto la questione delle alture del Golan, occupate e annesse da Israele nel corso della guerra del 1967.

La tensione nell’area è cresciuta nelle ultime settimane, quando la Siria ha rafforzato le sue truppe al confine con Israele, nel timore che un’eventuale rappresaglia dell’Hizbollah libanese contro lo Stato ebraico in seguito alla morte del leader Imad Mugniyah potesse condurre a un’escalation militare su larga scala.

I servizi segreti dell’esercito israeliano hanno tuttavia fatto sapere di ritenere imrobabile lo scoppio di un conflitto con la Siria, ma hanno ammesso di avere registrato dei segnali di "nervosismo" e allerta nell’area del Golan, così come era avvenuto anche nella scorsa primavera.

[c.m.m.]


Area tematica: Conflitti
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